E così siamo giunti a un’altra release dei driver proprietari per schede video ATI: negli ultimi mesi ci sono stati molti più aggiornamenti per quanto riguarda l’alternativa open source — specie riguardo al KMS e alle sue innumerevoli implicazioni, ma anche per ciò che concerne il risparmio energetico e quant’altro.
In realtà i Catalyst 10.1 non aggiungono granché ai driver precedenti: si tratta essenzialmente di un rilascio di manutenzione, che risolve alcuni bug e “dovrebbe” supportare il kernel 2.6.32 e Karmic Koala. Il condizionale è d’obbligo perché su quest’ultimo non sono riuscito a terminare con successo la creazione dei pacchetti, benché i moduli DKMS risultino installabili anche sul branch instabile del kernel.
Stando alle prime indiscrezioni di Phoronix, questa versione dovrebbe abilitare AMD Eyefinity anche per Linux (con un limite fissato a 3 soli monitor): più aspettative riguardano la successiva versione 10.2 — in ogni caso, questa release corrisponde ai driver ATI 8.69 ed è finalmente scaricabile anche dalla pagina ufficiale di ATI.
Via | Phoronix
Continua a leggere: AMD ha rilasciato i Catalyst 10.1 per Linux
Un bilancio in realtà non del tutto positivo, quello degli sviluppatori di BloGtk — il client che consente la pubblicazione di post per le principali piattaforme di blogging da GNOME.
Non ci sono state grandi “evoluzioni” da quando ne parlai per la prima volta in ottobre: al contrario, il 2009 si è chiuso sostanzialmente con due mesi d’anticipo per l’applicazione. Il team di sviluppo è ancora alla ricerca di qualcuno che risolva il bug di PyWebKitGtk per continuare i lavori in tutta serenità.
Ad ogni modo è prevista una versione 2.0.1 che dovrebbe uscire al più presto, risolvendo alcuni problemi sgradevoli già notificati (in sostanza è impossibile provvedere alla cancellazione degli interventi da BloGtk) e quest’anno i programmatori si concentreranno sulla major release della versione 2.1 — sperando che si superi in breve tempo l’ostacolo delle librerie.
Continua a leggere: BloGtk fa un bilancio del 2009 e apre all'anno nuovo
Alzi la mano chi pensava che Enlightenment avrebbe raggiunto la stabilità del DR17 entro Natale, come volevano i rumor: io – che sono piuttosto fatalista – non ci ho mai creduto troppo, eppure l’ho sperato vivamente. Perché avendolo provato (e soprattutto avendolo visto in azione su ARM) me ne sono innamorato subito.
Purtroppo così non è stato e nei repository ufficiali delle principali distribuzioni – nonostante il recente successo del desktop environment su alcuni sistemi embedded – è ancora presente l’ultima versione stabile, ovvero Enlightenment DR16. Che in realtà non è affatto male (e ha ottenuto l’ultimo aggiornamento completo lo scorso settembre), ma E17 è un altro pianeta.
La buona notizia è che almeno gli utenti di Debian, Fedora e Ubuntu potranno installarlo con un semplice clic, evitando i workaround da “smanettoni” che erano necessari fino a poco tempo fa — non tutti peraltro garantivano il successo dell’installazione: sono stati infatti predisposti dei repository ufficiali dai quali scaricare i pacchetti per la propria distribuzione (per dovere di cronaca, quelli per Fedora non sono aggiornati all’ultima versione della distribuzione).
Continua a leggere: Enlightenment DR17 non è stabile, ma ha un repository
Se anche voi state aspettando il rilascio di Zeitgeist (che dovrebbe esordire ufficialmente solo con il famigerato GNOME 3), magari associato a una home utente montata su filesystem Brtfs, questa modifica a Nautilus potrebbe fare al caso vostro.
Nautilus Undo/Redo è una versione “patchata” di Nautilus 2.28.1 e pacchettizzata per Karmic Koala – l’unica distribuzione su cui dovrebbe funzionare – nella sola versione a 32-bit. Di fatto aggiunge la tipica funzione degli editor di testo (oppure dei programmi di manipolazione per le immagini, etc.) che consentono di annullare o, ripetere le ultime azioni.
