
Sicuramente l’adozione di HTML5 per includere i video nelle pagine web resta l’opzione preferibile – nonostante il dibattito sui codec proprietari – ma dal momento che sono sempre di più le piattaforme a utilizzare Silverlight di Microsoft (tra cui la rete pubblica, per dirne una) l’esistenza di Moonlight si rivela “strategica”.
Purtroppo quest’ultimo è sfruttabile al momento solo su Firefox, che a detta degli sviluppatori di Mono è il browser che consente maggiore capacità d’azione sul codice: almeno così è stato fino a ieri, perché un entusiasta Miguel De Icaza ha rivelato che finalmente Moonlight funziona su Chrome.
Non sono disponibili ulteriori dettagli, se non un messaggio sulla mailing list degli sviluppatori del progetto Mono che però si riferisce a un altro aspetto di Moonlight: dagli screenshot si può comunque notare che il plugin funziona ed è perciò presumibile che presto sarà distribuito per l’installazione sulle macchine degli utenti.
Continua a leggere: Moonlight funziona su Chrome: presto un'estensione?

Sono bastati 4 giorni perché Google mantenesse l’impegno a implementare HTML5 su YouTube: il sondaggio di cui avevamo parlato – e che ha avuto un esito scontatissimo – ha già sortito i primi effetti, benché non si possa parlare di una funzionalità stabile e applicata all’intera piattaforma — del resto non è tale neppure il markup cui si riferisce.
In ogni caso YouTube ha annunciato l’introduzione di HTML5 per l’embedding dei video sul portale: non è ancora stato predisposto un link per l’inclusione all’esterno delle pagine del network e la feature è limitata a un canale di prova, ma è già molto più di quanto personalmente mi aspettassi.
Per “scattare” lo screenshot che vedete qui sopra mi sono dovuto avvalere di Chrome, perché sembra che WebKit sia più reattivo di Gecko (mi riferisco alla versione inclusa in Firefox 3.5) nel rendering del tag video di HTML5: la situazione è comunque destinata a cambiare nelle prossime ore.
Continua a leggere: YouTube è di parola: al via il supporto ad HTML5
Google Chrome sta crescendo molto negli ultimi rilevamenti sui browser più utilizzati e recentemente ha superato persino Safari.
Quella che vedete è una pubblicità realizzata per spiegare in maniera molto creativa alcuni di quelli che Google considera dei punti di forza del suo browser. Dopo il salto altri video creativi dedicati a Chrome.

In questi giorni abbiamo pubblicato alcune notizie relative a Firefox nei quali alcuni utenti hanno lasciato commenti poco costruttivi e completamente privi di fonti.
Per cercare di portare il dibattito su un piano meno personale e più oggettivo voglio proporvi una comparativa sull’uso di memoria fra Firefox, Safari, Opera e Chrome. Come potete vedere dal grafico quello che occupa meno memoria è propfio Firefox, mentre Chrome con la sua architettura multi processo è quello che ne occupa di più.
La prova consisteva nell’aprire 150 URL e registrare la memoria utilizzata durante le operazioni. A differenza di altri test in questo sono stati pubblicati i sorgenti ed è quindi possibile ripete la prova sul vostro computer per verificare la correttezza dei risultati.
Via | DotNetPerls
Google ha rilasciato Speed Tracer, un’estensione open source per Chrome che è in grado di raccogliere dati durante la renderizzazione delle pagine e trovare i colli di bottiglia delle applicazioni web.
Può visualizzare e mettere in relazione i tempi di interpretazione, caricamento, gestione degli eventi e per l’esecuzione delle richieste XMLHttpRequests. L’interfaccia consente di comprendere in maniera molto chiara la correlazione dei dati raccolti.
Il programma risulterà molto utile per chi vuole capire dove nascono i problemi di lentezza della propria applicazione web. Al momento è disponibile per windows e linux.
Via | Google
Se i binari erano già disponibili come snapshot – per entrambe le architetture supportate, a 32-bit e 64-bit – è ora possibile scaricare Google Chrome per Linux direttamente dalla pagina ufficiale dell’applicazione: la notizia arriva pressoché in contemporanea col rilascio del browser per OS X.
I pacchetti scaricabili dagli archivi di Google sono nei formati deb e rpm: la build di Chrome che è stata rilasciata ha lo stesso numero di versione di quella citata dai colleghi di Melablog.it per la rispettiva piattaforma (ovvero la 4.0.249.30) ed è facilmente integrabile col proprio tema grafico per GNOME grazie alle Gtk e all’opzione dedicata.
Quanto alle feature introdotte, non c’è alcuna differenza sostanziale rispetto alla beta di cui si è parlato su queste stesse pagine appena due giorni fa: rispetto alla versione unbranded distribuita da tempo attraverso gli archivi di buildbot, quella annunciata ieri si fa apprezzare essenzialmente per la pacchettizzazione supportata da Google — che evita di dover ricorrere al comando chromium-wrapper per l’integrazione col desktop environment.
Continua a leggere: Google Chrome 4.0 Beta per Linux è disponibile al download
Il team di sviluppo di Google Chrome pensa che sia giunto il momento di fare alcuni bilanci sullo “stato dell’arte” del browser e dei benefici che ha apportato alla comunità open source: si può essere d’accordo o, meno con la policy di Google – che per molti aspetti non è diversa da quella di Apple – sulla distribuzione dei sorgenti, ma è indubbio che qualche vantaggio ci sia per tutti — come l’inserimento delle patch in WebKit.
E proprio dell’engine alla base del rendering di Chrome si fa menzione nell’intervento (discretamente auto-celebrativo) che l’azienda ha scritto per aggiornare gli sviluppatori di Chromium – il browser “aperto”, che differisce dalla versione standard giusto per il diverso branding e la disponibilità dei sorgenti – sui nuovi tool a loro disposizione. Più che lecito il commento di un lettore che domanda al team se le nuove feature implementate in Chrome saranno disponibili per tutti gli sviluppatori di WebKit o, soltanto per Google.
Lascio a voi giudicare la risposta (che personalmente ho trovato piuttosto scontata, ma legittima): entrando più nello specifico, il focus del post riguarda gli aggiornamenti al web inspector di WebKit – introdotti anche nelle nightly build di Safari – e la presentazione di un mini-sito che raccoglie tutte le FAQ e i tutorial “istituzionali” per contribuire allo sviluppo del browser. Personalmente l’avevo già notato, come pure le sezioni specifiche per Chromium OS.
Continua a leggere: Google predispone un mini-sito per gli sviluppatori di Chrome

