IPCop Firewall Linux è arrivato alle versione 2.0 con l’aggiornamento al kernel 2.6.32 e con la nuova release è possibile l’installazione flash o hard drive, inoltre è possibile assegnare le schede d’interfaccia a un particolare network; è stato integrato il supporto hardware che include Cobalt e le piattaforme sparc e PPC; ora l’accesso all’interfaccia web è protetto da password e dalla connessione https che è stata cambiata nella 8443.
Un’altro cambiamento è nell’aspetto dell’interfaccia utente che include nuove pagine tra cui quella della pianificazione degli eventi, del menu di sistema, del Proxy e una pagina semplificata per il DHCP server. La lista di tutti i cambiamenti è visibile sul sito ufficiale dove è possibile fare anche il download della nuova versione.
Esiste una comunità italiana che sostiene questo progetto e promuove l’utilizzo del IPCop per la protezione delle reti aziendali e SOHO (Small Office-Home Office), per le pubbliche amministrazioni o per strutture avanzate e industriali. IPCop è sotto la licenza GNU GPL e il manifesto del progetto promuove una distribuzione Firewall Linux stabile, sicura, estremamente configurabile e di facile manutenzione sia per amministratori di reti che non hanno dimestichezza con Linux sia per rendere più agile la configurazione della rete a chi è esperto.
Via | The H Security
Il senso di sicurezza generale che circonda il mondo GNU/Linux forse dovrà essere rivisto. In molti infatti sono convinti che non esistano virus per il sistema operativo col pinguino. Sembra invece che il numero di programmi maligni per Linux sia in netto aumento: solo nel 2005 è addirittura duplicato passando da 422 a 863 differenti malware.
Secondo gli esperti di sicurezza Linux ha meno virus perché è meno interessante dal punto di vista dei possibili utenti colpiti, parlano le cifre, ~90.66% Windows contro ~0.93% GNU/Linux. Ma il numero di utilizzatori del sistema operativo open source è in netto aumento e con esso anche il numero dei male intenzionati che realizzano applicativi dannosi. Abbiamo sentito dire parecchie volte da nuovi utenti frasi del tipo: “A me non serve un antivirus, uso Linux” oppure “Non esiste alcun modo per infettare Linux”.
Anche se non raggiungerà mai le spaventose cifre di Windows anche Linux ha la sua quota di virus, trojan e worm ma basta prendere delle precauzioni per ridurre drasticamente la possibilità di infezione. Senza i privilegi di root è molto difficile effettuare un attacco al sistema operativo, a meno che non sia in atto una “scalata dei privilegi“, quindi si consiglia comunque l’utilizzo di una password complessa e magari di un buon antivirus e firewall quali misure di sicurezza comuni per chi decide di avvicinarsi a SO GNU/Linux.
Via | LinuxHaxor