La modifica è stata sviluppata da un utente di Ubuntu Forums ed è tra le idee più votate, ma non ancora realizzate su su Ubuntu Brainstorm: installare i pacchetti potrebbe costituire un pericolo per la stabilità del sistema, quindi siete avvisati.
Via | Web Upd8
Continua a leggere: Nautilus Undo/Redo: non è (ancora) Zeitgeist
Si è concluso oggi il CES 2010, che ha portato con sé interessanti novità di cui parleremo più approfonditamente in seguito: la notizia più interessante – parlando sempre di Boxee – è il rilascio pubblico della beta, che mantiene le promesse che avevo già accennato.
Che siate iscritti o, meno alla piattaforma potete comunque scaricare il media center dalla pagina ufficiale di Boxee: è probabile che incontriate qualche problema d’avvio — specie se state effettuando l’aggiornamento dalla versione alpha (per cui è consigliabile rimuovere tutti i file installati).
Il CES ha rivelato ulteriori dettagli anche sull’hardware provvisto da D-Link: com’era prevedibile, alcune breaking sul Boxee Box sono state pubblicate a conferenza ancora in corso.
Continua a leggere: Boxee Beta è ora disponibile per il download
Tivion è una semplice applicazione scritta in PyGtk+ da uno studente d’ingegneria spagnolo che consente di ascoltare e guardare gratuitamente radio e TV online da tutto il mondo: si avvale del backend di MPlayer ed è “pacchettizzato” per distribuzioni Debian/Ubuntu.
Con la versione 0.0.3 rilasciata questo mese si può raggiungere un totale di 447 canali suddivisi per 64 nazioni tra radio e TV: la lista completa parte proprio dall’Italia — per cui sono disponibili 76 canali, soprattutto di radio private nazionali e reti televisive locali.
Tivion 0.0.3 è scaricabile anche dal repository PPA del suo sviluppatore, che fornisce versioni ad hoc per Jaunty, Karmic e Lucid: purtroppo il programma è disponibile nella sola lingua spagnola, ma chi fosse interessato può contribuire alla traduzione direttamente da Launchpad.
Via | WebUpd8
Continua a leggere: Tivion: avere radio e TV online sul computer
Non molti giorni fa avevo parlato del device che D-Link si accinge a distribuire in Stati Uniti e Canada per l’avvento della beta di Boxee: le ultime novità sono ancora più interessanti — soprattutto perché riguardano anche gli utenti Italiani. Una sorta di “spoiler” ha fatto la sua comparsa sul profilo ufficiale di Twitter dell’applicazione, annunciando l’agognato supporto all’architettura a 64-bit.
Attualmente la beta di Boxee è distribuita soltanto ad alcuni fortunati che hanno già ricevuto una risposta dopo aver compilato il form di sottoscrizione alla pre-release e quindi non c’è altro modo di provarla che attendere l’abilitazione al download: la notizia riguarda espressamente la versione Linux di Boxee Beta e in particolare il pacchetto ufficiale per Karmic Koala.
L’introduzione del supporto delle 64-bit direttamente da parte degli sviluppatori di Boxee è importante perché il media center (basato su XMBC, ma non solo) si avvale di una libreria condivisa che non è propriamente “aperta”: anche scaricando flashlib-shared insieme ai sorgenti di Boxee era pressoché impossibile compilare manualmente i binari senza dover ricorrere a workaround e/o chroot a 32-bit. Tutto questo non sarà più necessario quando la beta sarà scaricabile da tutti.
Continua a leggere: Boxee Beta supporterà ufficialmente Ubuntu 9.10 e le 64-bit

Che se ne sentisse il bisogno oppure no, Google è tornata sulla “questione” riguardante il nuovo sistema operativo (che definirei piuttosto come una distribuzione commerciale) basato su Linux e sviluppato in sintonia con Canonical: oggetto del contendere le polemiche riguardanti l’effettiva apertura di Chrome OS, sulla quale molti hanno espresso più di un dubbio — il ché a mio avviso è decisamente lecito.
