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Tutti gli articoli con tag facebook

Facebook ha introdotto una Virtual Machine dedicata a HipHop for PHP

pubblicato da Federico Moretti

HipHop for PHPHipHop for PHP, il progetto di Facebook per incrementare le performance del linguaggio, ha raggiunto un livello superiore. Al posto dell’interprete implementato inizialmente, gli sviluppatori hanno realizzato una Virtual Machine: così facendo, l’esecuzione del codice richiede fino al 60% in meno — rispetto al meccanismo precedente.

Tra le piattaforme che hanno scelto d’adottare HipHop for PHP, oltre al social network di Mark Zuckerberg, spiccano Drupal, MediaWiki e WordPress. HipHop VM è ancora un esperimento, però – grazie alla natura open source del progetto – dovrebbe essere utilizzabile a breve. La soluzione di Facebook, in sostanza, traduce il PHP in C++.

Concepita per migliorare le prestazioni dei servizi web chiamati a gestire enormi volumi di dati, HipHop for PHP potrebbe essere una risorsa strategica per i provider su hosting con PHP e MySQL. Quest’ultimo è oggetto di un’altra soluzione di Facebook. Gli sviluppatori otterrebbero la compilazione Just In Time (JIT) senza problemi.

Via | GigaOM

EMeSeNe introduce la possibilità di “connettersi” coi social network

pubblicato da Federico Moretti

EMeSeNeEMeSeNe, la popolare alternativa open source a Windows Live Messenger, ha in progetto d’estendersi maggiormente sui social network. Andrea Stagi ha pubblicato un resoconto del proprio lavoro, illustrando le opportunità di EMeSeNe nel dialogo con le Application Programming Interface (API) di piattaforme come Facebook oppure Google+.

In particolare, Stagi è al lavoro sul recupero dei messaggi privati di Facebook con EMeSeNe: l’applicazione permette già d’utilizzare la chat del social network o GTalk grazie al plugin per il protocollo XMPP. Le novità riguardano altri aspetti della comunicazione, dall’invio di posta elettronica all’impostazione delle foto–profilo.

Quanto ha realizzato Stagi con Facebook può essere predisposto anche per Google+ o altri social network. Non si tratta di creare delle estensioni, bensì di ristrutturare EMeSeNe in una nuova direzione: gli sviluppatori interessati a collaborare sul progetto in Python sono i benvenuti. Diventerà un’applicazione più simile a Gwibber?

Via | EMeSeNe

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Facebook per gli analisti è prossimo all'assorbimento di webOS da HP

pubblicato da Federico Moretti

HP webOS

Facebook sarebbe sul punto d’acquistare webOS da HP, per utilizzare il sistema operativo nella produzione di smartphone. Queste, almeno, sono le indiscrezioni degli analisti: la stessa ipotesi era stata avanzata quando Palm era stata messa in vendita per fronteggiare il fallimento. La conseguenza era stata l’acquisto da parte di HP.

Prima di citare Facebook, i bene informati avevano dato per scontato l’assorbimento di webOS da Samsung, alla quale è stato associato anche MeeGo. La società ha smentito entrambe le ipotesi. Come, del resto, Facebook ha smentito a più riprese d’essere in trattativa per la produzione di smartphone (con un proprio sistema operativo).

A ribadire con forza l’opportunità che Facebook acquisti webOS è stato Peter Misek, un’analista di Jefferies: la teoria di Misek è coerente, tuttavia pecca d’eccessivo “positivismo” imprenditoriale. Perché lanciarsi nella produzione di smartphone non è un’impresa così semplice e i fallimenti di Palm e HP sono degli esempi lampanti.

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Facebook pensa al futuro dei giochi sui dispositivi mobili in BoltJS

pubblicato da Federico Moretti

BoltJSBoltJS è la soluzione di Facebook per portare i giochi sul telefono: un framework basato su Javelin e Node.js. Facebook è una piattaforma pervasiva, capace di surclassare i competitori in quasi tutti gli ambiti: tuttavia, il settore mobile è in crisi e la principale attrattiva del social network non è raggiungibile dagli smartphone.

Javelin è una libreria sviluppata/attiva su Facebook Mobile e Phabricator. È ospitata su GitHub: il codice sorgente può essere riutilizzato e ridistribuito entro certi limiti, ma non adotta propriamente una licenza open source. BoltJS dovrebbe seguire la stessa falsariga: al momento, infatti, non è stata specificata alcuna licenza.

