Poco più di tre mesi dal rilascio della versione 0.14 ed ecco già arrivare Btrfs 0.16. Maggiori performance, migliorata scalabilità, un nuovo formato disco, supporto alle Access Control List (ACL) e una maturità che si avvicina sempre più (il rilascio della versione 1.0 è previsto entro la fine dell’anno) rendono questo progetto sempre più interessante, tanto che lo stesso Theodore Ts’o non ha mancato di apprezzarne la qualità.
Grazie a Btrfs, Tux3 e, in minor parte ext4, sembra che Linux possa dunque compiere passi in avanti nel campo dei filesystem anche senza ZFS. Voi cosa ne pensate?
via | KernelTrap
Daniel Phillips ha annunciato il prototipo di un nuovo filesystem per Linux chiamato Tux3. Nato con il triplice obiettivo di essere un banco di prova per le idee del suo creatore, offrire un filesystem più efficiente per il progetto Zumastor ed essere migliore di ZFS, Tux3 potrebbe portare quella ventata di novità che tutti si aspettavano da Reiser4 e, successivamente, dal già citato ZFS.
Tra le sue caratteristiche principali vale la pena citare il versioning dei dati (a livello di file, directory o di intero filesystem) implementato, però, in maniera più efficiente rispetto a ZFS o Btrfs: questa funzionalità potrebbe in futuro rendere estremamente semplice l’integrazione nei desktop environment di strumenti analoghi a Time Machine di Apple o, sul versante server, di soluzioni di backup più efficaci.
Per informazioni più dettagliate sulle caratteristiche tecniche di Tux3 vi rimano all’annuncio ufficiale sulla Linux Kernel Mailing List.
via | OSNews.com
Siamo abituati a vedere i livecd Linux come gli strumenti definitivi per il recupero di dati da PC (soprattutto con Windows) che non vogliono avviarsi, ma cosa fare quando è Linux a non voler leggere i dati presenti in un filesystem? Se i vari mount, e2fsck e soci non riescono a risolvere il problema e si ha a disposizione un’installazione di Windows, è possibile tentare un’ultima strada prima di gettare la spugna.
Linux Reader è uno programma per Windows che consente di accedere (in sola lettura) a partizioni Ext2/Ext3 anche quando queste non sono leggibili da Linux, rendendo estremamente semplice il recupero dei file presenti nel filesystem. Il programma è anche in grado di creare immagini di intere partizioni e, pur non essendo software libero, rappresenta sicuramente uno di quei tool da tenere nella propria “cassetta degli attrezzi”, soprattutto se si lavora con entrambe le piattaforme.
via | TechRepubblic
Prosegue lo sviluppo di Btrfs, un filesystem Linux di tipo copy on write di cui abbiamo parlato in passato in occasione della sua prima apparizione mediatica; sviluppato da Oracle e rilasciato con licenza GPL, Btrfs si propone come futuro rimpiazzo di Ext3/Ext4 grazie alle caratteristiche (anche avanzate) che lo contraddistinguono: checksum su dati e metadati, gestione efficiente di piccoli file, resistenza agli errori e semplicità di gestione/manutenzione sono solo alcuni dei suoi pregi.
Nell’ultimo anno si è fatto un gran parlare del più recente file system sviluppato in Sun, lo Zettabyte File System, meglio conosciuto come ZFS dagli appassionati e da tutto il mondo informatico.
Ho recentemente scoperto una lunga serie di video tutorial “made in Sun” dove Bill Moore, il progettista capo del progetto ZFS, spiega le caratteristiche e le scelte progettuali fatte durante la sua realizzazione: buona visione.
ps = i video necessitano di Real Player per la visione.
Ricordate il filesystem sviluppato in seno al progetto DragonFlyBSD di cui abbiamo già parlato in passato? Il suo creatore, Matthew Dillon, ha fatto sapere che i lavori per la sua realizzazione procedono bene e che, nonostante i numerosi “pezzi” mancanti, il filesystem comincia a funzionare; al momento Dillon si sta occupando della creazione delle utility in userspace per la gestione del filesystem e, anche a causa della loro mancanza, l’utilizzo di HAMMER in ambienti di produzione è praticamente impossibile.
L’obiettivo degli sviluppatori è portare HAMMER in uno stato di beta in concomitanza con il rilascio di DragonFlyBSD 2.0, previsto per la fine del mese.
via | KernelTrap
Completa interoperabilità con Windows grazie a un’implementazione in kernel space del Common Internet File System (CIFS) anche noto come SMB cioè il protocollo usato da Microsoft per la condivisione di documenti nei propri sistemi.