Con un intervento sul blog ufficiale di Chromium, l’azienda cerca di chiarire – anche se personalmente ritengo che non ci sia riuscita – le differenze che sussistono tra Chromium OS (di cui sono già disponibili i sorgenti) e ciò che sarà distribuito nei dispositivi di prossima vendita: dopo aver preso le distanze dalle pre-release del sistema operativo che sono rintracciabili sulla rete e che in nessun caso avranno il supporto di Google, gli sviluppatori evidenziano per l’ennesima volta un aspetto che era già chiaro a tutti.
Per chi fosse realmente interessato al futuro sistema operativo e soprattutto all’impatto che avrà nei confronti della comunità open source ribadire che Chromium OS stia a Chrome OS come Chromium sta a Chrome (traducendo il succo dell’intervento originale) è del tutto inutile: le perplessità che riguardano la liceità delle modifiche al sistema e il forking delle sue estensioni – su cui grava la definizione di malware utilizzata in sede di presentazione – non vengono affatto chiarite.
Continua a leggere: Google chiarisce le differenze tra Chromium OS e Chrome OS

MakeUseOf ha realizzato una guida dedicata ad Ubuntu: Ubuntu Karmic Koala Bible.
Questo documento è stato realizzato per chi non conosce ancora profondamente il mondo di Linux e nelle sue 54 pagine accompagna il lettore dall’installazione iniziale fino al fine tuning del sistema.
Potete leggerlo online o scaricare il pdf Ubuntu Karmic Koala Bible.
Via | MakeUseOf
Me ne sono accorto per caso, reinstallando Tor su Ubuntu 9.10: al posto di Privoxy – come dipendenza dell’applicazione – mi sono ritrovato con Polipo selezionato in default.
Di per sé è già abbastanza “curioso” che Karmic Koala (come già avviene da un paio di release a questa parte) non abbia Tor nei propri repository — mentre sia Polipo che Privoxy sono presenti.
In ogni caso, aggiungendo gli archivi ufficiali di Tor a sources.list e installando il software ci si ritrova ad avere anche il proxy che avevo presentato qualche tempo fa: anche la documentazione conferma lo switch.
Il pannello di GNOME (che poi sarebbero due in default) non ha un aspetto granché accattivante, specie se si considerano i temi di Plasma per KDE: fortunatamente esiste un modo per migliorarlo rapidamente. A prescindere dal tema in uso – e dell’eventuale supporto al canale alpha di RGBA – ci sono almeno due soluzioni pronte all’uso.
Entrambe sono accessibili con un semplice clic destro sul pannello che intendiamo modificare (di cui peraltro è possibile regolare l’altezza in pixel, oltre all’orientamento) scegliendo Proprietà dal menù contestuale: spostandoci nella scheda Sfondo possiamo sovrascrivere le impostazioni del tema di GNOME 2.28 cambiando il colore del pannello – di cui si può scegliere l’opacità – o, selezionando un’immagine di sfondo.
Considerando che 1px dovrebbe essere riservato al bordo (soprattutto usando Compiz) e che l’altezza predefinita del pannello di GNOME è di 24px, i pattern che possiamo sfruttare – è consigliato l’uso di PNG, anche semitrasparenti – dovrebbero avere un’altezza di 23px. Buona personalizzazione!
Via | ubuntued
Continua a leggere: Facciamo il lifting al pannello di GNOME
L’aspetto di Nautilus è sempre stato un argomento molto dibattuto in seno allo sviluppo di GNOME: in attesa della futura major release sono molti gli hack proposti dagli utenti.
Nautilus Split View è uno di questi: proposto da Holger Brendt attraverso Ubuntu Brainstorm consiste nello “sdoppiamento” del pannello di Nautilus — utile per tenere sotto controllo due directory contemporaneamente.
Anziché sfruttare il tabbed browsing, Nautilus Split View rimuove il pannello relativo alla gerarchia delle cartelle e consente di abilitare selettivamente Nautilus Spatial: il codice è reperibile da GitHub e prevede ahimè la ricompilazione di Nautilus.
Continua a leggere: Nautilus Split View consente la navigazione dual-panel dei file