Ubuntu non conterrà più il JDK di Oracle: è la decisione di Canonical. Se Java 7, ritirata la Distributor License for Java (DLJ), deve già essere scaricata e installata manualmente… i rilasci precedenti permettono alle distribuzioni d’includere il JDK proprietario di Sun Microsystems tra i pacchetti ufficiali dei propri repository.
Per evitare inutili contraddizioni, Canonical ha optato per rimuovere i pacchetti relativi alle versioni di Java 5 e Java 6 da tutte le distribuzioni di Ubuntu. Oneiric Ocelot non costituisce un problema, perché l’unico JDK disponibile è quello di OpenJDK. Presto sarà così per tutte le versioni correntemente supportate da Canonical.
In particolare, da Lucid Lynx – l’ultima Long Term Support (LTS) – a Natty Narwhal, tutti i pacchetti sun-java* saranno rimossi. La migrazione a OpenJDK prevede l’uso di IcedTea per abilitare il supporto di Java sul browser. È bene regolarsi, prima che la rimozione abbia effetto: un aggiornamento installerà automaticamente OpenJDK.
Via | The H Security
Il rilascio di JavaFX 2.0 è stato, probabilmente, l’annuncio più importante del JavaOne 2011 di San Francisco: Oracle ha deciso di riprendere lo sviluppo e completare il progetto di Sun Microsystems. Una Rich Internet Application (RIA), che potrà competere con Adobe Flash. JavaFX 2.0 non è compatibile con la serie 1.3.x o inferiori.
L’evento degli sviluppatori di Java si conclude oggi, tuttavia è escluso che emergano altri progetti rilevanti (almeno, da parte di Oracle). JavaFX 2.0 passa all’open source con OpenJFX sotto OpenJDK: è un “ibrido” tra le RIA esistenti e l’approccio di HTML5 più JavaScript. Propone un nuovo linguaggio di markup, FXML, anziché XAML.
Il download del Software Development Kit (SDK) di JavaFX 2.0 è disponibile per Windows, insieme col runtime: il porting per Mac OS X è ancora sperimentale e quello per Linux è previsto entro la fine del 2012. Quest’ultimo sarà supportato ufficialmente da Canonical per Ubuntu e dovrebbe essere rilasciato in contemporanea con Java 8.
Via | ReadWriteWeb
Java 2D è stato eseguito correttamente su Android e iOS, in assenza di Java Runtime Environment (JRE). Il test è stato effettuato da Mario Torre, in collaborazione con Clemens Eisserer, con Java2Demo. Java 2D è un componente di JDK 6 per il disegno bidimensionale e può “interagire”, ad esempio, con OpenGL per applicazioni complesse.
Le Application Programming Interface (API) di Java 2D sono accessibili, al momento, esclusivamente da Java 6: Roman Kennke però è riuscito ad avviarle con Caciocavallo e DirectFB su OpenJDK 7. La transizione all’ultimo aggiornamento della piattaforma è cominciato e le prospettive per Android e iOS potrebbero rivelarsi interessanti.
Torre, in particolare, ha accennato alla realizzazione di una sorta d’app store “alternativo” a quello di Apple per applicazioni Java e JavaScript che risiedano sul server dei produttori o siano condivise col desktop. Il modello concettuale, per intenderci, dovrebbe essere più simile a quello del Web Application Project di Mozilla.
Via | Mario Torre
Java 7 è stata finalmente rilasciata: si tratta di una release da “record” per diversi motivi. Il più importante riguarda senza dubbio il fatto che la piattaforma, per la prima volta, si basa sul codice fornito da OpenJDK. È il progetto open source per la distribuzione di Java, adottato soprattutto da Linux e di recente da Mac OS X.
L’altro primato si deve al fatto che Java 7 è pure la prima major release da quando Sun Microsystems è stata acquisita da Oracle. Gli altri record riguardano i numeri: la piattaforma risolve 9494, introduce 1966 miglioramenti, include 9018 update e ha avuto 147 build. Larga parte di questi aggiornamenti si devono proprio a OpenJDK.
Mark Reinhold, nonostante la defezione di Apache dal Java Community Process, sostiene che l’impegno di Oracle per coinvolgere la comunità open source nello sviluppo di JDK 7 sia un grande successo. Ormai lo sguardo è a Java 8, un rilascio (atteso per la fine del 2012) almeno altrettanto entusiasmante per i progetti Lambda e Jigsaw.
Via | The H Online
Ancora più delle polemiche sui brevetti, è interessante capire quale sarà il futuro di Java a livello di codice. Mark Reinhold è intervenuto sullo stato dell’arte di Java 7 e in particolare sulla necessità di cambiarne la pianificazione attuale. Rehinold ha definito «irrealistico» che si possa arrivare alla pubblicazione di JDK7 entro la fine dell’anno. Perciò occorre ripensare il progetto λ (lambda) guardando al 2012.
Uno slittamento non indifferente, se si considera che JDK7 Milestone 10 (completa di tutte le funzionalità) sarebbe dovuta essere pronta per il luglio di quest’anno. Ma servono addirittura altri due anni di sviluppo? L’aspetto più curioso della faccenda è che JDK8 andrebbe rilasciata in meno di sei mesi, sempre nel 2012. Un ritmo decisamente particolare: il problema sarebbe proprio Lambda, che insieme ad altri componenti richiederebbe più tempo.
Mark Reinhold ha perciò sottoposto ai colleghi due soluzioni alternative: rilasciare JDK7 senza Lambda e Jigsaw a metà del 2011, oppure rimandare tutto allo stesso periodo del 2012… rischiando la sovrapposizione con JDK8. Quale che sia la scelta definitiva degli sviluppatori di Java, è chiaro che Oracle ha molti più problemi nel rilasciare un major upgrade di quanto sia problematica la questione con Google su Android. Sarebbe forse il caso di lasciare spazio ai lavori, anziché aggravare la situazione in tribunale e trascurare lo sviluppo.
Aggiornamento: non è entro il 2010, ma entro il 2012 (errore corretto nel titolo).
Via | Java.Net