Video Player Sample è un riproduttore multimediale d’esempio, realizzato da Google, pronto per essere integrato nelle proprie applicazioni. Rilasciato sotto licenza Apache 2.0, deriva dai player di 60 Minutes e RedBull.tv. Supporta tutti i formati più diffusi e una modalità fallback su Flash Player, un po’ come il frame di YouTube.
Oltre a fornire i sorgenti, Google ha inserito Video Player Sample sul Web Store per sfruttarne immediatamente le caratteristiche. Con qualunque browser supporti HTML5 è possibile provarne una demo: non è obbligatorio il browser di Google. Il vantaggio nell’utilizzo di Chrom* è la possibilità d’avvalersi delle notifiche sul desktop.
Personalizzare Video Player Sample è semplicissimo e, in ogni caso, può essere un ottimo punto di partenza — per creare delle applicazioni più complesse. Il codice è stato compilato coi Closure Tools di Google: l’archivio del programma include sia i binari, sia i sorgenti da compilare. Può essere utile consultare la documentazione.
Via | Google Open Source
Come possiamo apprendere dalla mailing list di Gnome, sono da poco state rilasciate le GTK+ 3.2 con interessanti novità; rappresentate dall’introduzione sperimentale del supporto a Wayland e “Broadway”, il backend per HTML5.
La più grande novità a mio parere è sicuramente Broadway, il backend per HTML5, che ci consente di effettuare il rendering delle applicazioni GTK in un qualsiasi browser che supporta HTML5, come ad esempio Google Chrome. Grazie a questa novità potremo eseguire da locale o remoto applicazioni come Gedit, The Gimp, Evince e tante altre, come possiamo vedere dal video qua sopra.
Il supporto a Wayland, il futuro server grafico che arriverà dopo Ubuntu 12.04 e che promette una migliore esperienza utente ma non solo, è un aspetto marginale, dato che il futuro sostituto di X non è ancora pronto per l’uso quotidiano e non lo sarà ancora per parecchio tempo.
Via | Gnome Mailing List
KDE s’allineerà a GNOME nel supporto alle applicazioni web per il browser: Andrea Diamantini, creatore e principale manutentore di Rekonq, ha apportato una rapida modifica al browser per abilitarle immediatamente. Probabilmente l’implementazione definitiva arriverà su KDE 4.9 e Rekonq 0.9 del quale non è ancora iniziato lo sviluppo.
La modifica di Rekonq prevede, al momento, soltanto una “chiamata” a kwebapp per salvare un eseguibile sul desktop e avviare le applicazioni col browser. Una soluzione più blanda di quella prevista con GNOME 3.2: bisogna considerare che Diamantini è riuscito a realizzarla in appena una mattinata. È un ottimo auspicio per il futuro.
L’integrazione delle applicazioni web sul desktop ha avuto il merito di riaccendere l’interesse sui browser integrati: è un discorso che vale più per Epiphany, pressoché accantonato in favore di Chrom* e Firefox, rispetto a Rekonq. Il browser di Diamantini, al contrario, aveva già “scalzato” Konqueror nelle preferenze degli utenti.
Via | Andrea Diamantini
CacioWeb può eseguire applicazioni d’esempio in Java 2D via HTML5: è un aggiornamento della fase di sviluppo, introdotta da Mario Torre, per l’approdo di Java sui dispositivi mobili (Android, iOS, ecc.) che non prevedono l’installazione in locale di Java VM. CacioWeb è un progetto di “trasporto” per Caciocavallo nel cloud computing.
I progressi meritano attenzione perché, nella prospettiva di un abbandono delle Rich Internet Application (RIA), Java 2D e CacioWeb possono costituire un’alternativa efficace a JavaScript in HTML5. Non è obbligatorio possedere un iPad per verificare, disabilitando la Virtual Machine sul browser, che Notepad e SwingSet 2 funzionano.
Giustamente, Torre tiene a specificare che Java VM c’è e risiede sul server per eseguire le applicazioni: l’utente si collega al web per poterne usufruire e non deve installare nulla (a eccezione di un browser compatibile con HTML5). Rispetto ai canvas con JavaScript, tuttavia, il codice è riconosciuto nativamente al pari di C/C++.
