Marketplace è il nome dell’imminente app store di Mozilla – realizzato per la distribuzione di Boot to Gecko (B2G) – che permetterà l’installazione di applicazioni web come fossero “native” sui vari sistemi operativi. Dal lancio, però, sarà escluso proprio Linux: Marco Castelluccio è al lavoro per risolvere il bug con la GSoC 2012.
L’esclusione di Linux, sul quale è basato lo stesso B2G, è di per sé un aspetto curioso. Tuttavia, sono ancora più particolari le reazioni degli sviluppatori: Rubén Martín ha, giustamente, portato il “caso” all’attenzione degli iscritti alla mailing list di Mozilla, affinché Linux non sia considerato un sistema di seconda categoria.
Nonostante l’appoggio di membri come Brendan Eich – che, peraltro, si occupa di Firefox su Windows – il messaggio di Martín è stato minimizzato da Asa Dotzler, sostenendo che gli altri «sovrastimassero» (!?) l’utilizzo di Firefox su Linux. Il supporto del Marketplace arriverà comunque, ma la pessima figura di Dotzler è inquietante.
Via | Slashdot
La Mozilla Public License (MPL) 2.0 è stata annunciata ieri. È un significativo aggiornamento della MPL 1.1, la licenza adottata da Firefox e dagli altri prodotti distribuiti dalla Mozilla Foundation. Come la precedente, la MPL 2.0 è compatibile con la GPL: è considerata una licenza del free software dalla Free Software Foundation.
La transizione dalla MPL 1.1 alla MPL 2.0, per i progetti di Mozilla, non è immediata: tutti i dettagli saranno specificati in seguito dalla fondazione. La licenza ha fatto tesoro dell’esperienza maturata nei dieci anni d’applicazione delle prime versioni ed è stata resa più chiara, semplice e – soprattutto – corta delle precedenti.
Oltre alla compatibilità con la GPL, la MPL 2.0 garantisce quella con le licenze di Apache. Nel processo di revisione sono stati coinvolti dei giuristi che hanno cercato d’adattare i termini alle leggi dei Paesi esterni agli Stati Uniti. Nei prossimi giorni, dovrebbe essere pubblicata una traduzione per la documentazione ufficiale.
Via | Mozilla
Open Badges è una nuova tecnologia, open source, di Mozilla per la certificazione delle competenze. È stata sviluppata in collaborazione con la MacArthur Foundation e dovrebbe essere adottata al più presto da alcune università statunitensi: si tratta di una piattaforma per assegnare dei badge al conseguimento di un titolo di studio.
La nuova piattaforma di Mozilla parte essenzialmente da due presupposti: la semplificazione del curriculum vitæ per immagini e la verifica delle competenze dichiarate, da parte dell’istituto certificatore. Il progetto è stato preso molto sul serio dall’amministrazione statunitense e sono stati investiti $2 milioni sulla tecnologia.
Dal punto di vista tecnico, Open Badges sfrutta il sistema d’autenticazione di BrowserID e dialoga in JavaScript implementando la formattazione di JSON. Guardando il codice sorgente pubblicato su GitHub si può affermare che la piattaforma utilizzi un server con Node.js e un database di tipo NoSQL, MongoDB, per immagazzinare i dati.
Via | Mozilla
Boot to Gecko (B2G) è il prototipo di un futuro sistema operativo per il web da Mozilla. Andreas Gal, lo sviluppatore di PDF.js su Firefox, l’ha annunciato con un messaggio alla mailing list della fondazione. Non esistono ancora molti dettagli sul nuovo progetto: dovrebbe includere alcuni degli esperimenti di Mozilla Labs per HTML5.
A differenza del Chrome OS di Google, però, B2G dovrebbe potersi “appoggiare” a qualunque altro sistema operativo: la scarsa documentazione finora pubblicata cita soprattutto quelli mobili, da Windows Phone ad Android. Eppure non ci vorrà molto affinché emergano ulteriori dettagli, considerando che gli elementi di B2G esistono già.
Mozilla aveva accolto favorevolmente Webian Shell, un prototipo indipendente di sistema operativo via HTML5, e aveva realizzato una sorta di app store in tempi non sospetti. Sommando le esperienze pregresse, era inevitabile un salto di qualità: B2G è la risposta alle aspettative degli utenti. È presto per dire se saprà soddisfarle.
