Linus Torvalds ha comunicato il rilascio di Linux 3.2, ennesimo aggiornamento del kernel. Chi avesse già provato l’ultima release candidate non troverà grandi stravolgimenti. Le novità rispetto alla versione 3.1, invece, riguardano un po’ tutti gli aspetti del kernel: la crittografia, i driver, i file system e la virtualizzazione.
Procedendo in ordine alfabetico, quanto alla crittografia le novità interessano soprattutto chi possiede un processore che implementa le estensioni SSSE3. Sia SHA1, sia Twofish le supportano. Blowfish ha ottenuto l’architettura a 64-bit. È stata aggiunta un’Application Programming Interface (API) per la configurazione in userspace.
Riguardo ai driver, Linux 3.2 aggiunge il supporto all’architettura Hexagon di Qualcomm. Una serie di novità riguarda il Direct Rendering Manager (DRM) di AMD/ATI, Intel ed nVidia: purtroppo, il fix per l’Active State Power Management (ASPM) dovrà attendere il prossimo rilascio. Trovate una lista completa con Linux Kernel Newbies.
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Fedora 15 Beta, con il passaggio a systemd, ha rimosso il servizio netfs di Upstart dall’init di sistema. Ciò significa che la distribuzione attende il montaggio dei file system remoti presenti in /etc/fstab durante il processo d’avvio: Fedora 14 permette di disabilitare questo servizio e saltare la procedura per un boot più rapido.
Qualora tra le opzioni del file system sia specificato noauto, systemd non proverà a montarlo in avvio: si potrà montare in seguito manualmente. Una caratteristica comune a molti file system, di norma sfruttata per chi usa una partizione di /boot separata (smontata in automatico dopo l’init di sistema). Esiste un’altra possibilità.
Aggiungendo l’opzione comment=systemd.automount a noauto, systemd monterà il file system di rete al primo tentativo di accesso. Automaticamente. Una funzionalità che non “pesa” sui tempi d’avvio del sistema e facilita il montaggio dei file system remoti. Motivo in più perché Ubuntu possa decidere di passare al più presto a systemd.
Via | Adam Williamson
Le ultime settimane hanno focalizzato l’attenzione degli sviluppatori sull’annosa questione dei gestori di pacchetti. Per quanto riguarda Linux, il vertice di Bretzn (promosso da Novell e OpenSUSE) ha riportato in auge la necessità di un formato comune a tutte le distribuzioni. Red Hat Package Manager – ora, soltanto RPM Package Manager – ha fallito l’obiettivo con l’emergere di DEB e la fortuna di Debian e Ubuntu. Il modello degli App Store in stile-Apple ha contagiato un po’ tutto il mondo open source: Canonical e il Software Center di Ubuntu lo hanno già dimostrato.
Il futuro dei pacchetti d’installazione per Linux è tutt’altro che definito, benché AppStream (come fontend) e Xapian (come server d’indicizzazione e ricerca) siano proposte molto valide. Il problema, però, non coinvolge soltanto i sistemi operativi UNIX-based — oltre a Linux, IllumOS dovrà affrontare lo stesso argomento sui pacchetti JAR. Tant’è che Haiku, il successore di BeOS, si prepara a ultimare la propria soluzione. Se per Linux si tratta di combattere la “frammentazione” di YaST, YUM, APT, ecc. quella di Haiku è una novità assoluta e richiederà ancora del tempo.
Se vogliamo, all’appello manca soltanto Windows: la formula d’installazione delle applicazioni per il sistema operativo di Microsoft ha un mercato a sé. Esistono dei programmi simili a PackageKit, realizzati da sviluppatori indipendenti, per il software libero su Windows… che, però, non hanno mai attratto l’attenzione dell’azienda. E le statistiche d’uso degli utenti danno ragione a Microsoft. Ciò nonostante, Haiku ci crede.
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Gli appassionati di musica dovrebbero apprezzarlo: id3fs è un File System in Userspace (FUSE) realizzato in Perl che permette di montare l’archivio delle tracce musicali suddiviso per etichette ID3v1 e ID3v2, lo standard per l’attribuzione di artisti, album e via dicendo. Per le sue caratteristiche, id3fs è installabile su tutti i sistemi operativi che supportano FUSE. Le dipendenze d’utilizzo sono tutte legate a Perl e SQLite.