Via | Roman Kennke
Boot to Gecko (B2G) è il prototipo di un futuro sistema operativo per il web da Mozilla. Andreas Gal, lo sviluppatore di PDF.js su Firefox, l’ha annunciato con un messaggio alla mailing list della fondazione. Non esistono ancora molti dettagli sul nuovo progetto: dovrebbe includere alcuni degli esperimenti di Mozilla Labs per HTML5.
A differenza del Chrome OS di Google, però, B2G dovrebbe potersi “appoggiare” a qualunque altro sistema operativo: la scarsa documentazione finora pubblicata cita soprattutto quelli mobili, da Windows Phone ad Android. Eppure non ci vorrà molto affinché emergano ulteriori dettagli, considerando che gli elementi di B2G esistono già.
Mozilla aveva accolto favorevolmente Webian Shell, un prototipo indipendente di sistema operativo via HTML5, e aveva realizzato una sorta di app store in tempi non sospetti. Sommando le esperienze pregresse, era inevitabile un salto di qualità: B2G è la risposta alle aspettative degli utenti. È presto per dire se saprà soddisfarle.
Via | Google Groups
JS MAD è un progetto open source per abilitare l’ascolto di musica in formato MP3 sul browser, in assenza di plugin specifici per applicazioni esterne. Si tratta di un decoder in JavaScript realizzato in collaborazione con Official.fm: dovrebbe funzionare su tutti i browser di Gecko o WebKit, primi tra tutti Firefox e Google Chrome.
Il decoder mutua il proprio nome da MPEG Audio Decoder (MAD), il progetto responsabile del mantenimento della comune libreria libmad. Per ascoltare musica da Chrome occorre abilitare le Web Audio API da about:flags, Firefox implementa le Audio Data API e sono attivate in default. JS MAD è distribuito sotto licenza GPLv2 via GitHub.
Insieme a PDF.js, il progetto di Mozilla per l’embedding dei file di Adobe, JS MAD cerca di sfruttare HTML5 per l’apertura e la riproduzione di formati proprietari, eliminando la necessità d’installare programmi più o meno “liberi” di terze parti. Rispetto a PDF.js, JS MAD non si limita al rendering di Gecko con Firefox e derivati.
Via | The H Online
PDF.js è il prototipo di una futura estensione, realizzata dagli sviluppatori di Mozilla, per Firefox. L’intento è quello di fornire la visualizzazione dei documenti in PDF con HTML5 e JavaScript escludendo la necessità di un ricorso al Reader di Adobe. L’add-on servirà soltanto per visualizzare i file: non avrà funzioni di editing.
Quella che sembra una funzionalità piuttosto “banale” in realtà è abbastanza complessa sul piano della realizzazione. Gli sviluppatori hanno a disposizione tutti gli strumenti per creare PDF.js 1.0, tuttavia gli aspetti da considerare sono diversi. Si partirà con Gecko e Pdftk per rendere SVG e caratteri del tipo Type 1 su Firefox.
È già disponibile una demo di PDF.js sui server di Mozilla: il reader è in uno stato embrionale, benché testi e immagini siano già abbastanza nitidi. Manca ancora la possibilità di “zoomare” i contenuti. PDF.js guarda anche all’accessibilità. Considerando la scelta di Adobe su AIR l’iniziativa di Mozilla ha una maggiore importanza.
Via | Andreas Gal
Il Web Hypertext Application Technology Working Group (WHATWG), ovvero il gruppo di lavoro per HTML5, ha pubblicato un intervento piuttosto esplicito riguardo al tanto vituperato supporto dei codec video. Superate le perplessità dell’Open Source Initiative (OSI) e incassato il plauso della Free Software Foundation (FSF), WebM ottiene il supporto ufficiale del W3C — che aiuta persino nella scelta dei programmi.
È sufficiente recarsi sul sito dedicato a WebM, che è ospitato dal WHATWG, per ottenere utili suggerimenti sulle applicazioni da installare per la riproduzione dei filmati via HTML5. Ad esempio, visitando la pagina da Ubuntu/Maverick col browser predefinito, il sito suggerisce di aggiornare Firefox all’ultima versione beta disponibile. Per quanto riguarda Mozilla, si tratta di Firefox 4.0 e il collegamento manda ai binari.
