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Tutti gli articoli con tag illumos

OpenIndiana 151, a un anno dal debutto, è al 100% su Illumos con KVM

pubblicato da Federico Moretti

OpenIndiana 151

Oggi è prevista la disponibilità di OpenIndiana 151, la seconda versione d’una certa importanza per la distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris). Non sono presenti delle novità rilevanti a livello di software, però il rilascio sancisce una volta per tutte l’abbandono del codice di Oracle: OpenIndiana 151 è al 100% su Illumos.

È passato un anno esatto dalla presentazione del progetto e OpenIndiana 151, purtroppo mantenendo le principali caratteristiche di OI148, non conserva più “residui” del kernel di OpenSolaris. La maturità di Illumos ha permesso il passaggio definitivo. Le applicazioni disponibili, comunque, sono ancora le stesse previste un anno fa.

Con un’eccezione, perché OpenIndiana 151 implementa il porting di KVM realizzato da Joyent su SmartOS. Non esistono sviluppatori di Xen.org che lavorano su Illumos e OpenIndiana, perciò l’hypervisor di xVM (previsto da OpenSolaris) è stato accantonato per KVM. Insieme all’abbandono del codice di Oracle è la novità più interessante.

Via | Alasdair Lumsden

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SmartOS di Joyent porta l'infrastruttura di KVM per Linux su Illumos

pubblicato da Federico Moretti

KVMSmartOS è una distribuzione basata su Illumos (ex-OpenSolaris) realizzata da Joyent: l’ultimo rilascio introduce la possibilità di sfruttare la virtualizzazione di KVM. L’infrastruttura, concepita per Linux, è approdata in forma nativa su Solaris. Iniziati lo scorso maggio, i lavori per la creazione del porting hanno avuto successo.

Tuttavia, sussistono alcune divergenze tra KVM per Linux e la versione per Illumos. Ad esempio, su SmartOS non è ancora possibile sfruttare l’accelerazione hardware di AMD-V o Intel VMX: altre funzionalità assenti dal porting per Illumos sono il Kernel Sampe-Page Mapping (KSM) presente su Linux ed MMU, per l’accelerazione software.

Nonostante i limiti, KVM su Illumos è stato in grado d’avviare disparate macchine virtuali su SmartOS: Linux, BSD, Windows, Haiku, Solaris e QNX hanno superato i test. Ovviamente insieme a KVM è stato introdotto QEMU. A partire dalle prossime settimane tutte le distribuzioni basate su Illumos dovrebbero aggiornarsi per supportarlo.

Via | D-Trace

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Un ultimo “sgambetto” di Oracle: Illumos fuori da Planet OpenSolaris

pubblicato da Federico Moretti

Illumos PhoenixC’è qualcosa d’infantile nell’atteggiamento di Oracle verso Illumos, il fork che continua idealmente lo sviluppo di OpenSolaris: ieri gli interventi degli sviluppatori di Illumos sono stati rimossi da Planet OpenSolaris, sul quale restano esclusivamente quelli dei dipendenti di Oracle, apparsi sul dominio che fu di Sun Microsystems.

Ad accorgersene è stato Garret D’Amore, sviluppatore e intestatario del trademark di Illumos. Per verificare la propria tesi, D’Amore ha provato a pubblicare un intervento: fino a qualche tempo fa il blog era aggregato a Planet OpenSolaris. Inutile sottolineare che né il suo ultimo articolo, né gli altri sono più presenti sul sito.

D’Amore non è stato il primo ad avvertire qualche differenza rispetto al passato: Dan Mick e Darren Reed se ne sono accorti con qualche giorno d’anticipo. Però, essendo dipendenti di Oracle, i loro interventi sono comunque apparsi su Planet OpenSolaris. Strano che Oracle non abbia chiuso tutto il sito dall’abbandono di OpenSolaris.