Questo l’ambizioso obiettivo che si sono posti gli ingegneri Sun con il progetto CIFS Server.
Come spiegato dallo sviluppatore Alan Wright, il lavoro di implementazione ha riguardato il kernel Solaris ma anche i filesystem NFS e ZFS e le utility in user space, pesantemente modificate per consentire aderenza totale al protocollo CIFS e ai servizi MSRPC di Windows.
Continua a leggere: CIFS server, l'interoperabilità con Windows secondo Sun
Sul blog di Alexander Larsson si possono leggere qualche news riguardo al progetto di rimuovere le vecchie dipendenze di Gnome-VFS da Nautilus per renderlo un sistema più leggero e potente.
Uno degli ultimi post ha catturato la mia attenzione, grazie soprattutto allo screencast allegato. Alexander, non ha solo ridotto notevolmente le chiamate alle librerie di Gnome-VFS ma, ha anche fatto in modo che adesso aprendo uno share remoto (samba, ftp, ssh) quest’ultimo venga montato direttamente tramite un fuse-system rendendo di immediata accessibilità i file remoti anche da applicazioni non Gnome.
Questo farà la felicità di tutti quei sistemisti che devono poter lavorare su file remoti e che dovevano fare stupide operazioni di spostamento degli stessi tra la propria macchina ed il server per poterli salvare.
Viste le cattive acque in cui GParted LiveCD naviga da qualche mese a questa parte siete alla ricerca di una valida alternativa che lo possa rimpiazzare? Parted Magic è sicuramente quello che state cercando: kernel recente ( Linux-2.6.23 ) e tutti i software che possono tornare utili per la manipolazione di dischi o partizioni, incluso il recupero di dati. I filesystem supportati dalla versione di Gparted inclusa sono NTFS, ReiserFS, Ext2, Ext3, XFS, JFS e, grazie ad un hack dello sviluppatore, anche HFS+. La versione 1.9 segna inoltre l’ingresso di PhotoRec.
Versioni differenti di Parted Magic ( classic, USB e PXE ) sono disponibili nell’apposita pagina di download sul sito del progetto.
[ via DistroWatch ]
Perchè effettuare un porting di ZFS quando si può riscrivere da zero un filesystem che sia uguale o addirittura migliore? La domanda è balenata nella mente di Matthew Dillon, creatore e principale sviluppatore di DragonFly BSD (derivato di FreeBSD), che “insoddisfatto” del filesystem di Sun ha deciso di rimboccarsi le maniche e intraprendere una nuova avventura: Hammer.
Quest’ultimo è il nome scelto per il filesystem ancora in fase embrionale che se tutto andrà per il verso giusto vedremo in una prima versione beta per la fine dell’anno.
Il fiore all’occhiello di Hammer saranno le funzionalità di mirroring che permetteranno la creazione di più copie del filesystem su macchine diverse rendendo il filesystem un’ottima scelta per un cluster.
Altre feature includono la possibilità di fare delle snapshot e l’autoriparazione e recupero automatico di dati. Caratteristiche che sulla carta dovrebbero appartenere anche a Btrfs, altro rivale di ZFS svilupato da Oracle.
Per maggiori dettagli tecnici su Hammer rimando al Filesystem Design Document elaborato da Dillon.
[Via | KernelTrap]

Aggiornamento per Ghost for Linux (g4l), un utilissimo clone libero di Norton Ghost.
La versione 0.23 include ntfs-3g, permettendo dunque di poter salvare backup di hard disk e partizioni anche su filesystem NTFS.
Inoltre è ora possibile trasferire i file della LiveCD su una pendrive USB bootable per poter avviare anche da questo tipo di dispositivi.
Maggiori dettagli sono disponibili sulla release sono disponibili su Freshmeat non esistendo di fatto un sito del progetto.
Download: Ghost for Linux 0.23

Siete dei guru della linea di comando? Allora evitate tranquillamente la lettura di questo post.
Per gli estimatori di un’interfaccia grafica user-friendly ecco invece la segnalazione di un’utility da provare: linHDD.
Si tratta di un frontend a utility come hdparm, cfdisk, df, e mkfs che permette una gestione immediata di partizioni e hard disk su Linux.
linHDD consente agevolmente di formattare utilizzando i filesystem ext2, ext3, reiserfs, xfs, jfs; offre una diagnostica delle performance del disco (grazie a hdparm) ed è in grado di visualizzare lo spazio occupato/libero.
L’ultima versione rilasciata, 0.4, aggiunge il supporto a dischi SATA e la possibilità di formattare anche dispositivi di storage USB.
Disponibile sotto forma di sorgenti o in formato tgz per Slackware.
[Via | Freshmeat]