Gli utenti Java e Ubuntu saranno felici di sapere che OpenJDK 6 è stato migrato nel repository principale della distribuzione “umana”, diventando il Java Run-Time Environment (JRE) e Java Development Kit (JDK) di default di Ubuntu 8.10. OpenJDK è la versione libera di Java nata dall’apertura dei sorgenti di della versione 6 e dal lavoro della comunità (ma anche di aziende come RedHat).
L’annuncio ufficiale e l’elenco delle architetture interessate da questo cambiamento sono presenti nell’archivio della mailing list ubuntu-devel-announce.
via | Phoronix
Il progetto IcedTea fornisce l’infrastruttura necessaria per la compilazione del codice sorgente di OpenJDK utilizzando esclusivamente software libero ed integra librerie sostitutive ( provenienti dal progetto GNU Classpath ) per quelle parti di Java che risultano ancora proprietarie.
La recente versione 1.6 include “Zero-assembler”, una feature che permetterà il porting di IcedTea su tutte le varianti di GNU/Linux che dispongano di libffi e GCC; oltre a questo, IcedTea 1.6 introduce il supporto a JNLP, alla base delle applicazioni Java Web Start.
via | OSNews
La disponibilità di una Java Virtual Machine libera anche per sistemi basati su processori PowerPC è finalmente una realtà: gli sviluppatori di IcedTea hanno infatti aggiunto il supporto per queste CPU ( sia a 32 che 64 bit ) al codice presente nel repository ufficiale ( ora gestito da Mercurial ). La più recente versione di IcedTea, inoltre, offre una migliore integrazione con i sistemi Linux grazie all’utilizzo di librerie standard (libpng, libjpeg, zlib, giflib) e può essere compilata utilizzando esclusivamente software libero.
via | OSNews
Red Hat si è finalmente aggiunta al gruppo di lavoro di OpenJDK, acconsentendo a coordinare i propri sforzi con quelli del noto progetto sponsorizzato da Sun. Obiettivo principale di Red Hat sarà l’integrazione del suo lavoro su IcedTea all’interno di OpenJDK, per un’eventuale inclusione all’interno di RHEL; con questa mossa Red Hat potrebbe in futuro utilizzare OpenJDK come runtime per la sua JBoss Enterprise Middleware Suite, suite che comprende la quasi totalità dei prodotti precedentemente commercializzati da JBoss.
[ via Slashdot ]
Nuovi rilasci per GNU Classpath ed IcedTea, che raggiungono rispettivamente la versione 0.96 e 1.4. Con i rilasci di oggi si delinea in maniera sempre più evidente il ruolo di Classpath: non più un’alternativa all’ambiente Java di Sun bensì una piattaforma che consenta di effettuare la compilazione di IcedTea fornendo dei sostituti liberi ai componenti rimasti esclusi dall’apertura dei sorgenti di Java.
Oltre a Fedora 8 ( che la includerà per default ) anche altre distribuzioni come Debian ed Ubuntu sono all’opera per integrare IcedTea all’interno dei loro repository: finalmente la Java-trap sta per essere disinnescata definitivamente.
[ via OSNews ]
Appena in tempo per Fedora 8 test 2, IcedTea ha fatto capolino in Fedora RawHide, il ramo di sviluppo della distribuzione. IcedTea consente la compilazione del codice fornito dal progetto Sun OpenJDK utilizzando esclusivamente software libero e fornendo “sostituti” liberi ( presi dal progetto di GNU Classpath ) per i componenti binari non-liberi.
Se qualche mese fa l’installazione era un processo discretamente complesso, ora è solo questione di un yum install java-1.7.0-icedtea ( il pacchetto include anche il plugin Java per i browser Mozilla-compatibili ).
[ via OSNews ]
Gli ingegneri di Red Hat sono riusciti ad effettuare il bootstrap di OpenJDK utilizzando gcj e sostituendo i blob binari presenti nell’implementazione di Sun con codice prodotto dal progetto GNU Classpath; il risultato di quest’esperimento prende il nome di IcedTea e, come sottolineano gli stessi sviluppatori, si tratta di software non adatto all’uso quotidiano ma che si rivelerà utile non appena il progetto OpenJDK terminerà l’allestimento del nuovo repository pubblico Mercurial-based.
I più impazienti possono già giocare con IcedTea seguendo le istruzioni presenti nell’annuncio, a patto di avere a disposizione un’installazione di Fedora 7.