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Tutti gli articoli con tag google chrome

Splashtop OS, un sistema operativo mobile basato su Chromium e MeeGo

pubblicato da Federico Moretti

Splashtop OSSplashtop OS è un sistema operativo per laptop e netbook basato su Chromium e MeeGo. Se rimane incerto il futuro di MeeGo con la partnership tra Microsoft e Nokia su Windows Phone 7, questo “fork” è immediatamente disponibile. Splashtop OS sostituisce MeeGo a Ubuntu in un progetto del tutto simile a Jolicloud. S’installa da Windows.

Presentato al MWC 2011, Splashtop OS è il più ambizioso di tre progetti: Splashtop Remote permette di visualizzare il desktop su tablet, netbook e smartphone, mentre Splashtop Connect è un’estensione per Mozilla Firefox e Google Chrome (disponibile soltanto per Windows). Perciò la definizione di fork, rispetto a MeeGo, è impropria.

Il progetto è stato realizzato da Splashtop per fornire ai distributori OEM del proprio hardware un’alternativa a Windows 7, ritenuto troppo pesante, e Windows Phone 7, troppo limitato. Integra Intel AppUp e può diventare intrigante per lo sviluppo: non è un prodotto open source e non intende essere un’alternativa a MeeGo di Intel.

Via | Phoronix

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Ninja, un altro rimpiazzo per make

pubblicato da Lpt on fire!


Evan Martin è uno sviluppatore di Google che lavora sul progetto Chrome che è composto da circa 30.000 file.

Con questi numeri ssando make per la compilazione possono essere necessari parecchi secondi fra l’esecuzione del comando e l’effettivo inizio della compilazione. Situazione ancora più tragica con altri tool come scons che sono sviluppati per rimpiazzare make.

Ritenendo insoddisfacente questa situazione ed innervosito dalla necessità di attendere troppo fra una modifica e l’effettiva compilazione ha deciso di rimboccarsi le maniche per produrre qualcosa di più efficiente a cui ha dato nome Ninja.

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Google rimuoverà il supporto a H.264 da Chrome

pubblicato da Lpt on fire!


Lo scorso anno Google ha liberato il codice del codec VP8 ed introdotto nel nuovo formato WebM che non è nient’altro che uno stream Matroska. Tutti i principali progetti liberi hanno aggiunto in breve tempo il supporto per WebM e Google lo ha introdotto anche su YouTube.

Ora arriva la notizia che Big G ha intenzione di eliminare il supporto a H.264 dalle future versione di Chrome come codec per HTML5. Il messaggio non è esplicito, ma è ugualmente chiaro, YouTube passerà a WebM e H.264 verrà, in pratica, messo quasi fuori mercato, ma il resto del mondo avrà il tempo di adeguarsi.

Sempre in quest’ottica possiamo leggere gli annunci di un numero sempre crescente di produttori hardware che scelgono di aggiungere il codec WebM all’interno dei loro chip.

La patata bollente arriverà nelle mani di Apple e Microsoft. Se la seconda se la potrà cavare grazie alle future versioni del plugin flash che introdurrà il supporto a WebM la situazione di Apple appare più critica.

Via | OsNews

WebGL è in beta e approda su Google Chrome per Linux, OS X e Windows

pubblicato da Federico Moretti

WebGLNella tarda serata di ieri è stato ufficializzato l’ingresso del supporto sperimentale a WebGL in Google Chrome. WebGL è un’implementazione per il browser di OpenGL ES 2.0 del Khronos Group e permette di visualizzare/interagire con animazioni complesse. Un esempio recente è KataSpace, un mondo virtuale alla SecondLife che è stato realizzato in WebGL ed è accessibile dal browser. Le prospettive che si aprono sono le più disparate.

L’esperimento che sta facendo parlare di sé riguarda la navigazione del corpo umano in 3D: il progetto è stato realizzato al 20% da Google e mostra l’applicazione di WebGL all’apprendimento. Il modello può ruotare e gli organi nascosti o, mostrati sfruttando l’opacità del canale alpha per scoprire ossa, nervi, ecc.; tutto da Chrome e dai browser che supportano WebGL, soprattutto basati sul backend WebKit. Funziona pure su Linux.

