Eguagliare AppStore in quanto a semplicità di utilizzo, possibilità di scelta nel catalogo e prezzi concorrenziali è piuttosto difficile. Se ne sono accorti sulla loro pelle i programmatori di software che molto più spesso rilasciano versioni delle proprie creazioni anche per altre piattaforme.
Sfogliando le decine di feed dei blog da cui traiamo notizie, ci è capitato di imbatterci in un articolo decisamente interessante scritto da uno sviluppatore (Matt Hall) della Larva Labs, piccola software house specializzata in applicativi dedicati a piattaforme iPhone ed Android.
Nel testo si parte con una constatazione improntata sulla legge dei grandi numeri: sono 26,4 milioni gli utilizzatori di iPhone contro i soli 3 milioni di utenti in possesso di un dispositivo Android. Da una attenta analisi di mercato è stato dimostrato che, mentre nel caso del “melafonino” almeno un possessore su due acquista regolarmente un software al mese, solo il 19% della controparte del partito del “googlefonino” fa altrettanto.

È in corso una discussione se sia o meno opportuno esentare gli utenti che sbloccano gli iPhone dalle conseguenze del DMCA.
Da una parte c’è la Apple che vuole continuare a coltivare i suoi piccoli in un mercato chiuso e dal quale spremere il più possibile senza alcun pudore. Dall’altra la EFF che cerca di escludere il DMCA dal “caso iPhone”.
La Apple in questo caso tocca livelli indescrivibili di FUD ed arriva a parlare di conseguenze come instabilità dei telefoni, delle celle, sicurezza messa a rischio, la possibilità di esporre i minori a contenuti non appropriati e molto altro. Stranamente non si parla di distruzione della terra, ma tutto il possibile FUD immaginabile è presente.
Continua a leggere: Apple, il jailbreaking può bloccare le celle
Le applicazioni di Apple Store stanno avendo un grosso successo. Oggi parliamo di due applicazioni in particolare: quella di Facebook e la neo-rilasciata di Wolfenstein 3D.
Entrambe questi programmi sono stati recentemente rilisciati come open source. Parlando di Facebook bisogna dire che, come detto dai colleghi di melablog, non è stato l’intero programma ad essere stato rilasciato come open ma solo la libreria Objective-C, denominata Three20, utilizzata come base per l’applicazione. La libreria è liberamente scaricabile dal sito dello sviluppatore.
Per quanto concerne Wolfenstein 3D, rifacimento per iPhone dell’originale Wolfenstein open source, il codice originale ,dopo questa nuova versione portatile, è stato aggiornato ed è disponibile per lo scaricamento.
Via | Slashdot
Continua a leggere: Facebook e Wolfenstein 3D per iPhone Open Source

Era solo questione di tempo e come volevasi dimostrare, anche l’iPhone di Apple è entrato di diritto nell’olimpo delle piattaforme in grado di far girare un Kernel Linux 2.6.x su un hardware non proprio costruito per far ciò.
Da qualche giorno infatti circola su internet un video che dimostra come un folto gruppo di appassionati sia riuscito a mettere una mini distribuzione con tanto di bootloader (OpeniBoot) al servizio del tanto famoso smartphone di Cupertino.
Certo per ora non vi è assolutamente nulla che possa far presagire ad una rapida distribuzione in massa di tale idea ma l’importante e partire e la direzione pare proprio sia quella giusta.
Come ben sanno i possessori di un Ipod o Iphone, l’utilizzo di questi dispositivi è “legato” all’uso di iTunes come software per la gestione musicale. Sulle pagine del portale BluWiki però prendeva piede il progetto IpodHash che aveva lo scopo di rendere compatibili i lettori made in Cupertino con i sistemi operativi Linux.
Secondo Apple invece, violerebbe i termini del Digital Millennium Copyright Act (DMCA) ed è così che ha fatto causa ai fondatori del progetto, costringendoli a chiudere i battenti.
Questo è il messaggio che si sono visti recapitare i gestori di BluWiki dai legali della casa con la mela:
«Rappresentiamo Apple. Abbiamo scoperto che uno dei siti da lei gestito, www.bluwiki.com, diffonde informazioni concepite per aggirare il sistema di gestione FairPlay di Apple per il diritto d’autore. […] Il DMCA proibisce esplicitamente la diffusione di informazioni che possano essere utilizzate per aggirare questa tecnologia. Per questo motivo Apple le chiede di rimuovere immediatamente le pagine in questione».
Continua a leggere: Apple fa chiudere il progetto open source iPodhash
L’iPhone Dev Team sta considerando la possibilità di aprire i sorgenti della loro applicazione AnySIM, nota ai possessori iPhone come una delle migliori soluzioni per lo sblocco del dispositivo mobile dell’azienda di Cupertino.
Durante una chiacchierata con lo staff di Gizmodo, un membro dell’iPhone Dev Team avrebbe parlato dei vantaggi di questa possibilità, soprattutto in termini di velocità del rilascio degli aggiornamenti e di qualità del software ( così da evitare la diffusione incontrollata di patch binarie alla versione “ufficiale” di AnySIM ).
Chi fosse interessato può esprimere la sua opinione sul forum di Hackint0sh.
via | Melablog
Continua a leggere: Presto aperti i sorgenti di AnySIM ( per iPhone )?