Via | Google Groups
Tilt è un’innovativa estensione open source per Firefox che permette di visualizzare le pagine web in tre dimensioni. È sviluppata da Victor Porof e Cedric Vivier per Mozilla Labs, nell’ambito della Google Summer of Code (GSoC) 2011. Per essere del tutto sinceri, è piuttosto un “gioco” in WebGL. La sua utilità è tutta da dimostrare.
L’aspetto più interessante di Tilt è probabilmente nella possibilità d’evidenziare la gerarchia degli elementi di una pagina web: la profondità delle sezioni dipende dal codice HTML utilizzato, in base alla struttura canonica. Dagli elementi essenziali, passando per intestazioni e paragrafi. Ognuno di essi rivela i propri sorgenti.
Navigare attivando Tilt su tutte le pagine può diventare un “incubo” perché i contenuti assumono una forma poco accessibile e si spostano sullo schermo utilizzando sia la tastiera, sia il mouse. Tilt ha più senso come prova delle funzionalità di WebGL. Internet in tre dimensioni potrebbe non essere, in questa forma, un’ottima idea.
Via | Mozilla
Google, Mozilla e Opera stanno lavorando all’implementazione della videochiamata dentro al browser attraverso lo sviluppo di quello che vorrebbero uno standard per il web.
Il progetto si chiama WebRTC ovvero real time communication via web. Esiste già un’app di esempio. La tecnologia usata sfrutta javascript e html 5.
Il progetto è già stato collegato a Chromium, segno che a breve dovrebbe arrivare in Chrome, andando di fatto a sostituire il plugin di Gmail Gtalk con un software open source che utilizza solo codec open source.
Se il progetto davvero prendesse piede, Microsoft si potrebbe ritrovare ad aver buttato via la bellezza di 8.5 milioni di euromiliardi di dollari (scusate la distrazione, ndr). Quelli investiti nell’acquisto di Skype. Se Redmond piange, l’altra metà del mondo ride ;)
È la domanda che si è posto Sebastian Anthony di ExtremeTech in un intervento molto particolareggiato. Se Windows 8 di Microsoft avrà un’interfaccia simile a Windows Phone e Chrome OS di Google avesse successo, all’appello mancherebbe giusto Mozilla. Un Firefox OS potrebbe competere col mercato emergente in cui entrerà HP con webOS.
Mozilla ha già tutti gli elementi necessari a realizzare un Firefox OS: i progetti di Mozilla Labs includono un editor collaborativo (Skywriter), un prototipo per realizzare app store e addirittura un emulatore del terminale. Se a questi vi aggiungiamo anche Thunderbird come client per la posta elettronica, le premesse non mancano.
Qualche giorno fa abbiamo parlato di Webian Shell, un progetto basato su Chromeless che è “sponsorizzato” da Mozilla, benché non rientri nei prodotti ufficiali. Ironia della sorte? Firefox OS potrebbe sfruttare i sorgenti di Chromium OS per essere completo. Molto difficile, però, che Mozilla abbia davvero intenzione di realizzarlo.
Via | OStatic
PDF.js è il prototipo di una futura estensione, realizzata dagli sviluppatori di Mozilla, per Firefox. L’intento è quello di fornire la visualizzazione dei documenti in PDF con HTML5 e JavaScript escludendo la necessità di un ricorso al Reader di Adobe. L’add-on servirà soltanto per visualizzare i file: non avrà funzioni di editing.
Quella che sembra una funzionalità piuttosto “banale” in realtà è abbastanza complessa sul piano della realizzazione. Gli sviluppatori hanno a disposizione tutti gli strumenti per creare PDF.js 1.0, tuttavia gli aspetti da considerare sono diversi. Si partirà con Gecko e Pdftk per rendere SVG e caratteri del tipo Type 1 su Firefox.
È già disponibile una demo di PDF.js sui server di Mozilla: il reader è in uno stato embrionale, benché testi e immagini siano già abbastanza nitidi. Manca ancora la possibilità di “zoomare” i contenuti. PDF.js guarda anche all’accessibilità. Considerando la scelta di Adobe su AIR l’iniziativa di Mozilla ha una maggiore importanza.