È necessario installare la beta di Chrom* per OS X, Windows oppure inclusa tra i pacchetti delle distribuzioni. Non esiste il download diretto per Linux da Google, ma Debian e Ubuntu possono installare Chrome dal repository per APT. Numerosi esempi possono essere visualizzati nella categoria dedicata a WebGL su Chrome Experiments. Un altro passo avanti verso una nuova dimensione del web. Certi progetti sono eccezionali.

Via | Chromium

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Crankshaft per Chrom*

pubblicato da Lpt on fire!


Il team di sviluppo dietro a Chrome ha presentato Crankshaft, una nuova infrastruttura di compilazione per V8, il motore javascript del browser made in Google.

Crankshaft riesce a migliorare in maniera sostanziale, come potete veder sopra, le prestazioni delle applicazioni javascript più pesanti grazie ad una attenta analisi del codice in esecuzione ed una ottimizzazione molto spinta delle parti più critiche.

Crankshaft è formato da 4 componenti: un compilatore, un runtime profiler, un ottimizzatore ed un deottimizzatore. Secondo Google il compilatore di base genera codice più veloce e più snello rispetto a quello utilizzato attualmente da V8. Il profiler è in grado di identificare le parti di codice in cui viene spesa la maggior parte del tempo e con queste informazioni l’ottimizzatore lavora sulle parte più critiche per le prestazioni. Il deottimizzatore controlla il codice generato per evitare i piccoli errori di quest’ultimo.

Al momento il codice è disponibile solo per Intel a 32bit, ma si sta già lavorando per le versioni a 64bit ed Arm.

Via | Chromium

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Chrom*, flash in gabbia

pubblicato da Lpt on fire!


Il plugin Flash continua a dare grattacapi, soprattutto sul versante della sicurezza dove i bug sono sempre troppi.

Google ha annunciato che nella versione di sviluppo di Chrome il plugin verrà fatto girare in una sandbox con privilegi limitati per evitare che alcune falle di sicurezza possano provocare troppi danni all’ignaro utente. Si tratta di una prima versione che migliora notevolmente la situazione attuale, ma che verrà migliorata nel prossimo futuro. La sandbox è attiva in maniera predefinita, ma può essere disabilita lanciando il browser con --disable-flash-sandbox.

Purtroppo questa innovazione è disponibile, per ora, solo per Windows e non è stato specificato quando arriverà anche per gli altri sistemi operativi.

Via | OsNews

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Chrom*: Release Early, Release Often

pubblicato da Lpt on fire!


A partire dai prossimi mesi i rilasci ufficiali per Chrom* dovrebbero arrivare ogni 6 settimane.

La strategia del “Release Early, Release Often” servirà ad avere una pianificazione delle nuove funzionalità più prevedibile ed eliminare la pressione dei manager sugli ingegneri per “sfornare” una nuova versione.

Una nuova caratteristica non ancora stabile sarà rimandata alla versione successiva. Quindi aspettatevi di vedere le major version in maniera molto rapida.

Via | Chromium

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AdBlock per Chrome ferma le pubblicità al caricamento

pubblicato da Federico Moretti

AdBlock 2.0

Sostenere che un’estensione per bloccare la pubblicità ne fermi il caricamento può sembrare banale. Invece AdBlock 2.0 per Chrome ha introdotto un concetto del tutto nuovo per escludere l’advertising dalle pagine web. Anziché limitarsi a “nascondere” i banner, AdBlock li esclude prima che vengano caricati. Un vantaggio non indifferente su Chromium.

AdBlock è un’estensione mantenuta da Michael Gundlach che non ha nulla a che vedere con l’omonimo plugin per Firefox. Entrambi permettono di bloccare la pubblicità prima del caricamento, sebbene con metodi diversi. AdBlock 2.0 per Chrome sfrutta una proprietà di WebKit che neppure Google sapeva fosse già disponibile anche sul proprio browser.

L’esclusione di uno o, più elementi delle pagine web dal caricamento del browser è infatti un evento aggiunto da Apple nelle patch per WebKit come beforeload. A differenza di altre parti di codice rilasciate in esclusiva per Safari, questa proprietà è sfruttabile su tutti i browser che ne usano l’engine. Gundlach ha pure scritto un port per Safari di AdBlock.

