Si chiude con questo post la serie di post di Francesco Nigro al FOSDEM di Bruxelles.
Il FOSDEM si è concluso ed è giunto quindi il momento di fare il bilancio di questa esperienza.
L’evento è senz’altro molto interessante e lo consiglio a tutti, che siate smanettoni, sviluppatori o semplici appassionati del mondo del FLOSS. La manifestazione è nata per gli sviluppatori, ovviamente, e si è data priorità a loro per quello che riguarda il taglio degli interventi. Anche chi non scrive codice può però tornarne arricchito, è un’occasione per imparare cose nuove, informarsi sugli ultimi trend, conoscere le facce dietro ai progetti più popolari ed incontrare i protagonisti di questo mondo.
Gli interventi sono stati divisi in tre “categorie”. Main track: interventi classici di circa un’ora di durata; Devrooms: varie salette dedicate ad un particolare tema con vari talk. In quella KDE si sono tenuti 8 talk su diversi progetti tra cui Amarok, QtDesigner, KDevelop ed altri. Lightning talk: una infinità di brevissimi interventi, 15/20 minuti, su un argomento specifico.
Il livello degli interventi è stato in generale molto buono anche se non sempre i relatori sono stati coinvolgenti (avete letto il mio articolo su Brooks, no?) ma questo è il rischio che c’è sempre nelle conferenze tecniche; sapere non vuol dire saper insegnare…

Al FOSDEM di Bruxelles Francesco Nigro ha intervistato Sven Krohlas.
Cari lettori oggi sono in compagnia di Sven Krohlas, sviluppatore e promotore di Amarok nonché dj e gestore dell’unica classifica di sola musica libera in Germania.
FN: Ciao Sven, grazie come al solito per la disponibilità, vuoi presentarti ai nostri lettori?
S: Ciao a tutti, il mio nome è Sven Krohlas e vengo dalla Germania. Mi occupo di Amarok dal 2006, il mio ruolo qui è quello che penso oggi si chiami evangelist.
FN: Come hai cominciato a lavorare ad Amarok?
S: Ho incominciato per motivi completamente diversi; all’epoca lavoravo per un’associazione per la gioventù, mettevamo su un po’ di musica per i ragazzi e cose del genere. Usavamo i cd ma non era molto comodo, così si è pensato di utilizzare un pc e, ovviamente, ho spinto perché fosse una macchina Linux. Abbiamo usato Xmms per un po’, poi i ragazzi hanno incominciato a lamentarsi perché su Windows potevano gestire facilmente la libreria delle canzoni.
Così abbiamo incominciato a usare la media library di Xmms ma non era molto stabile e gli utenti ricominciarono a lamentarsi. Dopo scoprii Amarok, forse era la versione 1.2 o una cosa del genere, fece una buona impressione; non era eccezionalmente stabile ma andava bene e aveva tutte le feature di cui avevamo bisogno. Da allora ho sempre usato Amarok. Adesso nessuno usa più Xmms, nessuna offesa al team Xmms, però è vero. Ho partecipato a qualche conferenza, poi mi sono proposto di partecipare, e fui accettato.
FN: Insomma è sempre questione di fare il primo passo…
S: Sì, fatto il primo passo dopo è stato tutto più facile. Di fatto la questione è semplice, se c’è una cosa che serve e sei disposto a prendertene carico non ci sono molti problemi, è molto facile.
Al FOSDEM di Bruxelles Francesco Nigro ha intervistato Greg Kroah-Hartman.
Sono in compagnia di Greg Kroah-Hartman, al FOSDEM per il talk “Write and Submit your first Linux kernel Patch”. Su Ossblog era già stata citata una sua intervista lo scorso dicembre.
FN: Grazie Greg per la disponibilità, non credo ce ne sia bisogno, ma raccontaci un po’ di te per chi non ti conosce.
G: Sono uno sviluppatore del kernel e lavoro per Novell. In particolare seguo la parte legata alla gestione delle periferiche usb.
FN: Partiamo con una domanda spinosa: Torvalds ha recentemente dichiarato che Linux è “bloated and huge”, gonfio ed enorme, sei d’accordo?
