
Valerie Aurora ha realizzato un interessante articolo dedicato alle similitudini fra SSD e LFS, Log-structured file system.
Questi ultimi sono un’evoluzione rispetto al concetto di logging, o journaling, file system. Anziché utilizzare un log all’interno del file system per le operazioni e quindi duplicare ogni modifica, l’intera partizione viene considerata un enorme log. Le modifiche vengono semplicemente scritte alla fine del log.
Con l’arrivo dei dischi a stato solido le caratteristiche dei Log-structured file system sono ancora più importanti perché si basano sul concetto che le letture siano rapide e le scritture lente. Le scritture nei dischi SSD, infatti, avvengono per grossi blocchi di dati contigui a prescindere dalla dimensioni dei dati.
Continua a leggere: Log-structured file system, uno in ogni SSD
Con l’arrivo della serie 2.6 del kernel nacque anche udev da allora avrebbe gestito la creazione dinamica delle periferiche in /dev andando a prendere il posto del vetusto, criticato ed afflitto da problemi devfs.
Linus ha deciso di includere devtmpfs all’interno del kernel 2.6.32, una decisione che suscitato qualche polemica. Il nuovo filesystem è stato salutato da molti in maniera ironica e dispregiativa devfs2.
Si tratta di un filesystem virtuale in cui creare tutti i device presenti sul computer fin dalle primissime fasi di boot e che dopo verrà montato come /dev. I vantaggi sono la maggior velocità rispetto all’uso di udev ed alla semplificazione della gestione.

Abbiamo già parlato di Btrfs, ma per questa volta vogliamo approfondire l’implementazione di questo filesystem.
Valerie Aurora ha scritto un lungo articolo in cui racconta la storia di questo filesystem, come funziona e soprattutto le differenze con il filesystem ZFS di Sun. Rispetto a quest’ultimo sono evidenziati i punti che lo rendono, anche tecnicamente, un filesystem migliore.
Valerie si è persino lanciata in una previsione. Secondo lei entro due anni btrfs sarà il filesystem predefinito per ogni nuova installazione. Speriamo che abbia ragione, ma se avete creato una partizione btrfs con un kernel 2.6.30 o precedente nel 2.6.31 c’è stata una modifica al formato su disco.
Via | LWN
Continua a leggere: Btrfs, storia di un filesystem ed il suo futuro
Jeff Layton ha intervistato Valerie Aurora che lavora nel settore dei filesystem di Linux dal ChunkFS e Union file system fino al btrfs.
L’intervista parla di come funzionano filesystem come zfs e btrfs e di come quest’ultimo sia stato progettato per essere in grado di raccogliere tutte le sfide che si potranno presentare per i prossimi anni.
Nella seconda parte dell’intervista, invece, si parla di dei problemi e vantaggi che l’unione di diversi namespace, in questo caso filesystem, può portare.
Via | LinuxMag
Continua a leggere: Intervista a Valerie Aurora sui filesystem

Nelle ultime versioni di linux abbiamo visto arrivare molti nuovi filesystem come ad esempi ext4, btrfs, nilfs2, exofs.
Phoronix ha pubblicato un articolo mettendo alla prova ext4, btrfs, nilfs2 e confrontandoli con ext3 ed xfs utilizzando un kernel 2.6.30. La prova che potete anche replicare voi utilizzando i phoronix test suite ha visto prevalere in quasi tutte le prove Ext4.
Va ricordato che Ext4 è un miglioramento dell’attuale Ext3, mentre Btrfs e Nilfs2 partono da idee diverse ed il loro formato sul disco può ancora cambiare. Probabilmente con il rilascio dei prossimi kernel vedremo le loro prestazioni migliorare.
Via | Phoronix

POHMELFS, l’acronimo di Parallel Optimized Host Message Exchange Layered File System, è un filesystem di rete parallelo dalle elevate prestazioni.
Nato poco più di un anno fa grazie a Evgeniy Polyakov, è in grado di bilanciare le letture e le scritture da più server simultaneamente. Lo scopo principale è creare un filesystem scalabile e veloce con una cache writeback locale per dati e metadati.
Grazie alla sua architettura distribuita consente di realizzare sistemi fault-tolerant ed anche realizzare soluzioni per il backup distribuito. POHMELFS è in grado di criptare ed effettuare il checksumming dei dati in transito.
Continua a leggere: POHMELFS, Parallel Optimized Host Message Exchange Layered File System