Facebook lavora a BoltJS per portare le applicazioni e soprattutto i giochi sul browser degli smartphone: a questo proposito, l’integrazione è prevista soltanto con WebKit. Il motivo è semplice: l’engine funziona sia su Android, sia su iOS. BoltJS non è ancora in uso e non è detto che sarà introdotto a breve. L’idea è interessante.

Via | Yahoo Developer Network

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Facebook ha bloccato anche Social OX per l'esportazione dei contatti

pubblicato da Federico Moretti

Open-XchangeFacebook ha trovato la motivazione per bloccare Social OX: è la funzionalità di Open-Xchange offerta in prova su OX I/O per esportare i contatti dal social network. Neppure il tempo d’aggiornare il server e Facebook ha inibito l’uso delle API: la giustificazione è che «le informazioni possono già essere scaricate» dalla piattaforma.

Questo è vero solo in parte, perché Facebook offre la possibilità di scaricare un “riassunto” dei dati forniti al social network nel quale è inclusa la lista nominale degli amici. Per accedere alle e-mail occorre visitare il profilo di ognuno, ammesso che si abbia l’autorizzazione a visualizzare il recapito della posta elettronica.

Social OX provvedeva automaticamente ad associare la lista dei nomi degli amici di Facebook agli indirizzi in chiaro ai quali si ha accesso: il blocco di OX I/O non impedirà all’aggiornamento di Open-Xchange d’effettuare la stessa procedura dal proprio server. Resta una censura ingiustificabile, se i dati sono davvero degli utenti.

Via | CNET News

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Open-Xchange ha una soluzione per “esportare” i contatti da Facebook

pubblicato da Federico Moretti

Open-XchangeSocial OX è un componente di Open-Xchange, una piattaforma di programmi collaborativi dedicata al settore dei server, in grado d’esportare la lista completa degli amici di Facebook. Al momento è disponibile soltanto sul sito di prova, OX I/O: è prevista l’integrazione col futuro rilascio di Open-Xchange, sia proprietario sia libero.

L’obiettivo di Social OX è garantire la portabilità dei contatti tra i social network, una possibilità spesso negata dagli stessi servizi. Un esempio, riguardo Facebook, è il blocco dell’estensione di Chrome che serviva a esportare i contatti per aggiungerli a Google+. Iscrivendosi a OX I/O si può ottenere la lista degli indirizzi.

Open-Xchange è rilasciato sotto licenza proprietaria per chi ha bisogno del supporto tecnico, altrimenti è scaricabile come GPLv2. L’importazione dei contatti, seguendo l’esempio Facebook, non è automatica: ottenuta la lista degli amici si dovrà provvedere manualmente al “trasporto” su Google+ o altrove. Attendiamo l’aggiornamento.

Via | The H Online

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Facebook è già sconfitto da WebRTC di Google sulla chat audio/video?

pubblicato da Federico Moretti

Facebook Video CallingIeri sera si è tenuta la conferenza di presentazione della funzione di “videochiamata” per la chat di Facebook. È realizzata in collaborazione con Skype: funziona esclusivamente su Windows e OS X. Il plugin è un file .EXE o .JAR e non sono stati pubblicati ulteriori dettagli sulla tecnologia utilizzata da Skype per la creazione della piattaforma.

Non si conoscono le intenzioni di Facebook circa la disponibilità della nuova funzione su Linux e OS X. La chat con audio/video potrebbe non arrivare mai su sistemi operativi diversi da Windows e OS X. Eppure Skype aveva inserito XMPP nella propria applicazione e avrebbe potuto utilizzare lo stesso protocollo pure per la chat di Facebook.

Skype, prima dell’acquisizione da parte di Microsoft, utilizzava WebM per il supporto al video sulle chiamate di gruppo. Un’evoluzione logica della chat di Facebook, già basata su XMPP, avrebbe previsto l’utilizzo di risorse open source. Tuttavia, così Facebook sembra consegnare a WebRTC il futuro delle “videochiamate” dal browser.

Aggiornamento: Il Video Calling di Skype su Facebook è disponibile su OS X.

Via | Facebook

Facebook ha riattivato il caricamento delle immagini attraverso KIPI

pubblicato da Federico Moretti

KIPIFacebook aveva bandito KDE Image Plugin Interface (KIPI) dalle applicazioni autorizzate a effettuare il caricamento delle fotografie sul social network: digiKam, Gwenview, ecc. non potevano più accedere ai profili e agli album fotografici degli utenti. S’è trattato di un errore del sistema automatico di protezione della piattaforma.

