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WebFinger: Google riesuma finger per il web 2.0

pubblicato da Federico Moretti

WebFinger Più di qualcuno dovrebbe ricordare il comando finger di UNIX, che in estrema sintesi consentiva una sorta di whois sugli indirizzi e-mail: tra gli aspetti collaterali di Google Buzz (che chi non fosse un “addetto ai lavori” difficilmente potrebbe apprezzare come uno sviluppatore) c’è il rilancio di finger su tutti gli account GMail.

WebFinger è la nuova frontiera di finger che Google ha abilitato su GMail da ieri per chi avesse abilitato un profilo pubblico — ossia praticamente chiunque. Rispetto al comando per UNIX, WebFinger è in grado di recuperare una serie di informazioni utili che vanno dai Jabber ID agli URL degli avatar. E non può mancare OpenID.

Ed è proprio su OpenID che vale la pena soffermarsi: WebFinger si propone anche come una sorta di alternativa a OpenID (sulla falsariga di MicroID, per chi lo conoscesse già) con tutte le potenzialità dei profili pubblici di Google — che hanno assunto un nuovo importante significato proprio con Buzz. Il codice di WebFinger è distribuito sotto la nuova licenza BSD – compatibile con la GPLv3 – e può dunque essere integrato da qualunque provider.

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Perché gli sviluppatori open source apprezzano Google Buzz

pubblicato da Federico Moretti

Google Buzz Sarebbe pleonastico (tanto per usare un eufemismo) riprendere anche in questa sede quanto è già stato presentato su Downloadblog.it rispetto a Google Buzz — il nuovo approccio di Google ai social network. Eppure – nonostante il servizio sia ancora in fase di distribuzione al di fuori degli USA – ci sono già ottimi motivi per cui parlarne.

Anzitutto c’è chi in tempi record ha già pubblicato del codice per interfacciarsi alla nuova piattaforma: è il caso di Yahoo!, che ha ufficializzato in 15 min. un’open table YQL per Google Buzz. La domanda che occorre farsi è come ciò sia stato possibile. E la risposta è nelle API di Google Buzz, che sono interamente orientate agli standard open per il web.

Autenticazione via OAuth (di là da venire in realtà), supporto a FOAF e MediaRSS – su cui pure lavora Yahoo! per le enclosure – e activity stream integrabili in PubSubHubbub sono solo alcune delle feature che contribuiscono a un social networking decentralizzato, in aperto contrasto coi trend attuali di Facebook e simili.

Via | ReadWriteWeb

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