GlobaLeaks è una piattaforma open source di whistlebowling, ovvero per la pubblicazione anonima di contenuti “rubati” dalle fonti, in stile-Wikileaks. Ne avevamo parlato giorni fa. Rispetto all’ultima settimana di agosto il progetto ha fatto enormi passi avanti, pubblicando i sorgenti su Launchpad e presentando una demo funzionante.
La piattaforma è legata a doppio filo all’Italia: presentato a Venezia, GlobaLeaks subirà ulteriori aggiornamenti tra un paio di settimane con un summit a Milano. Il codice è soprattutto in Python e fa un utilizzo pervasivo di Tor per garantire l’anonimato di chi condivide i contenuti, come avevamo sottolineato nella presentazione.
Quale sarà l’impatto sull’informazione tradizionale? GlobaLeaks non è ancora integrabile in portali esistenti tuttavia l’ambizione è quella di realizzare una piattaforma usabile affinché chiunque possa contribuire alla distribuzione di materiali compromettenti. Wikileaks ha aperto la strada a nuove forme di giornalismo d’inchiesta.
Via | Seif Lotfy
GlobaLeaks è un progetto open source per la realizzazione d’una piattaforma dedicata alla distribuzione delle notizie, in stile-WikiLeaks, sfruttando l’anonimato di Tor, FreeNet e le tecnologie peer-to-peer. L’intenzione è ambiziosa quanto difficile da concretizzare: GlobaLeaks non ha ancora rilasciato una singola stringa di codice.
La difficoltà maggiore di GlobaLeaks è quella di garantire l’anonimato dei contributori. La piattaforma dev’essere “blindata”, per tutelare la sicurezza di chi invia i documenti: concettualmente il progetto è impeccabile. Lo stesso schema potrebbe essere recuperato per finalità diverse dalla controinformazione. Sarà mai realizzato?
Le discussioni su GlobaLeaks nel frattempo continuano su IRC. Il progetto è l’unico di questo genere e può diventare fondamentale nel controllo dell’attività di governi e multinazionali: la piattaforma dev’essere di facile utilizzo. Essendo open source, GlobaLeaks potrà essere sfruttato dai portali esistenti: WikiLeaks, ad esempio.
Via | Seif Lotfy