Via | Andreas Gal
Mozilla ha avviato un nuovo progetto in crowdsourcing per costruire il futuro del web: non si tratta di WebGL, tuttavia Mark Up è sempre un’iniziativa legata alla tridimensionalità. Il codice in sé deriva dal Graffiti Markup Language (GML) di Evan Roth, The Barbarian Group e ha la benedizione di Lawrence Lessig con Creative Commons.
Mark Up è caratterizzato da una certa facilità d’utilizzo, eppure si basa su tecnologie complesse: partendo dal framework di Django sfrutta JavaScript e XML. Mozilla ha costruito un sito su cui provarne le funzionalità, giocando sul significato di markup. Chiunque può “marcare” il muro col mouse e ottenere il codice corrispondente.
Il tratto disegnato col mouse risulta in un’immagine vettoriale nel formato SVG. Le linee cambiano forma a seconda della pressione esercitata: questa equivale al tempo di permanenza in uno stesso punto. L’ambiente si compila in Python. La licenza di rilascio per Mark Up è triplice. Sono state utilizzate MPL 1.1, GPL 2.0 e LGPL 2.1.
Via | OStatic
Privacy Dashboard è un’estensione di Firefox per aumentare il controllo delle informazioni trasmesse ai siti web. Attraverso il progetto PrimeLife, un consorzio europeo per la privacy in rete di cui fa parte anche l’Università degli Studi di Milano, è diventata una soluzione open source del W3C ed è alla ricerca di nuovi contributi.
L’utilizzo dell’estensione ha permesso al W3C di raccogliere i dati dei mille siti web più frequentati, a partire dal gennaio del 2001. Privacy Dashboard segnala i siti considerati sicuri per la trasmissione delle informazioni personali, quanti dichiarano l’intento della raccolta e quelli che invece condividono i dati collezionati.
L’estensione risponde ai criteri di controllo della privacy definiti dal primo report di PrimeLife risalente al mese di febbraio. Trattandosi di un progetto open source, Privacy Dashboard può essere migliorata e portata su piattaforme diverse da Firefox. Il codice sorgente è ovviamente disponibile per il download, dal sito del W3C.
Via | W3C
Webian Shell è un progetto, presentato la scorsa settimana, di browser a tutto schermo in assenza del desktop. Per le sue caratteristiche è stato paragonato a Chrome OS: a differenza del sistema operativo di Google, si basa su Firefox ed è sponsorizzato ufficialmente da Mozilla Labs. Può funzionare sia con Linux, sia OS X e Windows.
Per quanto riguarda il codice, Webian Shell è stato realizzato con Chromeless: si tratta di un “ibrido” tra Prism e l’abbandonato embedding di Gecko per esportare le funzioni del browser dalla comune interfaccia di Firefox. La versione per Linux è disponibile anche a 64-bit mentre i binari per OS X e Windows sono soltanto a 32-bit.
L’intento di Webian Shell è quello d’elevare il progetto Open Web Apps di Mozilla per ottenere qualcosa di molto simile a un sistema operativo sul browser. Presto si potranno installare le applicazioni del web store di Firefox. Sono previsti on-screen keyboard su dispositivi multi-touch, controllo dell’hardware e sessioni multiple.
Via | OStatic
Firefox ha deciso di adottare un sistema di sviluppo simile a quello di Google Chrome e così fra circa un mese dovrebbe arrivare Firefox 5, mentre è già disponibile la prima beta.
La nuova versione introduce il supporto per le animazioni CSS che altri browser come Safari già offrono ai loro utenti da qualche tempo. Si amplia così il supporto per questa caratteristica che probabilmente diventerà molto importanti per il web del prossimo futuro.
La beta di Firefox 5 per Android è il primo browser da cellulare in grado di inviare il Do-Not-Track (DNT) header. Nella versione desktop, invece, l’abilitazione di questa funzionalità è stata spostata all’interno della scheda Privacy nelle preferenze di configurazione. Per maggiori informazioni potete consultare le note di rilascio.
Via | Mozilla