Via | The Register

Chromium introduce le Web Apps su Linux

pubblicato da Federico Moretti

Chromium Web Apps

Non finiscono le novità di Chrome che si possono abilitare anche su Linux: dopo la cifratura delle password e il menù unificato è la volta delle web apps. Installando l’ultima versione del browser di Google si ha accesso alle estensioni non-pacchettizzate (così si chiamano le applicazioni) aggiungendo --enable-apps all’eseguibile. Il pannello “ondeggiante” già disponibile su Windows non sembra funzionare.

Come di consueto, è necessario reperire l’ultimo snapshot di Chromium perché le modifiche abbiano effetto. La stessa versione è installabile anche dal PPA su Launchpad per gli utenti di Ubuntu. Nel percorso d’installazione, diverso a seconda della distribuzione, ci sono 3 applicazioni per GMail, Calendar e Docs. Si attivano visitando l’indirizzo chrome://extensions e attivando la modalità sviluppatore.

Quando si aprirà una nuova scheda le applicazioni appariranno al di sopra delle pagine visitate di recente. Rispetto ai tab tradizionali, le web apps di Chromium mostrano un’icona personalizzata che ne consente una rapida identificazione. È richiesto il login al proprio account su Google perché le applicazioni siano raggiungibili. Un elenco di programmi aggiuntivi è mantenuto da Download Squad.

Chromium Web Apps

Via | WebUpd8

Chromium per Linux aggiunge un menù unificato

pubblicato da Federico Moretti

Chromium New Wrench Menu

Gli sviluppatori di Chrome hanno inserito una nuova funzionalità nella versione per Linux del browser. Si tratta di un menù “unificato” che permette un maggiore controllo delle pagine visualizzate. Nello specifico sono possibili il taglia/copia e incolla del testo selezionato, la modifica delle dimensioni dei caratteri e la visualizzazione a tutto schermo.

Per abilitare il nuovo menù occorre installare uno snapshot di Chromium non inferiore alla revisione 51121. Le possibilità d’installazione sono diverse: Ubuntu dispone di un PPA aggiornato quotidianamente e qualsiasi distribuzione può avvalersi dei binari pre-compilati scaricabili da BuildBot per sistemi a 32-bit e a 64-bit. C’è anche un port per ARM.

Installata la versione di sviluppo del browser è necessario avviare Chrome aggiungendo l’opzione --new-wrench-menu all’eseguibile. Il menù rapido è già tradotto in italiano, mentre la scheda Tools rimane parzialmente in lingua inglese. Dopo il supporto alla crittografia delle password è il secondo aggiornamento di rilievo in meno di sette giorni.

Via | WebUpd8

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Chromium per Linux: password criptate su GNOME e KDE

pubblicato da Federico Moretti

ChromiumGoogle Chrome ha ricevuto il supporto alla crittografia delle password su Linux, un elemento precedentemente ignorato. Dallo snapshot 50477 su BuildBot la gestione delle password è integrata con GNOME Keyring 2.22 o, successivo e KDE Wallet in qualsiasi versione per KDE 4. Perché la funzionalità sia attiva occorre avviare il browser aggiungendo l’attributo --password-store=gnome oppure --password-store=kwallet.

Le release precedenti salvano le password in chiaro, perciò è consigliabile un rapido aggiornamento di Chromium: l’opzione --password-store=detect è destinata a essere integrata come predefinita nelle prossime versioni del browser. I vantaggi derivanti da questa novità sono notevoli in termini di sicurezza e integrazione col desktop environment, poiché la feature rende più omogeneo il dialogo tra Chrome e le altre applicazioni.

Forse non si tratta di una novità eclatante come l’integrazione dei documenti in PDF e il supporto built-in ad Adobe Flash sui sistemi a 32-bit, ma la crittografia delle password garantisce una maggiore sicurezza dei dati immessi nel browser. Certo non è sufficiente perché ci si possa sentire tranquilli: si parla di rilasci sperimentali che espongono Chromium a falle di sicurezza e i binari scaricabili non sono ottimizzati per le singole distribuzioni.

Via | WebUpd8

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Opera, più veloce di una patata... come Chrome!

pubblicato da Lpt on fire!

Qualche giorno fa Google ha pubblicato un simpatico video per dimostrare visivamente l’incremento prestazionale della nuova versione di Chrome.

Opera ha colto l’occasione per rispondere per le rime a Google. Il video che vedete è una parodia che sbeffeggia il tipo di test presentati nel precedente Google Chrome Speed Tests che potete trovare anche dopo il salto.

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