Ext2Fsd è un’applicazione per gestire le partizioni formattate con file system di tipo Ext2/3/4 su Windows. Rispetto ad altre soluzioni analoghe, Ext2Fsd permette l’accesso in scrittura: per usufruirne, tuttavia, occorre abilitarlo dalle impostazioni del driver. È disabilitato, a livello predefinito. Può corrompere alcuni documenti.
Le funzionalità di Ext2/3/4 supportate da Ext2Fsd sono diverse: la struttura può prevedere degli inode maggiori di 128 bytes supporta gli indici Htree e tipologie di file aggiuntive per le dentry. Ext2Fsd accede ai large_file da più di 4Gb (non sembrano accessibili gli huge_file da più di 1Tb), supporta la replicazione del journal.
Com’è intuibile, trattandosi di una soluzione per Windows, Ext2Fsd non permette la gestione dei permessi via Access Control List (ACL) e la generazione del journal. Consente però il controllo dei file system e l’attivazione in avvio di sistema: è un’opzione sconsigliata per i dischi rimovibili. Ottimo l’accesso ai file da Explorer.
Via | Andrei Alin
Haiku OS è stato appena aggiornato alla Release 1 Alpha 3: in questo momento, i mirror non sembrano essere ancora sincronizzati e il metodo più rapido per ottenere le immagini del sistema operativo è sfruttando BitTorrent. La novità più gradita è sicuramente il supporto completo alla lingua italiana già a partire dall’installazione.
Tuttavia, alcune applicazioni attendono ancora di essere localizzate: è il caso del browser. Haiku R1 Alpha 3 introduce il supporto in lettura e scrittura a Btrfs, Ext4 ed exFAT. Quanto all’hardware, Haiku OS sfrutta IO APIC e ACPI. L’implementazione di Physical Address Extension (PAE) consente di amministrare oltre 4Gb di memoria.
Nonostante i miglioramenti apportati, alcuni “dubbi” sullo stato dei brevetti impediscono l’abilitazione del rendering di subpixel su FreeType. Haiku R1 Alpha 3 è comunque più veloce e accattivante della release precedente. Bisognerà attendere la fine della GSoC per il supporto all’installazione delle Guest Additions di VirtualBox.
Via | Haiku
Ext4 ha ricevuto una serie di patch, in tutto trentasei, per l’abilitazione del supporto agli snapshot del file system: una delle funzionalità già previste da Btrfs, il file system di Oracle tuttora in fase sperimentale. Il progetto è di Amir Goldstein, un impiegato di CTERA. La società sfrutterebbe l’opzione sui propri sistemi NAS.
Ottenere il supporto agli snapshot su Ext4 avrebbe dei notevoli vantaggi in ambito server e in generale su Network Attached Storage (NAS) d’ampia scala. Il file system è considerato più stabile di Btrfs: la scelta di Ext4 è giustificata da anni di test molto approfonditi. Sussistono però diversi problemi, nel progetto di Goldstein.
Anzitutto, le patch sono arrivate troppo tardi perché il supporto agli snapshot su Ext4 possa essere incluso nel prossimo Linux 3.0. Un problema relativo, questo, poiché potrebbero entrare nel ciclo di sviluppo di Linux 3.1. Tuttavia, il progetto di Goldstein include soltanto le architetture a 32-bit lasciando fuori i 64-bit e ARM.
Via | Phoronix

Zfs è considerato da molti il filesystem più avanzato e lo vorrebbero anche su Linux. La sua licenza, CDDL, purtroppo ne impedisce il porting per l’incompatibilità con la GPL.
Phoronix ha condotto una serie di benchmark che hanno messo a confronto il gioiello di casa Sun con il suo omologo nato in ambiente Linux: Btrfs. Dai risultati si evince che nella maggior parte dei casi Ext4 e Btrfs sono più veloci di Zfs e che quest’ultimo è sicuramente la scelta migliore su FreeBSD.
Una buona notizia per tutti quegli utenti che aspettavano Zfs per linux o che lo usano attraverso il layer Fuse. Potrebbero provare Btrfs con molte soddisfazioni.
Via | Phoronix

Il mese scorso durante l’Ubuntu Developer Summit Canonical svelava i piani attorno all’uso di Btrfs per i prossimi due anni.
Nonostante Ext4 resti il file system predefinito per Ubuntu 10.10, sarà supportata anche la possibilità di installare direttamente su Btrfs. Al momento /boot deve stare su una partizione non btrfs per l’avvio. Gli sviluppatori ci tengono a comunicare che si tratta di codice non ancora pronto per l’uso in produzione e che non ci sono sicurezze per i vostri dati.
Fedora è stata la prima ad introdurre il supporto per Btrfs nell’installazione e ad abilitare il supporto al rollback per tutto il sistema grazie agli snapshot del file system. Probabilmente nel 2011 vedremo un aumento nell’uso di questo filesystem ed altre distribuzioni seguiranno l’esempio di Fedora per il rollback.
Via | Phoronix

Il supporto a Btrfs continua ad espandersi ed alcune distribuzioni hanno persino deciso di utilizzarlo come file system predefinito.
Per capire come sono le prestazioni di Btrfs nei confronti di Ext4 Phoronix ha eseguito un benchmark fra i due file system. Per il confronto è stato utilizzato il kernel 2.6.35 che introduce alcune patch e sarà utilizzato per Ubuntu 10.10.
Il disco della prova è stato un Intel SSDSA2MH08 SSD da 80Gb equipaggiato su un notebook ZaReason Verix. Entrambi i file system sono stati montati con i parametri predefiniti anche se va fatto notare che Btrfs riconosce automaticamente un SSD ed abilità alcune ottimizzazioni.

