
Gli attuali sviluppatori di VLC hanno deciso di licenziare nuovamente libvlc, l’engine e il core del popolare media player, sotto LGPLv2. Per rendere effettiva questa modifica però, hanno bisogno del consenso di tutti coloro che contribuito a libvlc, in modo da approvare unanimemente il cambio di licenza da GPLv2 a LGPLv2. La domanda è stata posta a tutti i contributori, anche quelli del passato e pare riscuotere un buon successo. Ad ora, oltre l’ottanta percento degli sviluppatori del core di VLC, hanno risposto in maniera positiva a questa possibile modifica.
La scelta, era stata avviata alcuni mesi fa, ma avuto un’ampia approvazione solo durante le recenti “VideoLAN Dev Days 2011“, svoltesi il 3 e 4 Settembre. Il cambio licenza inoltre, punta a consentire al motore di VLC una maggiore diffusione e integrazione con altri software, anche con quelli proprietari. Ma vengono poste delle condizioni, come la pubblicazione delle modifiche e la possibilità di scambiare la libreria sotto LGPL con quella della propria versione.
Jean-Baptiste Kempf, sviluppatore di VLC spera di sistemare tutto in tempo per il rilascio della versione 1.2 del software, anche se ad ora non si ha una idea ben precisa di quando questa versione verrà rilasciata. Kempf sottolinea che questo è solo l’inizio di un processo di un lungo processo per ri-licenziare alcuni dei componenti interni di VLC sotto LGPL, mentre la licenza di VLC non verrà minimamente intaccata e rimarrà la GPL v2.
Via |The H

Giovedì abbiamo aperto un sondaggio per conoscere la vostra opinione su Richard Stallman, padre del FOSS e personaggio molto discusso. Le opzioni proposte erano quelle più logiche. Il risultato è davvero interessante, personalmente in base ai commenti visti nel precedente post riguardante il dual boot, avrei previsto un esito diverso.
Sempre nei commenti al post sono scaturite alcune discussioni davvero interessanti, passando dalla libertà della GPL fino ad arrivare ad un concetto di libertà personale. La discussione che questa volta è proseguita in toni “civili”, senza andare oltre e creare flame davvero inutili.
Tornado al risultato del sondaggio, ha stravinto con il 58% l’apprezzamento per l’etica, la coerenza, le scelte etc, segno di stima assoluta di una grande fetta dei nostri lettori. Il 24% invece, preferirebbe uno Stallman più moderato, magari in un futuro verranno accontentati. In terza posizione, con il 14% troviamo i lettori che non apprezzano Richard Stallman, per il suo estremismo, e per l’incongruenza nel concetto di libertà. Chiudono il nostro sondaggio gli indecisi (5%), coloro che non hanno ancora valutato per bene il patron della FSF.

Ian Skerrett la scorsa settimana ha fatto intendere che c’è un crescente apprezzamento e quindi utilizzo per le licenze molto permissive.
Se andiamo a guardare i dati dell’Open Source Resource Center di Black Duck si nota come la GPLv2 è utilizzata da quasi la metà, 45,33%, dei progetti presi in esame, mentre la GPL in generale arriva a totalizzare il 61%. Quasi due progetti su tre sono GPL quindi, ma se confrontiamo i dati con quelli degli scorsi anni si nota un lento declino nell’utilizzo di questa famiglia di licenze.
Dal 2008 ad oggi la famiglia delle GPL è scesa dal 70% al 61%, mentre nello specifico della GPLv2 si è passati dal 58% al 45%. Nonostante queste percentuali il numero complessivo di progetti che utilizzano una licenza GPL è cresciuto del 5,5% dal 2009 al 2011 grazie ad un incremento del numero totale di progetti FLOSS che è aumentato del 16%.
Questa volta il team di XBMC non è intervenuto a presentare un nuovo rilascio del popolare media center, ma ha proposto una lunga e dettagliata digressione sul significato di avere una fondazione alla base dello sviluppo di un progetto open source. Quello che può sembrare scontato, soprattutto perché il termine «fondazione» è ripetuto spesso, ha un senso molto più profondo (soprattutto dal punto di vista legale).
La fondazione, per com’è concepita negli Stati Uniti, ha una forma giuridica simile a ciò che in Italia è considerato come cooperativa. Senza addentrarsi nella complessa terminologia giurisprudenziale, l’articolo del team di XBMC riassume in modo efficace quei principi basilari che hanno portato anche Matt Mullenweg a trasferire i diritti di WordPress da Automattic alla WordPress Foundation. Una lettura illuminante.
Soprattutto perché chi “mastica” un po’ di diritto sa bene che, almeno in Italia, già il termine «cooperativa» ha una varietà di significati legali molto diversi tra loro. L’esempio di XBMC spiega perché una fondazione no-profit garantisce a un progetto open source di rimanere libero da vincoli e logiche imprenditoriali. Ciò senza scadere in filosofie utopistiche. L’articolo è in inglese, ma il linguaggio usato è piuttosto accessibile.
Via | XBMC

