Gli utenti Java e Ubuntu saranno felici di sapere che OpenJDK 6 è stato migrato nel repository principale della distribuzione “umana”, diventando il Java Run-Time Environment (JRE) e Java Development Kit (JDK) di default di Ubuntu 8.10. OpenJDK è la versione libera di Java nata dall’apertura dei sorgenti di della versione 6 e dal lavoro della comunità (ma anche di aziende come RedHat).
L’annuncio ufficiale e l’elenco delle architetture interessate da questo cambiamento sono presenti nell’archivio della mailing list ubuntu-devel-announce.
via | Phoronix
Dopo Browser Sync, Google ha aperto anche i sorgenti di Protocol Buffers (protobuf per gli amici), il formato di interscambio (data interchange format) utilizzato internamente all’azienda.
Sul blog ufficiale di Big-G, Protocol Buffers viene descritto come “un formato per serializzare in maniera estensibile, indipendente dal linguaggio e dalla piattaforma strutture dati da utilizzare in protocolli di comunicazione, archiviazione di dati e altro”.
Protocol Buffers permetterà agli sviluppatori di definire strutture dati in uno speciale linguaggio che, successivamente alla compilazione, produrrà classi (per Java, C++, Python) rappresentanti tali strutture; il codice prodotto è fortemente ottimizzato ed ogni classe include metodi set() e get() pronti all’uso.
Informazioni più specifiche sull’utilizzo di Protocol Buffers sono disponibili nella Developer Guide.
via | Slashdot

Siete in cerca di un lettore musicale da utilizzare senza problemi su Linux, Windows o OS X? Ecco aTunes, un player audio il cui nome suona come un incrocio tra due “mostri sacri” del campo (Amarok ed iTunes) proprio per l’obiettivo che si prefigge: offrire all’utente finale il meglio dei due software a cui si ispira.
Come già accennato, aTunes è un lettore musicale libero e cross-platform, scritto in Java, che supporta i principali formati audio presenti sulla piazza grazie al motore basato su MPlayer. Come Amarok, la gestione musicale è playlist-oriented e viene utilizzata un’interfaccia a schede (tab) per accedere alla propria musica, tag, podcast, radio Internet e dispositivi MP3.
Sun torna all’attacco dei desktop degli sviluppatori con la versione 6.1 di NetBeans, disponibile ufficialmente da qualche giorno. La mamma di Java non sembra intenzionata a cedere terreno ad Eclipse ed ogni nuovo rilascio del suo editor apporta novità sostanziali: se in NetBeans 6.0 abbiamo visto l’introduzione del supporto a Ruby, la 6.1 sfoggia, tra le altre cose, la possibilità di gestire in maniera grafica DB MySQL, il supporto iniziale a PHP ed ai source code management Mercurial e Git.
La pagina dei download, oltre a rendere disponibile il setup completo, offre anche vari bundle, ognuno dedicato ad un linguaggio di programmazione / tecnologia specifico (il design modulare è un’altra delle novità introdotte in NetBeans 6.0).
via | Html.it
Importante decisione presa in questi giorni da casa Sun; sembra infatti che la società americana abbia intenzione di rendere completamente Open Source la propria piattaforma ed il tutto entro la fine dell’anno corrente.
Le prime notizie che circolano in rete parlano già di accordi di massima con i più importanti distributori del mondo Linux. Novell, Canonical e Fedora Project sembrano essere state le prime società con cui Sun si sia messa in contatto e questo per favorire una più veloce integrazione dell’OpenJDK con le loro più importanti distribuzioni.
Ricordiamo che Java era già stata dichiarata open source ma la presenza di alcuni componenti sfruttanti soluzioni proprietarie, non ha permesso finora il rilascio della piattaforma sotto licenza GPL.