Google ha pubblicato una nuova beta del suo browser Chrome.
Tra le novità il supporto per la sincronizzazione dei segnalibri ed un aumento della velocità di circa il 30%. La sincronizzazione utilizza google docs e quindi necessita di un google account. La parte più interessante, però, resta il costante aumento della velocità del browser.
Con questo 30% di velocità in più è arrivato ad essere quattro volte più veloce della versione iniziale rilasciata poco più di un anno fa. Per le prove di velocità viene utilizzata la suite DOM Core benchmark di Mozilla.
Continua a leggere: Google Chrome 4 beta, ancora più veloce!
Sono passati 8 mesi dal primo lancio di Google Chrome, 2 mesi dalla prima beta ed oggi è uscito ufficialmente Google Chrome 2.0.
Secondo Google questa versione è il 30% più veloce del precedente grazie all’aggiornamento del motore di rendering, WebKit, e javascript, V8. Tra le nuove funzionalità la possibilità di cancellare le miniature dalla sezione con i siti più visitati, la modalità full screen e l’autofill dei form.
Il browser è disponibile in oltre 50 lingue e solo per windows Xp sp2 e Vista. Gli attuali utenti si troveranno presto la versione installata.
Via | Google

La distribuzione gOS annuncia una nuova versione del suo sistema chiamata gOS Cloud, espressamente dedicata ai netbook. Come sappiamo gOS è un sistema operativo basato su Linux che lo scorso anno si era distinto grazie a Wal-Mart che lo vendeva installato su un computer da 199$, rendendolo un sistema particolarmente adatto alle attività online.
Il nuovo Cloud nasce con un impronta più web oriented e viene definito dai suoi sviluppatori un “Browser Operating System”. Tra le nuove caratteristiche troviamo infatti l’apertura delle applicazioni in “schede” invece delle finestre, come avviene nei più recenti Browser. Per la navigazione è stato integrato un Browser web molto simile a Google Chrome (tra le note non viene confermato), ed una dock stile Mac OsX in grado di lanciare le varie applicazioni. Il sistema operativo è definito reattivo e veloce, ed in grado di avviarsi un pochi secondi.
Sarà commercializzato su un netbook Gigabyte che dovrebbe essere disponibile nei prossimi mesi, accompagnato da Windows XP come sistema operativo principale. Il suo ruolo sarà quello di offrire all’utente un sistema basilare in grado di avviarsi nel minor tempo possibile. Sarà possibile effettuare lo switch a Windows o il Power Off con dei tasti dedicati implementati nella dock. A differenza di gOS non sarà distribuito gratuitamente ma sarà destinato solo hai produttori OEM pronti ad utilizzarlo a discapito di soli 35MB di spazio occupato. I requisiti di sistema sono ridotti all’osso: bastano un processore x86 e 128MB di ram.
Via | Zeus News
Continua a leggere: gOS Cloud un “Browser Operating System” per netbook