G: Ero presente anch’io quando l’ha detto (LinuxCon di Portland, N.d.A.), io penso che il kernel stia diventando più grande ma i computer stanno anche diventando più potenti. Le persone vogliono più feature e questo comporta necessariamente più codice. Linux può girare su supercomputer così come su un cellulare, ed è lo stesso codice!
Il punto di svolta è la modularità, se delle cose non ti servono le disabiliti. Non credo sia un vero problema. Le aziende sviluppano sempre nuove tecnologie e Linux si deve tenere al passo. Un esempio è USB3, Linux è il primo sistema operativo ad averlo supportato. Credo che Linux continuerà a crescere in dimensioni, ma questo è inevitabile, non è una cosa negativa.
Continua a leggere: Fosdem 2010: Intervista a Greg Kroah-Hartman

Continuiamo con Francesco Nigro ed il suo diario dal Free and Open Source software Developers’ Meeting, FOSDEM di Bruxelles. Come promuovere il FLOSS? L’intervento di Brooks Davis.
Tecnicamente ritengo il modello di sviluppo seguito dal FLOSS superiore a quello proprietario e non solo per la revisione paritaria del codice. Chiunque si sia trovato a dover gestire ambienti complessi sa quanto sia più facile, e in definitiva più economico, avere a disposizione dei componenti completamente ispezionabili, ad esempio.
Il FLOSS ha parecchi vantaggi e qualche pecca ma quello che a mio avviso manca completamente è una buona pubblicità, marketing, quella parola proibita che per i veri affecionados è persino peggio di MS. Nella maggior parte dei casi la tecnologia è pronta, ci sono prodotti Open Source che sono allo stesso livello, se non superiore, del software proprietario, eppure il FLOSS ancora arranca, non è main stream.
Il problema spesso è la mancanza di comunicazione tra il business, i dirigenti che decidono, e i tecnici, felicissimi di esibire l’ultima versione di KDE compilata dall’svn ma incapaci di spiegare il proprio entusiasmo e di vedere le esigenze dell’altra parte.
Continua a leggere: Fosdem 2010: Promoting Open Source methods at a large company, Brooks Davis.
Eccoci all’appuntamento con Francesco Nigro ed il suo diario dal Free and Open Source Software Developers’ Meeting, FOSDEM di Bruxelles. Un po’ di colore in questo post, tanto per farci conoscere l’ambiente e capire un po’ come funziona il tutto. Domani e nei prossimi giorni le recensioni e le interviste di Francesco.
Atterriamo in orario il venerdì a Charleroi, una breve pausa in albergo e partiamo pieni di entusiasmo per il Delirium Cafè dove ci attende il Beer event. Programmatori… A Bruxelles… Come potrebbe mancare la birra!
Arriaviamo verso le 22 ma il locale è già strapieno, ci sono talmente tante persone che è difficile persino entrare nel vicoletto che porta al pub. In mezzo alla folla scorgo anche diverse ragazze e mi viene il dubbio di essere nel posto giusto; poi vedo una maglietta “Debian inside”, qualche cappello rosso e una marea di megliette da nerd medio del tipo: “non sono tardo, sto ricompilando…” Sì, siamo nel posto giusto.
Le leggi della fisica ci impediscono di avventurarci al bancone e trovare un posto a sedere è impossibile; facciamo un giro nel locale, respiriamo un po’ l’atmosfera che ci aspetta il giorno dopo e decidiamo di andarcene. Google mi devi una birra!
Mancano pochi giorni all’apertura dell’evento dell’anno per gli appassionati del FLOSS (Free/Libre/Open Source Software) di tutta Europa e OSSBlog lo seguirà per voi!
Cercheremo di tenervi aggiornati e di intervistare i relatori più importanti. A voi chiediamo invece: qual’è l’intervista che vorreste vedere su OSSBlog? Avete delle domande che vorreste porre? Avete delle curiosità? Ditelo nei commenti e faremo del nostro meglio per esaudire le vostre richieste.
Andiamo con ordine. Il 6 e il 7 Febbraio si terrà a Bruxelles il Free and Open Source software Developers’ Meeting, FOSDEM per gli amici, due giorni di conferenze, eventi ed incontri con i più importanti sviluppatori e vendor che gravitano intorno al mondo del software libero. Come lo auto-definiscono gli organizzatori: “The best Free Software and Open Source events in Europe” (per i non anglofoni: il migliore evento d’Europa per il Free Software e l’Open Source).