E’ stata rilasciata la versione 2.6.33 del kernel Linux. Oltre al progetto Nouveau, consistente nel reverse-engineering dei driver per schede grafiche NVidia, di cui abbiamo ampiamente discusso nei mesi scorsi, l’ultima versione del kernel offre tantissime altre novità interessanti.
DRBD, acronimo di Distributed Replicated Block Device, consente di replicare i blocchi di uno storage in modo da ripristinarli in caso di fallimento. DRDB può pertanto essere visto come una implementazione del RAID1 (mirroring).
Altra interessante novità è l’implementazione della chiamata di sistema recvmmsg() che consente di ricevere, con una singola operazione, molti messaggi che, altrimenti, sarebbero ottenuti attraverso molte invocazioni alla syscall recvmsg().
Cosa ci porterà il kernel Linux 2.6.33 che dovrebbe arrivare ad inizio marzo?
Fra le novità è finalmente stato integrato completamente il supporto all’istruzione ATA TRIM che consente di segnalare le aree libere direttamente al supporto fisico. Una caratteristiche che si rivela particolarmente utile con i dischi a stato solido consentendo di migliorare le prestazioni e l’aspettativa di vita.
Il filesystem btrfs era in grado di sfruttare questa funzionalità già dal kernel 2.6.32 ed ora sono state incorporate le patch anche per ext4.
Continua a leggere: Linux 2.6.33, alcune novità per lo storage

Theodore T’so (quello in primo piano), un famoso kernel hacker e gestore dei filesystem ext3 ed ext4, è stato assunto da Google.
L’azienda sta per iniziare una transizione che la porterà ad aggiornare i suoi data center con il filesystem ext4. La scelta è stata effettuata dopo una serie di benchmark che hanno visto contrapposti jfs, xfs ed ext4.
Gli ultimi davano risultati simili e quindi è stato preferito ext4 per la transizione più semplice dal filesystem ext2 che è attualmente in uso. L’incremento di velocità si vedrà solo quando tutti i datacenter avranno completato il passaggio.

Phoronix ha provato a testare come si comportano i diversi file system disponibili per Linux quando vengono utilizzati su un pen drive usb.
Probabilmente molti useranno il vecchio fat32, ma ci sono vantaggi nell’utilizzarne altri come ext3, ext4, xfs, btrfs o reiserfs? I test sono stati eseguiti utilizzando un kernel 2.6.32 su un pen drive da 32gb Flash Voyager GT.
Uno dei file system che si è piazzato meglio nei risultati è ext4, ma in alcuni casi specifici gli altri si comportano meglio, persino fat32. Non è possibile, quindi, definire un vincitore assoluto, ma molto dipende dall’uso che se ne intende fare.
Continua a leggere: Filesystem per pen drive, test e risultati

Nelle ultime versioni di linux abbiamo visto arrivare molti nuovi filesystem come ad esempi ext4, btrfs, nilfs2, exofs.
Phoronix ha pubblicato un articolo mettendo alla prova ext4, btrfs, nilfs2 e confrontandoli con ext3 ed xfs utilizzando un kernel 2.6.30. La prova che potete anche replicare voi utilizzando i phoronix test suite ha visto prevalere in quasi tutte le prove Ext4.
Va ricordato che Ext4 è un miglioramento dell’attuale Ext3, mentre Btrfs e Nilfs2 partono da idee diverse ed il loro formato sul disco può ancora cambiare. Probabilmente con il rilascio dei prossimi kernel vedremo le loro prestazioni migliorare.
Via | Phoronix
Steve Langasek ha annunciato il rilascio della seconda Alpha di Karmic Koala, futura Ubuntu 9.10, prevista in versione stabile ad ottobre.
Tra le novità di questa Alpha 2, indirizzata principalmente agli sviluppatori o a coloro che vogliono contribuire alla risoluzione dei bug, troviamo GNOME 2.27.1, un kernel aggiornato basato sulla recente release 2.6.30, nuovi driver per schede Intel, GCC 4.4, Ext4 come filesystem predefinito e GRUB 2 come bootloader.
Per ulteriori dettagli vi rimandiamo alle note tecniche, mentre le immagini ISO per il download sono disponibili in questa pagina. Segnaliamo, infine, il rilascio della Alpha 2 di Karmic Koala anche per Kubuntu, Xubuntu e architettura ARM.
Via | DistroWatch
Foto | Flickr