Cercate un’alternativa libera a Lightroom o Aperture? Fino a qualche giorno fa vi avrei detto di dare uno sguardo a Bluemarine (abbiamo intervistato il suo sviluppatore principale a marzo) ma oggi, dopo la segnalazione dei nostri colleghi di Clickblog, vi suggerisco di tenere d’occhio anche Niepce Digital.
Si tratta di una suite per fotografi che, almeno sulla carta, risulta estremamente interessante: l’obiettivo dello sviluppatore è infatti quello di creare un software che accompagni l’utente dall’acquisizione alla stampa/pubblicazione delle immagini. Dico “sulla carta” perché al momento c’è ancora molto da fare, anche se l’astuto programmatore francese che sta portando avanti il progetto intende evitare di reinventare la ruota sfruttando componenti già esistenti come Exempi, libopenraw e GEGL.
Il suo obiettivo è quello di fornire il prima possibile un set di funzionalità limitato ma completamente funzionante ed aggiungere in seguito nuovi moduli.
Niepce Digital è scritto in C++ ed i suoi sorgenti sono disponibili, con licenza GPLv3, su GNA.
Adeona è il primo sistema libero multi-piattaforma per il tracciamento della posizione del proprio laptop smarrito o rubato. Diversamente da quanto accade con altri sistemi commerciali, gli utenti di Adona possono dormire sonni tranquilli visto che il proprietario è l’unica persona in grado di ottenere la posizione del portatile.
Adeona sfrutta OpenDHT e algoritmi di cifratura per memorizzare gli aggiornamenti relativi alla posizione, aggiornamenti che vengono inviati da un client installato sul laptop che si intende monitorare: ad intervalli casuali il client registra alcune informazioni (come l’indirizzo IP o la topologia della rete locale) che possono essere utilizzate per identificare la sua attuale posizione. La versione Mac OS X permette inoltre di sfruttare la camera iSight (quella integrata) per scattare foto del ladro.
Adeona è rilasciato con licenza GPLv2 ed è disponibile al download per Linux, Mac OS X e Windows.
via | Slashdot
Stephan Binner ha reso disponibile la versione 1.0.83 di KDE Four Live, LiveCD già trattato più volte in passato.
Basato su openSUSE e nato allo scopo di facilitare i test delle tante feature di KDE, non può che presentare, come novità, l’ultima versione stabile della suddetta distro e la Beta 2 di KDE 4.1.
La ISO di KDE Four Live può essere scaricata dalla pagina ufficiale del progetto, all’interno della quale è possibile trovare anche la lista completa dei pacchetti inclusi.

Inibire l’accesso a determinati indirizzi, benché soluzione lontana dall’essere la protezione definitiva dai pericoli della Rete, si rivela spesso molto utile, soprattutto alla luce del numero considerevole (ed in crescita) di siti dispensatori di malware. A tal proposito, oggi parliamo di ufdbGuard.
Si tratta di un programma in grado di verificare e filtrare, a seconda della potenza del proprio hardware, fino a 50.000 URL al secondo. Perfettamente implementabile in Squid, ufdbGuard si avvale del metodo delle blacklist e, fra le sue caratteristiche principali, vanta la capacità di rilevare l’esistenza di protocolli di tunneling, con l’ulteriore possibilità di bloccare l’accesso ai vari siti che ne fanno uso.
Rilasciato sotto licenza GPLv2, ufdbGuard è disponibile, nella versione 1.15, per sistemi GNU/Linux, BSD e UNIX-like in genere.
A pochi giorni dalla sentenza in appello la quale ha accertato per la seconda volta la violazione di Skype della licenza GPL, vi proponiamo una simpatica fotografia in cui ci siamo recentemente imbattuti.
E’ stata scattata ormai qualche anno fa nel centro di Lisbona ed oggettivamente tale segnaletica risulta un po’ sui generis. Ricordando che il “Divieto di GPL” non è presente nell’indice dei segnali stradali portoghesi, lasciamo a voi ogni commento.
Ah mi raccomando, quando passate per Lisbona, fate attenzione!
Via | Muylinux
Prestando fede alla sua promessa di mostrarsi più aperta nei confronti del software libero, VIA ha rilasciato (con licenza GPLv2) le oltre 16000 linee di codice necessarie per la realizzazione di un driver frame-buffer per il kernel Linux; il codice donato sembra essere in buono stato, supporta numerosi modelli di schede video prodotte dall’azienda di Taiwan (Unichrome CLE266, K400, K800, PM800, CN700, CX700, K8M890, P4M890, P4M900, VX800) e sembrerebbe in grado di gestire HDMI.
Nonostante questa dimostrazione di buona volontà, VIA ha ancora parecchio lavoro da svolgere per poter essere considerata “amichevole” dalla comunità del software libero/aperto: avvicinarsi ai progetti Unichrome ed OpenChrome o concentrarsi sullo sviluppo di driver moderni dovrebbero, per esempio, essere i primi passi da compiere per confermare le sue intenzioni.
via | Phoronix
In pochi ricorderanno il caso della violazione della GPLv2 accertata dal tribunale di Monaco di Baviera ai sensi di Skype. A quasi 10 mesi da quel 25 Luglio, ecco che anche il ricorso in appello del colosso VoIP è stato respinto, confermando dunque l’iniziale sentenza di primo grado.
La disputa risale ai tempi della commercializzazione del telefono SMCWSKP 100, il cui software è basato su sistema operativo GNU/Linux. L’accusa verteva sul fatto che la società americana non aveva fornito agli acquirenti i sorgenti del software e soprattutto non vi erano accenni al tipo di licenza utilizzata.
I motivi del ricorso sono stati dichiarati inconsistenti così Skype sarà ora costretta ad adeguarsi ai termini della GPLv2.
Via | OSnews
Importante decisione presa in questi giorni da casa Sun; sembra infatti che la società americana abbia intenzione di rendere completamente Open Source la propria piattaforma ed il tutto entro la fine dell’anno corrente.
Le prime notizie che circolano in rete parlano già di accordi di massima con i più importanti distributori del mondo Linux. Novell, Canonical e Fedora Project sembrano essere state le prime società con cui Sun si sia messa in contatto e questo per favorire una più veloce integrazione dell’OpenJDK con le loro più importanti distribuzioni.
Ricordiamo che Java era già stata dichiarata open source ma la presenza di alcuni componenti sfruttanti soluzioni proprietarie, non ha permesso finora il rilascio della piattaforma sotto licenza GPL.
Via | Tom’s Hardware