È molto probabile che abbiate già organizzato i file musicali per genere, autore, ecc. e quindi è giusto specificare quali sono gli use case per id3fs. Il file system presuppone che le tracce siano dotate dei tag corretti, altrimenti il risultato potrebbe essere ancora più confusionario dei percorsi tradizionali: un lavoro che può richiedere diverse ore, se non siete abituati a farlo. Premesso ciò, sono disponibili query particolari.
La struttura delle cartelle di id3fs rispecchia esattamente quella di un database SQL: l’organizzazione dei file (sono supportati OGG, FLAC ed MP3) avviene per inclusione e/o esclusione. Ad esempio, potete scegliere le tracce incise nel 2010 che non appartengono alla musica indie. Benché curiosa, oggettivamente è una soluzione che può risultare più difficile che utile. Si adatta piuttosto a persone molto esigenti e pignole.
Via | WebUpd8

Valerie Aurora ha realizzato un interessante articolo dedicato alle similitudini fra SSD e LFS, Log-structured file system.
Questi ultimi sono un’evoluzione rispetto al concetto di logging, o journaling, file system. Anziché utilizzare un log all’interno del file system per le operazioni e quindi duplicare ogni modifica, l’intera partizione viene considerata un enorme log. Le modifiche vengono semplicemente scritte alla fine del log.
Con l’arrivo dei dischi a stato solido le caratteristiche dei Log-structured file system sono ancora più importanti perché si basano sul concetto che le letture siano rapide e le scritture lente. Le scritture nei dischi SSD, infatti, avvengono per grossi blocchi di dati contigui a prescindere dalla dimensioni dei dati.
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Negli ultimi due anni il numero di progetti che portano avanti nuovi file system sono aumentati. Ext4, Nilfs, Exofs, Tux3, solo per citarne alcuni.
Uno di questi gruppi ha portato alla luce Btrfs, da leggersi come butter-fs, che si pone come antagonista a Zfs. Sono in molti a credere che Btrfs rappresenti il futuro di linux e dal 2.6.29 è incluso all’interno del kernel. Le caratteristiche principali sono:
Exofs è, con Nilfs, il secondo nuovo file system introdotto con il kernel 2.6.30-rc1.
La peculiarità di Exofs è la possibilità di interagire con storage che supportano OSD, Object Storage Device, uno standard che sposta la gestione a basso livello dello spazio all’interno della periferica vera e propria semplificando l’interazione in storage network.
Il protocollo OSD è utilizzato all’interno di SCSI grazie al nuovo set di comandi aggiunti a quest’ultimo. Il sistema operativo lavorerà quindi con un identificatore dell’oggetto che consentirà di accedere ai metadati ed al file vero e proprio.
Continua a leggere: Exofs, un filesystem per storage evoluti

Il Frugalware Developer Team ha da un paio di giorni annunciato la disponibilità della versione 1.0 di Frugalware Linux. Si tratta della decima versione stabile del sistema operativo in questione che, a discapito di quello che potrebbe sembrare un numero di versione significativo, si presenta al pubblico senza rivoluzioni ma semplicemente aggiornato e rafforzato.
Le caratteristiche principali, come spesso capita, sono esattamente speculari a quanto già visto nelle Release Candidate; in questo caso la versione che è passata allo stato Final è la RC2. Vediamo insieme le maggiori novità rispetto alla 0.9:
Hans Reiser, padre del famoso ed innovativo file system ReiserFS, è stato ieri condannato in primo grado con l’accusa di omicidio nei confronti della 31enne scomparsa moglie Nina.
La sparizione di quest’ultima risale ormai a più di un anno fa e da allora sono state tantissime le piste passate al vaglio dagli investigatori. Gli avvocati del noto programmatore hanno intrapreso una linea difensiva incentrata sul fatto che la moglie di Reiser possa essere scappata nella sua nativa Russia, dove tuttora alloggerebbe con i suoi due figli; la tesi non ha però convinto la giuria, soprattutto perchè l’accusa ha presentato una ricostruzione dei fatti alquanto verosimile.
Nonostante questo importante scossone, i file system ReiserFS e Raiser4 continueranno il loro normale processo di sviluppo e la Namesys, società creata dallo stesso Hans, non verrà venduta.
Via | CNN.com