NILFS2 è un file system log-structured (LFS) con funzionalità di snapshot continui e versioning.
Gli utenti potranno persino ripristinare file cancellati per errore o sovrascritti pochi secondi prima. Grazie alle doti di consistenza tipiche di LFS il recupero dopo un crash del sistema è molto rapido.
In pratica il file system crea un checkpoint ad intervalli regolari o ad ogni operazione di scrittura sincrona. Grazie ai programmi userland nilfs-utils è possibile trasformare ogni checkpoint in uno shapshot, per ora in sola lettura, ovvero in un’istantanea del filesystem in quel determinato istante.
La modalità “Delayed Allocation” del nuovo filesystem Ext4 potrebbe causare perdite di dati soprattutto a danno di files di configurazione e addirittura di files di database.
E’ quanto viene segnalato in un bugreport per la prossima release di Ubuntu (la 9.04 Jaunty Jackalope). Secondo il report, se avviene un crash ad esempio durante il caricamento dei files di configurazione di Kde4, al successivo riavvio si potrebbe avere la perdita di grosse parti di files di configurazione; l’utente autore della segnalazione segnala anche perdite di dati per i files di Database.
Secondo Theodore Ts’o, principale sviluppatore di Ext4, il problema è dovuto appunto alla modalità “Delayed Allocation”, e il problema è evidente soprattutto quando vengono gestite grandi quantità di files di piccole dimensioni, come accade ad esempio per l’ambente Kde4 o Gnome in fase di caricamento dei files di configurazione.
Lo sviluppatore ha dichiarato che il problema affligge anche altri filesystem come XFS, e Brtfs e ha inoltre assicurato che le patch al problema verranno inserite nel kernel 2.6.30.
Via | TuxJournal
La nuova release di PartedMagic, la 3.5 rilasciata ieri, supporta pienamente Ext4. Basata sulla versione 2.6.28.2 del kernel Linux, e su una versione SVN di gparted, è in grado di consentire all’utente il pieno controllo della partizioni formattate con questo nuovo filesystem.
Gli aggiornamenti di PartedMagic rispetto alla versione precedente includono anche nuove versioni dei programmi per la gestione di ReiserFs e NTFS, oltre che una migliorata gestione del wireless.
Via | Partedmagic.com
Linus Torvalds ha integrato nel ramo principale di Linux una collezione di patch per Ext4 tra le quali ne figura una che cambia l’identificativo del filesystem da “ext4dev” a “ext4″: questo significa che con la prossima versione del kernel (la 2.6.28) il successore di Ext3 lascerà finalmente la sua fase di “puro” sviluppo. Ext4 è presente in Linux sin dalla versione 2.6.19, anche se come componente sperimentale.
Questo passaggio non conclude il processo evolutivo di Ext4 ed è previsto che gli sviluppatori ne continuino costantemente lo sviluppo in maniera analoga a quanto già avvenuto con Ext3, aggiungendo le funzionalità necessarie e non limitandosi alla sola correzione dei bug.
Chi volesse passare sin da ora ad Ext4 tenga presente che la struttura del filesystem è ormai definitiva (i backup e le formattazioni necessarie durante il suo sviluppo sono ormai un ricordo) ma che, al momento, è necessario disporre di una partizione di boot contenente uno dei filesystem”tradizionali” perché bootloader come Grub non sono ancora in grado di caricare il kernel da una partizione Ext4.
Continua a leggere: Ext4 sarà ufficialmente disponibile in Linux 2.6.28

Tempo di Linux Foundation End User Collaboration Summit, tempo di novità sul fronte dei filesystem per il pinguino. Durante il recente evento organizzato dalla Linux Foundation, Ted Tso ha infatti offerto una panoramica sui due filesystem che, con molta probabilità, troveranno spazio sui nostri sistemi entro i prossimi anni: Ext4 e Btrfs.
Il primo, come già sappiamo, è basato sullo stesso codice di Ext3, è retrocompatibile, risulta più scalabile ed offre migliori performance ma il suo design soffre di limitazioni difficili da superare senza rompere la compatibilità con le versioni precedenti. Btrfs, dopo essere nato in seno ad Oracle, è ora un progetto portato avanti anche da Red Hat, HP ed IBM e sarà in grado di fornire tutto quello che non può implementato in Ext4.
Seguendo i trend dei filesystem più recenti, Btrfs offrirà (una volta completo) supporto a funzionalità come storage pool, snapshot ricorsivi accessibili in scrittura (writeable recursive snapshots), controllo e recupero veloce dei file in caso di danneggiamento del filesystem, semplicità di gestione anche in presenza di numerosi dischi e backup incrementali (a livello di filesystem).
Continua a leggere: Ext4 e Brtfs sono i filesystem del futuro (di Linux)
Una recente discussione su Slashdot ha riaperto l’eterna discussione sul miglior filesystem attualmente disponibile per Linux. Il tutto è partito da un utente che si domandava se, tenendo conto della situazione di Reiser, avesse ancora senso usare ReiserFS o se fosse più lungimirante cominciare a valutare alternative.
Di quale filesystem vi fidate? A quale non affidereste mai i vostri dati? Per quanto mi riguarda non ho mai avuto problemi con Ext3 mentre sia ReiserFS che XFS mi hanno riservato, in più di un’occasione, brutte sorprese. Fateci sapere la vostra opinione.