Manca poco più di un mese a Natale e come ogni buon geek che si rispetti avrete certamente stilato una lista di regali.
Se invece siete a corto di idee consiglio una sbirciata alla top-ten stilata da Linuxdevices.
All’interno si trovano tutti gli oggetti che non dovrebbero mai mancare a un vero linux-addicted: si va dal Sansa Connect, il player multimediale basato su Linux e Mono in grado di scaricare direttamente file Mp3 via Wi-Fi, al Chumby, una sorta di orologio-sveglia (so che è riduttivo chiamarlo così) con decine di funzioni e completamente hackerabile, passando per l’ormai arcinoto rivale di iPhone OpenMoko Neo1973 e per i subnotebook Asus Eee e One Laptop Per Child.
Insomma mai come quest’anno Babbo Natale potrebbe avere le sembianze di un pinguino :)
[Via | Linuxdevices]
Perchè accontentarsi di usare iPhone solo come un telefono quando si può trasformarlo in un centralino VoIP?
L’impresa di realizzare un porting di Asterisk, il noto software PBX, sul gingillo made in Cupertino è riuscita al programmatore Matthew Gamble con iPhone Asterisk.
Pur trattandosi ancora di un software ai suoi primi passi iPhone Asterisk, a detta di Gamble, svolge egregiamente il suo compito cioè la gestione di chiamate in entrata e in uscita.
Al momento il porting di Asterisk è stato testato con il firmware 1.0.2 di iPhone e non con l’1.1.1 ed è disponibile in formato binario o sorgenti rilasciati sotto licenza GPLv2.
Per seguire gli sviluppi futuri di iPhone Asterisk consiglio di tenere d’occhio il blog di Matthew Gamble.
[Via | Freshmeat]
Continua a leggere: Trasformare iPhone in un centralino VoIP
Visto che noi di OSSblog guardiamo le notizie sempre dal punto di vista degli utilizzatori di software libero / open non potevamo non segnalare due simpatici programmi in grado di spezzare le catene forgiate da Apple per il suo ultimo ritrovato tecnologico.
La scelta su quale software utilizzare per sbloccare iPhone diventa ogni giorno sempre più folta anche se i due applicativi che, al momento, sembrano riscuotere più successo sono sicuramente iDemocracy ed iNdipendence ( questa mania degli iApplicativi ha quasi superato quella dei Kapplicativi… ). Entrambi permettono di superare le limitazioni imposte da Apple con pochi click ma differiscono per le piattaforme supportate: Windows il primo, OS X il secondo. Nulla, purtroppo, per i sistemi Linux e *BSD.
iDemocracy ed iNdipendence sono ospitati su Google Code e sono coperti rispettivamente da licenza GPLv3 e GPLv2.
[ via Melablog ]
Continua a leggere: iPhone senza catene grazie al software libero
Non potevamo esimerci dal citare una delle prime applicazioni rilasciata come GPL per l’iPhone, il cellulare (?) di Apple di cui si discute tanto in questo periodo per via degli hack di sblocco realizzati.
L’applicazione in questione, chiamata MobileChat, permette di utilizzare il proprio iPhone come client per chattare su AIM ovunque sia disponibile una connessione wifi o gprs.
Il software è studiato per sprecare meno banda possibile permettendo di essere “economico” anche se usato con connessioni a non flat.
Ubuntu Mobile è una delle varianti più promettenti della distro sviluppata da Canonical.
Girerà su diversi device, dagli Intel Mid ai tablet pc e forse su molti altri dispositivi.
Così abbiamo rivolto qualche domanda a Matt Zimmerman, Ubuntu CTO e chairman della Ubuntu Technical Board, per capire meglio quali sono le principali caratteristiche di questa “variante” di Ubuntu e cosa dobbiamo aspettarci:
1) Matt, puoi dirci chi sono gli sviluppatori coinvolti in Ubuntu Mobile e quali i loro compiti?
Tollef Fog Heen è il capo tecnico del progetto, aiutato da Adilson Oliveira. Intel sta contribuendo con molto codice attraverso moblin.org.
I membri dell’Ubuntu kernel team, desktop team e altri , sia di Canonical e in larga parte appartenenti alla comunità, stanno partecipando attivamente.
C’è una mailing list molto attiva su: https://lists.ubuntu.com/mailman/listinfo/ubuntu-mobile
Continua a leggere: Matt Zimmerman ci parla di Ubuntu Mobile
Chi ha detto che solo i possessori di iPhone possono divertirsi con una tastiera virtuale su touch screen? Anche l’N800 della Nokia, piccolo tablet pc basato su Debian, ha finalmente conquistato una virtual keyboard potenziata (almeno nell’aspetto) che mima lo stile del “gingillo” della Apple.
A migliorare la tastiera virtuale dell’N800 ci ha pensato l’hacker brasiliano Gustavo Sverzut Barbieri che ha realizzato un clone della tastiera dell’iPhone utilizzando 230 linee di Python e 1110 linee di Edje (commenti e spazi inclusi).
Il risultato è davvero notevole: vedere i video a seguire per confrontare le somiglianze tra le due keyboard ;-)