Via | Tom’s Hardware
Microsoft ha annunciato l’avvio di una collaborazione con l’Eclipse Foundation per fornire il supporto ingegneristico necessario a consentire all’Eclipse Standard Widget Toolkit di utilizzare il subsystem grafico Windows Presentation Foundation; stando alle parole del colosso di Redmond, lo scopo dell’operazione è agevolare gli sviluppatori Java nella creazione di applicazioni che assomiglino e si comportino come quelle native di Windows Vista.
via | OSNews
JNode è un sistema operativo libero scritto quasi completamente in linguaggio Java ( ed accezione del nano-kernel, scritto in assembler ) di cui abbiamo già parlato in passato; recente è stata rilasciata una nuova versione che introduce il supporto all’hotswapping dei dischi, ad NFS ed HFS+. JNode 0.2.6 sfoggia anche una migliore integrazione con openJDK ed una compatibilità decisamente elevata ( 99% ) con le API di Java 6.
Interessati al download? Qui potete trovare il changelog mentre qui sono presenti le varie edizioni di JNode ( immagine ISO, sorgenti, immagine VMWare ).
via | OSNews
Il progetto IcedTea fornisce l’infrastruttura necessaria per la compilazione del codice sorgente di OpenJDK utilizzando esclusivamente software libero ed integra librerie sostitutive ( provenienti dal progetto GNU Classpath ) per quelle parti di Java che risultano ancora proprietarie.
La recente versione 1.6 include “Zero-assembler”, una feature che permetterà il porting di IcedTea su tutte le varianti di GNU/Linux che dispongano di libffi e GCC; oltre a questo, IcedTea 1.6 introduce il supporto a JNLP, alla base delle applicazioni Java Web Start.
via | OSNews
Data Crow è un pratico programma che permette di catalogare software, musica, film, immagini e libri. Ospitato da SourceForge e rilasciato sotto licenza GPL, si appoggia anche a servizi on-line molto rinomati, come Amazon.com, IMDb, MusicBrainz, ecc..
Categoria per categoria (e con il supporto dei servizi suddetti), è possibile organizzare archivi ricchi di dettagli, ovviamente personalizzabili, che possono comprendere descrizioni approfondite, copertine, screenshot, rating, cast, programmatori e molto altro. Per quanto riguarda file video ed immagini, inoltre, Data Crow è in grado di riconoscere informazioni su codec, risoluzione e fotocamera utilizzata.
Data Crow è stato testato su Ubuntu 7.10 e Windows XP, non è avido di risorse (requisiti minimi: CPU a 800 MHz e 256MB di RAM), ma (questo non piacerà a tutti) richiede Java installato (da JRE 1.5 in poi).
Haiku Java Team è ufficialmente il primo gruppo di sviluppatori impegnati nel porting di OpenJDK per la loro piattaforma ad aver richiesto e ricevuto l’approvazione da parte dell’OpenJDK Porters Group: come conseguenza di questa decisione Sun fornirà l’infrastruttura ( mailing list, sito, repository, bug tracking, etc ) necessaria agli sviluppatori per coordinare l’evoluzione del progetto.
Al momento non sono disponibili rilasci ufficiali di Haiku con cui poter sperimentare ma, sul sito del progetto, sono comunque presenti le nightly build sia come immagini raw dell’installazione su disco sia come macchina virtuali per VMWare.
via | OSNews
La disponibilità di una Java Virtual Machine libera anche per sistemi basati su processori PowerPC è finalmente una realtà: gli sviluppatori di IcedTea hanno infatti aggiunto il supporto per queste CPU ( sia a 32 che 64 bit ) al codice presente nel repository ufficiale ( ora gestito da Mercurial ). La più recente versione di IcedTea, inoltre, offre una migliore integrazione con i sistemi Linux grazie all’utilizzo di librerie standard (libpng, libjpeg, zlib, giflib) e può essere compilata utilizzando esclusivamente software libero.
via | OSNews
Red Hat si è finalmente aggiunta al gruppo di lavoro di OpenJDK, acconsentendo a coordinare i propri sforzi con quelli del noto progetto sponsorizzato da Sun. Obiettivo principale di Red Hat sarà l’integrazione del suo lavoro su IcedTea all’interno di OpenJDK, per un’eventuale inclusione all’interno di RHEL; con questa mossa Red Hat potrebbe in futuro utilizzare OpenJDK come runtime per la sua JBoss Enterprise Middleware Suite, suite che comprende la quasi totalità dei prodotti precedentemente commercializzati da JBoss.
[ via Slashdot ]