Con la versione di Fedora 12 è arrivata anche la possibilità, inizialmente non documentata, di installare software senza la richiesta di una password.
La possibilità è limitata agli utenti fisicamente davanti alla macchina e solo per installazione da repository firmati. Per cambiare quest’impostazione è necessario lanciare:
pklalockdown --lockdown org.freedesktop.packagekit.package-install
Comando destinato ad essere rimosso nelle prossime versioni di PolicyKit. Nella segnalazione del bug si è svolta un vero e proprio flame con disquisizioni su cosa fosse più o meno sicuro.
Ieri abbiamo annunciato il rilascio definitivo di Fedora 12, la distribuzione della community di Red Hat: come già visto, è stato confermato – tra le nuove feature introdotte – il supporto aggiunto dalla beta all’accelerazione 3D per schede video ATI Radeon HD.
Se da un lato Fedora 12 si distingue per le soluzioni innovative che propone (come il plugin per YUM Presto abilitato in default), dall’altro si è scelto di mantenere la stabilità sul bootloader – l’installazione predefinita utilizza ancora GRUB alla versione 0.97 – che accetta il parametro deprecato vga= per il framebuffer in assenza di KMS.
Fedora 12 contiene Firefox aggiornato alla 3.5.5 e scegliendo GNOME come desktop environment è possibile notare (allo stesso modo di Karmic Koala) sia Empathy 2.28.1 che AbiWord di default: anche gli utenti Red Hat seguono la scelta di mantenere opzionale l’installazione di Pidgin e OpenOffice.org — almeno effettuando il setup dal LiveCD dedicato.
A pochi giorni dal rilascio di Fedora 11, segnaliamo agli affezionati di questa distribuzione le 5 alternative tra cui verrà scelto il nome in codice di Fedora 12:
Ciascuno di questi nomi ha una connessione logica con il codename “Leonidas” di Fedora 11, spiegata nella lista completa dei suggerimenti pubblicata sul wiki di Fedora.