
CTERA ha sviluppato un nuovo filesystem per Linux chiamato Next3. Il nome richiama ext3 su cui è basato.
Attualmente chi ha bisogno di uno snapshot del filesystem deve ricorrere a LVM che ha alcune pesanti limitazioni. Next3 nasce proprio per migliorare questo aspetto di Ext3 cercando di minimizzare l’impatto sulle prestazioni e senza richiedere una preallocazione di risorse.
Il formato del file system sul disco è molto simile a Ext3 grazie ad una compatibile on disk molto alta. Le partizioni next3 possono essere montate come ext3 se non sono presenti snapshot e questi ultimi si possono usare come partizioni ext2 se in modalità a sola lettura.
Per maggiori informazioni potete consultare il wiki o il progetto su SourceForge.
Via | Ctera

Phoronix ha provato a testare come si comportano i diversi file system disponibili per Linux quando vengono utilizzati su un pen drive usb.
Probabilmente molti useranno il vecchio fat32, ma ci sono vantaggi nell’utilizzarne altri come ext3, ext4, xfs, btrfs o reiserfs? I test sono stati eseguiti utilizzando un kernel 2.6.32 su un pen drive da 32gb Flash Voyager GT.
Uno dei file system che si è piazzato meglio nei risultati è ext4, ma in alcuni casi specifici gli altri si comportano meglio, persino fat32. Non è possibile, quindi, definire un vincitore assoluto, ma molto dipende dall’uso che se ne intende fare.
Continua a leggere: Filesystem per pen drive, test e risultati
Linus Torvalds ha integrato nel ramo principale di Linux una collezione di patch per Ext4 tra le quali ne figura una che cambia l’identificativo del filesystem da “ext4dev” a “ext4″: questo significa che con la prossima versione del kernel (la 2.6.28) il successore di Ext3 lascerà finalmente la sua fase di “puro” sviluppo. Ext4 è presente in Linux sin dalla versione 2.6.19, anche se come componente sperimentale.
Questo passaggio non conclude il processo evolutivo di Ext4 ed è previsto che gli sviluppatori ne continuino costantemente lo sviluppo in maniera analoga a quanto già avvenuto con Ext3, aggiungendo le funzionalità necessarie e non limitandosi alla sola correzione dei bug.
Chi volesse passare sin da ora ad Ext4 tenga presente che la struttura del filesystem è ormai definitiva (i backup e le formattazioni necessarie durante il suo sviluppo sono ormai un ricordo) ma che, al momento, è necessario disporre di una partizione di boot contenente uno dei filesystem”tradizionali” perché bootloader come Grub non sono ancora in grado di caricare il kernel da una partizione Ext4.
Una recente discussione su Slashdot ha riaperto l’eterna discussione sul miglior filesystem attualmente disponibile per Linux. Il tutto è partito da un utente che si domandava se, tenendo conto della situazione di Reiser, avesse ancora senso usare ReiserFS o se fosse più lungimirante cominciare a valutare alternative.
Di quale filesystem vi fidate? A quale non affidereste mai i vostri dati? Per quanto mi riguarda non ho mai avuto problemi con Ext3 mentre sia ReiserFS che XFS mi hanno riservato, in più di un’occasione, brutte sorprese. Fateci sapere la vostra opinione.
Siamo abituati a vedere i livecd Linux come gli strumenti definitivi per il recupero di dati da PC (soprattutto con Windows) che non vogliono avviarsi, ma cosa fare quando è Linux a non voler leggere i dati presenti in un filesystem? Se i vari mount, e2fsck e soci non riescono a risolvere il problema e si ha a disposizione un’installazione di Windows, è possibile tentare un’ultima strada prima di gettare la spugna.
Linux Reader è uno programma per Windows che consente di accedere (in sola lettura) a partizioni Ext2/Ext3 anche quando queste non sono leggibili da Linux, rendendo estremamente semplice il recupero dei file presenti nel filesystem. Il programma è anche in grado di creare immagini di intere partizioni e, pur non essendo software libero, rappresenta sicuramente uno di quei tool da tenere nella propria “cassetta degli attrezzi”, soprattutto se si lavora con entrambe le piattaforme.
via | TechRepubblic
Prosegue lo sviluppo di Btrfs, un filesystem Linux di tipo copy on write di cui abbiamo parlato in passato in occasione della sua prima apparizione mediatica; sviluppato da Oracle e rilasciato con licenza GPL, Btrfs si propone come futuro rimpiazzo di Ext3/Ext4 grazie alle caratteristiche (anche avanzate) che lo contraddistinguono: checksum su dati e metadati, gestione efficiente di piccoli file, resistenza agli errori e semplicità di gestione/manutenzione sono solo alcuni dei suoi pregi.
Theodore Ts’o ha comunicato alla Linux Kernel Mailing List ( LKML ) la ripresa dei lavori su ext4, il filesystem successore di ext3 di cui Matteo ha già parlato in due diverse occasioni; nella sua mail il noto kernel hacker ha spiegato che i ritardi accumulati nello sviluppo e la mancata integrazione del lavoro svolto all’interno del kernel vanilla sono stati causati dall’eccessivo numero di persone che stanno partecipando allo sviluppo.
Invidiosi di sistemi come Time Machine di Apple o Shadow Copy di Microsoft? Beh, ora anche Linux può dire la sua grazie ad un progetto che promette le funzionalità tipiche di un sistema a-la CVS integrate all’interno di un filesystem!
ext3cow è un filesystem basato su ext3 che permette di scattare istantanee dei nostri file e di poter accedere a versioni precedenti di questi in modo trasparente, come se si disponesse di una macchina del tempo.