Sigil è un editor del tipo WYSIWYG, rilasciato sotto licenza GPLv3 e disponibile per Linux, Mac OS X e Windows. Si tratta di un’applicazione “nativa” in C++ e può essere utilizzata per sviluppare dei progetti derivati che s’adattino alle esigenze più disparate. È solo l’inizio di un nuovo percorso, per il programma di John Schember.
Il formato prediletto di Sigil è l’ePub, del quale implementa tutte le specifiche: tra le funzionalità dell’editor di e-book spiccano il supporto a UNICODE (UTF-16), SVG, l’importazione da .txt, .html o .epub e XPGT per i dispositivi mobili. È un’applicazione completa eppure l’autore non è ancora soddisfatto dei risultati ottenuti.
Schember non è soltanto un programmatore: può essere considerato alla stregua di un teorico degli e-book e dell’editoria digitale. Infatti, ha concepito una suddivisione ragionata degli autori e dei distributori di ePub, che sarà alla base dello sviluppo di Sigil 0.5.0. Un aggiornamento per utenti esperti o piccole e medie imprese.
Via | Libre Graphics World
La Free Software Foundation ha pubblicato un articolo sull’importanza di passare dalla GPLv2, rilasciata nel 1991, alla GPLv3. L’informativa cita esplicitamente il caso d’Android, nel “mirino” per l’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google. Tra le righe, si riaccende la polemica con Linus Torvalds sulla licenza di Linux.
Brett Smith è intervenuto per stimolare gli sviluppatori di Android ad aggiornare la licenza di rilascio delle proprie applicazioni, evitando il rischio della «terminazione», risolto nel passaggio alla GPLv3. La Free Software Foundation, infatti, non s’aspettava un tale successo della licenza e prevedeva una cessazione dei diritti.
In pratica, qualora si riscontrassero delle violazioni ai termini di rilascio, la GPLv2 autorizza un’azione legale solo nei confronti del creatore del software e non contro le terze parti responsabili della violazione. Oltre ad Android, il problema è del kernel di Linux, che ne condivide la licenza (eccetto i firmware proprietari).
Via | Free Software Foundation

Creative Commons ha appena esteso il concetto alla base del Public Domain Mark 1.0 con una licenza più appropriata: la CC0 è espressamente dedicata al rilascio di software. Ha già incassato il favore della Free Software Foundation che la consiglia per progetti di pubblico dominio in quanto è finalmente compatibile pure con la GPLv3.
È una novità importante per Creative Commons: finora l’organizzazione ha sconsigliato l’utilizzo delle licenze fornite per il software, proprio a causa dell’incompatibilità con altre licenze come la GPLv3. Grazie alla CC0, invece, la prospettiva cambia molto. Ad esempio tra i progetti più popolari sotto pubblico dominio c’è SQLite.
In realtà Creative Commons non aveva inizialmente concepito la CC0 per il software: si trattava “soltanto” di un passaggio obbligato per dare un maggiore rilievo agli strumenti per il pubblico dominio. Il target erano governi, istituzioni e artisti. È stata la Free Software Foundation a dare alla CC0 dignità per il software libero.
Via | Creative Commons
Se qualcuno ancora avesse qualche dubbio (non che ciò abbia mai costituito un problema), il team di sviluppo di WordPress ha creato una fondazione concepita appositamente perché il codice dei CMS di Automattic resti sempre open source. Fortemente voluta da Matt Mullenweg, è stata presentata al mondo venerdì scorso.
La WordPress Foundation si basa sul presupposto che le società possono non avere una durata illimitata e quindi i loro prodotti sono inevitabilmente soggetti alle regole del mercato: l’idea della fondazione è che le applicazioni non debbano subire la stessa sorte delle imprese che le sviluppano — e possano quindi sopravvivere a eventuali fallimenti.
Una curiosità tecnica che riguarda il sito della fondazione è l’utilizzo del trunk di WordPress 3.0 – la futura major release del CMS – con quello che dovrebbe essere il prossimo tema predefinito in sostituzione di Kubrick: a sottolinearlo è stato Paolo Valenti nell’articolo di presentazione apparso sul blog di WordPress Italy (il team che si occupa della localizzazione italiana di WordPress).

Nel mondo attuale è difficile non essere interrotti da chat, email, facebook e molto altro quando si cerca di lavorare.
Per evitare di essere interrotti e diventare poco produttivi potreste provare PyRoom, un semplice editor di testo che occupa tutto lo schermo e vi consente di scrivere senza nessuna distrazione.
Pubblicato sotto licenza GPLv3 non ha pulsanti, widget o strumenti per la formattazione, ma solo il minimo indispensabile, come il salvataggio automatico, per fare il grosso del lavoro senza perdere tempo.
Via | PyRoom