Via | Garret D’Amore

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ZFS non dipende più da Python su Illumos e D'Amore interroga FreeBSD

pubblicato da Federico Moretti

IllumosQuello delle dipendenze è un annoso problema dei sistemi UNIX-like. Ne è consapevole il team di Illumos (a proposito, quello a lato è il nuovo logo del progetto) ed è per questo che gli ultimi giorni hanno portato all’eliminazione di Python dal comando zfs. Il commit è stato effettuato mercoledì da Alexander Stetsenko. Il significato è quello di rendere quanto più cross-platform sia possibile l’utilità per gestire il file system.

Non è certo in discussione Python come linguaggio in sé o, PyZFS: l’intento è stato quello di ridurre all’osso le dipendenze e il fatto che zfs sia in C al 100% non presuppone alcuna scelta di merito. Una scelta obbligata, insomma. Garret D’Amore di Nexenta, tra i più attivi nel riportare i progressi di Illumos, nel dare la notizia ha chiesto esplicitamente dei riscontri sull’implementazione da parte degli sviluppatori di FreeBSD.

Nonostante la beta pubblica di ZFS per Linux sia stata rilasciata settimana scorsa è normale che D’Amore non abbia pensato di interpellare la comunità del pinguino. L’uso di ZFS in userspace presuppone tutt’altra infrastruttura e in generale il file system è poco sfruttato su Linux. È interessante aspettare un’eventuale risposta da parte del team di Debian (e Gentoo?) GNU/kFreeBSD. Intanto gli sviluppatori sono avvisati.

Via | Garret D’Amore

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L'OpenSolaris governing board si dimette

pubblicato da Lpt on fire!


I membri dell’OpenSolaris Governance Board (OGB) si sono dimessi.

Questa decisione era già stata paventata nei giorni scorsi per provare a scuotere Oracle dal suo torpore, ma non è servito a niente. Il memo che è stato divulgato ha confermato quello che in molti già temevano, l’azienda vede la versione open solo come una spesa inutile.

La riunione si è conclusa in circa un quarto d’ora e si è conclusa con la constatazione che la voglia e l’entusiasmo per lo sviluppo di OpenSolaris è passato dagli artigli di Oracle alle mani della comunità. Il progetto Illumos è già partita ora non resta che vedere quanto sarà forte la comunità che gli gira attorno.

Via | OpenSolaris

Nexenta Core Platform 3.0, l'ultimo rilascio (prima di Illumos)

pubblicato da Federico Moretti

NexentaNon si può certo sostenere che gli sviluppatori di Nexenta abbiano fretta di proporre nuovi rilasci: la versione precedente della distribuzione GNU/ON che integra parte degli archivi di Ubuntu risale a più di un anno fa. Peraltro, Nexenta Core Platform 3.0 è ancora basata su Hardy Heron (esattamente come nel maggio del 2009). L’impressione è che la scelta di Oracle nell’abbandono di OpenSolaris sia stata provvidenziale per il futuro di Nexenta, altrimenti obsoleta.

Sì, perché se è vero che la discontinuità negli aggiornamenti di OpenSolaris hanno avuto ripercussioni su tutte le derivate è altrettanto corretto affermare che Nexenta non abbia fatto granché per sopravvivere. Almeno, fino a quando è stato annunciato Illumos. Nexenta era (dopo OpenSolaris, ovviamente) la distribuzione più semplice per approcciare il sistema operativo di Sun Microsystems. L’ultimo rilascio è piuttosto un modo di chiudere rapidamente col passato.

Ubuntu 8.04 LTS è una distribuzione che non riceve più aggiornamenti da tempo e se intendete installare GNOME su Nexenta Core Platform 3.0 dovete farci i conti. È quasi preferibile mantenere un sistema a riga di comando. Scattare degli screenshot dell’installazione ha poco senso, perché l’interfaccia grafica è incompleta… soprattutto a 64-bit. L’ultima ISO di NCP è poi la stessa della terza release candidate. L’augurio è che Illumos possa davvero “illuminare” Nexenta.

Via | Nexenta

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