Non è tutto, perché – non essendoci dei pacchetti ufficiali per Firefox 4.0 Beta 9 su Maverick Meerkat – il sito del WHATWG offre delle alternative più comode: nello specifico, i pacchetti chromium-browser oppure midori e/o epiphany-browser con gstreamer0.10-plugins-bad su GNOME. Nella sua semplicità è uno strumento molto utile. Non manca un paragrafo in calce su H.264 e le royalty previste.
Via | WHATWG

Cottage è un motore grafico da utilizzare all’interno dei browser.
È costruito sfruttando gli elementi canvas ed audio di HTML5 e vuole diventare la base su cui costruire una nuova gamma di giochi web. Al momento Cottage è in fase di alpha, ma supporta già alcune funzionalità di base come la gestione di muri, texture, cielo e sprite.
I browser supportati sono Chrome 5.x, Firefox 3.6.x, Opera 10.6x e Konqueror 4.3.x (usando webkit), mentre Internet Explorer 7 e 8, usando ExplorerCanvas, è molto lento. Il codice (HTML, CSS e Javascript) è rilasciato sotto licenza LGPL, la documentazione sotto FDL, mentre tutti gli altri file (audio, immagini, ecc.) sono coperti dalla GPL.
Via | Cottage

Nei mesi scorsi abbiamo cercato di approfondire lo stato del supporto video HTML5 e da quale parte sono schierati tutti i giocatori di questa importante partita.
Google, a sorpresa, ha deciso di finanziare lo sviluppo di Theora per Arm (theorarm) da utilizzare nel segmento mobile. Questa mossa a qualcuno potrà sembra poca cosa, ma significa che l’azienda considera il codec sicuro sul fronte dei brevetti.
L’implementazione di Theora può, se sviluppata accuratamente, essere fatta girare senza hardware dedicato come invece è richiesto per altri e più blasonati codec. Vedremo presto Theora per Chrome? Per il momento non ci è dato saperlo, ma il futuro come lo vorrebbero alla Apple, fiera sostenitrice di H.264, è decisamente meno probabile.
Via | Google
Alcuni sviluppatori di Google hanno preso il codice di Quake II e l’hanno messo all’interno di un browser utilizzando le ultime tecnologie arrivate sul mercato: HTML5, WebGL, WebSockets.
WebGL consente di renderizzare oggetti 3D sfruttando l’accelerazione hardware gestendo tutto con javascript. Su un MacBook con Chrome si arriva a 20/25fps, mentre su un Mac Pro ed un portatile Linux si arriva, rispettivamente, a 45 fps e 60fps.
Questa è il primo passo verso un nuovo ecosistema di software per il web in grado di smuovere un po’ il mercato. Non c’è nessun motivo per scrivere un gioco in flash ora che sono disponibili queste tecnologie.
Via | TimePedia
Per quanto possa contare, avevo già preannunciato questa possibilità in dicembre: allora si trattava soltanto di rumor, mentre ora la notizia ha assunto ufficialità. Non è certo una novità che Google stia migrando ad HTML5 tutti i suoi siti (da YouTube a Google Code, molti sono i progetti che hanno già subito lo switch) e finalmente è arrivato l’annuncio che chiude la questione.
Gears non ha mai avuto un reale supporto per le piattaforme a 64-bit: con un workaround era possibile provvedere alla compilazione manuale dell’estensione per Firefox e sopperire così alle carenze dell’architettura per Linux — eppure Mountain View non si è mai decisa a integrare le patch create da utenti volenterosi.
Negli ultimi mesi – si parla addirittura di maggio del 2009 – Gears non ha più subito aggiornamenti e ciò (contrariamente a quanto sovente accade con le applicazioni di Google) lasciava presagire che sarebbe stato abbandonato quanto prima: come già avvenne con Browser Sync – un’estensione per Firefox che personalmente rimpiango – anche Gears fa ormai parte del passato, mentre il futuro è HTML5.
Foto | Mashable