Black Duck Software ha realizzato una ricerca sulle licenze utilizzate dai progetti open source.
Viene evidenziato come la GPLv3 quadruplichi il numero di progetti con 9500 nel 2009 contro i 2345 del 2008. Nonostante questo dato il numero l’insieme di tutte le licenze GPL scenda dal 70% al 65%, segno che il panorama delle licenze si sta diversificando.
Addirittura la Microsoft Public License (MS-PL) ottiene il decimo posto con un intero punto percentuale. Se la crescita della Gplv3 continuerà di questo passo riuscirà a superare il numero di progetti BSD entro la fine dell’anno. Dopo il salto la classifica.
Continua a leggere: GPLv3, quadruplica rispetto lo scorso anno, ma i progetti GPL scendono
Lo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.
Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.
La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.
Continua a leggere: Accordo TomTom Microsoft? Una chiamata per la GPLv3

Cercate un’alternativa libera a Lightroom o Aperture? Fino a qualche giorno fa vi avrei detto di dare uno sguardo a Bluemarine (abbiamo intervistato il suo sviluppatore principale a marzo) ma oggi, dopo la segnalazione dei nostri colleghi di Clickblog, vi suggerisco di tenere d’occhio anche Niepce Digital.
Si tratta di una suite per fotografi che, almeno sulla carta, risulta estremamente interessante: l’obiettivo dello sviluppatore è infatti quello di creare un software che accompagni l’utente dall’acquisizione alla stampa/pubblicazione delle immagini. Dico “sulla carta” perché al momento c’è ancora molto da fare, anche se l’astuto programmatore francese che sta portando avanti il progetto intende evitare di reinventare la ruota sfruttando componenti già esistenti come Exempi, libopenraw e GEGL.
Il suo obiettivo è quello di fornire il prima possibile un set di funzionalità limitato ma completamente funzionante ed aggiungere in seguito nuovi moduli.
Niepce Digital è scritto in C++ ed i suoi sorgenti sono disponibili, con licenza GPLv3, su GNA.
Nonostante i suoi blackout, i problemi di scalabilità e le altre problematiche che lo affliggono, Twitter rimane il servizio di micro-blogging più utilizzato. Le alternative però non mancano ed Identi.ca è l’ultima arrivata nell’elenco dei pretendenti al trono di Twitter.
Identi.ca permette i login tramite OpenID, applica la licenza Creative Commons Attribution 3.0 a tutto il traffico che trasporta e supporta il protocollo OpenMicroBlogging: questo significa che gli utenti potranno comunicare direttamente con amici presenti su altri micro-blog senza la necessità di essere registrati su più servizi.
Laconica, l’azienda che sviluppa Identi.ca, utilizza esclusivamente tecnologie libere (PHP, PEAR e XMPP, giusto per citarne alcune) e rilascia i sorgenti con licenza GPLv3; questi possono essere scaricati come tarball o direttamente dal repository Darcs del progetto.
Più volte, abbiamo scritto su tool specifici (rkhunter e chkrootkit), nonché distro dedicate (del calibro di BackTrack), atti a verificare quanto sicuri siano i propri sistemi. Oggi, proprio perché la sicurezza non si dia mai per scontata, aggiungiamo un altro strumento alla lista dei programmi utili al suddetto scopo: Lynis.
Si tratta di un tool, rilasciato sotto licenza GPLv3, il cui obiettivo è di analizzare la configurazione di un sistema e, quindi, generare un rapporto audit contenente tutte le informazioni possibili sui problemi di sicurezza legati ad esso, potenzialmente sfruttabili da terzi. Data la natura del programma, lo stesso sviluppatore di Lynis (già di Rootkit Hunter), Michael Boelen, ne destina l’uso a tutti gli specialisti del settore, gestori di reti compresi.
Disponibile nella versione 1.1.0, appena rilasciata, Lynis è stato testato su diverse distribuzioni (Debian 4.0, FreeBSD 6.2/7.0 e Mac OS X 10.4, tanto per citarne qualcuna), un elenco delle quali è pubblicato sulla pagina ufficiale del progetto.
Durante la KDE Developer Conference, il CEO di Trolltech Havaard Nord ha annunciato che il toolkit Qt verrà rilasciato con licenza GPLv3, riscuotendo l’approvazione del pubblico presente all’evento; come la passata decisione di muoversi dalla licenza QPL alla GPL, questo annuncio e la volontà dell’azienda di adottare la licenza della FSF per tutte le piattaforme ( e non più solo di Linux ) confermano ancora una volta il peso dell’azienda all’interno del mercato del software libero / aperto.
L’annuncio ufficiale di Trolltech è previsto per la giornata di oggi.
PS Ovviamente Richard Stallman si è detto soddisfatto di questo cambiamento ![]()
via | Slashdot

L’integrazione di un sistema Gnu/Linux con Active Directory non è impossibile ma di certo è un’operazione abbastanza laboriosa per qualsiasi sistemista.
Ma le cose sono destinate a cambiare grazie al rilascio di Likewise Open.
Si tratta di un software rilasciato sotto licenza GPLv3 che consente finalmente un dialogo semplice con un dominio Active Directory.
Con Likewise Open è possibile:
- effettuare un join nel dominio da parte di un sistema Linux sia attraverso la linea di comando sia attraverso una GUI
Continua a leggere: Likewise Open, autenticazione semplice con Active Directory