Oltre a inibire il caricamento delle immagini, Facebook ha anche predisposto la cancellazione “coatta” di tutti gli album fotografici creati attraverso KIPI. Fortunatamente grazie alla riabilitazione di KIPI anche questi ultimi sembrano essere in via di ripristino. È stata comunque una pessima figura per il popolare social network.

Se già Facebook non gode di un particolare apprezzamento da parte della comunità open source, il blackout di ventiquattrore e la temporanea perdita dei dati non contribuisce certo a renderlo più “gradevole”. Bisogna ammettere, tuttavia, che il problema è stato risolto piuttosto in fretta. I programmi adesso funzionano regolarmente.

Via | NetworkWorld

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Ubuntu One ha abilitato la sincronizzazione dei contatti di Facebook

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One ContactsIeri non è stato soltanto il giorno del rilascio ufficiale di Natty Narwhal: Canonical ha approntato una modifica a Ubuntu One per importare i contatti di Facebook. La funzionalità è gratuita ed è accessibile direttamente dall’interfaccia web del servizio. Non c’è il pericolo che possa inviare dei messaggi “indesiderati” agli amici.

L’importazione da Facebook segue quelle già disponibili dal desktop (in particolare, col client per la posta elettronica di Evolution) e dalle applicazioni mobili su Android e iPhone. Queste ultime sono gratuite, però richiedono una sottoscrizione mensile per essere abilitate. L’opzione di Facebook non ha bisogno di sottoscrizioni.

Ubuntu One può riconoscere automaticamente i contatti duplicati, qualora fossero già presenti nel database, e unirli. Facebook fornisce la miniatura dell’immagine del profilo, oltre a nome e cognome del contatto: laddove accessibili, la data di nascita e il sito web. Più ovviamente l’indirizzo e-mail. Il processo dura cinque minuti.

Via | Canonical

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Facebook ha cominciato a distribuire una soluzione per i data center

pubblicato da Federico Moretti

Open Compute ProjectFacebook ha avviato un programma destinato a cambiare (radicalmente?) la tecnologia degli odierni data center: Open Compute Project è un progetto coordinato con AMD, Dell, HP, Intel e altri partner, per ridurre del 24% i costi di gestione e incrementare le prestazioni del 38%. Il programma parte dalle specifiche hardware dei server.

Qual è l’obiettivo di Facebook? Open Compute Project parte dal presupposto che i servizi soddisfatti dai server “tradizionali” siano stati rimpiazzati da soluzioni come Amazon EC2 e/o dai mainframe, per società di medie e grandi dimensioni. I data center della generazione precedente rischiano di diventare più costosi che non utili.

Open Compute Project, a un anno dai primi esperimenti, è una risorsa per l’ottimizzazione di queste tecnologie: rientra nella categoria dell’open hardware, poiché condivide, anzitutto, la mappatura in CAD di server e data center. Il programma parte dai risultati dei consumi energetici di Prineville, uno dei più efficienti al mondo.

Via | OStatic

Ubuntu 10.10 partial upgrade: su Gwibber ora funziona anche Facebook

pubblicato da sigul

A quasi un mese dal rilascio, è arrivo il primo partial upgrade per Ubuntu Maverick Meerkat.

In questi giorni infatti l’update manager ci segnala la disponibilità di importanti aggiornamenti. Uno dei principali problemi risolti è l’integrazione di Gwibber con Facebook.

Ora potete infatti creare e gestire il vostro account Facebook su Gwibber al pari degli altri.

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Facebook rilascia Online Schema Change

pubblicato da Lpt on fire!

facebook

Facebook ha rilasciato sotto licenza open source Online Schema Change (OSC).

Un programma sviluppato dal colosso per semplificare la modifica dello schema sui suoi database MySQL. Prima di realizzare questo software le modifiche venivano fatte su server di test su cui poi veniva rediretto il traffico, ma per applicare le modifiche potevano servire anche 6 mesi a causa della migliaia di server che tengono in piedi l’infrastruttura di Facebook.

Grazie ad OSC le modifiche possono essere applicate in qualche giorno senza richiedere server aggiuntivi di test grazie alla capacità di lavorare direttamente sui server di produzione. Anziché sviluppare il progetto da zero sono partiti da openarkkit, riscrivendolo in PHP e rilasciando il tutto sotto licenza BSD. Per maggiori dettagli consultare la descrizione dettagliata.

Via | Register

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