Android Open Accessory Development Kit (ADK) è un progetto di Google, svelato all’I/O 2011 di San Francisco, riservato all’elettronica libera. Un ambito che sta riscuotendo successo, negli ultimi giorni, grazie al .NET Gadgeteer via Microsoft. ADK è basato su Arduino e mutua lo sviluppo dal sistema operativo per tablet e smartphone.
La piattaforma di sviluppo dialoga coi dispositivi attraverso la porta USB. Le possibili applicazioni sono potenzialmente infinite: al Google I/O 2011 ne sono state mostrate due molto eloquenti. La prima è una connessione al cardiofrequenzimetro delle cyclette, la seconda a un popolare gioco in legno, riprodotto a grandezza d’uomo.
Google ha tenuto a sottolineare che Android ADK sarà sempre open source e libero. Il progetto consiste essenzialmente di due componenti: un ambiente di sviluppo derivato da Android e un firmware per le schede basate su Arduino. La comunicazione tra i device è reciproca: si possono sviluppare applicazioni da e per Android e Arduino.
Via | Google I/O 2011

Evidentemente a Nokia il nome Trolltech non andava molto a genio: il colosso norvegese finlandese ha infatti rinominato Trolltech in “Qt Software” ed il framework per dispositivi mobile/embedded Qtopia in “Qt Extended”. Nello stesso giorno del cambio di nome sono stati aperti i sorgenti della versione Linux di Qt Eclipse Integration e rilasciati Qt Extended (Qtopia) 4.4 e Qt Jambi 4.4.3. Per chi fosse interessato, Ars Technica offre una panoramica delle novità incluse in Qt Extended 4.4.
In occasione della sua adesione alla Linux Foundation come Gold Sponsor, Nokia ha inoltre svelato alcune delle caratteristiche della prossima versione di Maemo, la sua piattaforma per Internet Tablet: tra queste sono presenti la compatibilità con il protocollo HSPA, la migrazione ai processori OMAP3 di Texas Instrument ed il supporto a sensori grafici ad alta definizione.
via | Phoronix, segnalazioni di OSSblog.
Con un annuncio a sorpresa, Intel ha comunicato di aver acquisito OpenedHand, piccola azienda londinese nota per aver sviluppato il window manager Matchbox (utilizzato anche da Nokia all’interno della piattaforma Maemo) e, più recentemente, la libreria grafica Clutter. I dipendenti dell’azienda entreranno a far parte dell’Intel Open Source Technology Center ed i loro sforzi verranno concentrati sullo sviluppo del progetto Moblin.
via | Slashdot
Sorpresa: Garmin (così come TomTom) utilizza Linux e tecnologie libere su alcuni dei suoi navigatori. La notizia è stata ufficializzata con la pubblicazione del codice sorgente utilizzato nei modelli nüvi 8xx e nüvi 5xxx.
Da uno sguardo veloce al codice sorgente del Nuvo8xx si intuisce che i dispositivi utilizzano Linux 2.6.17.7 su processori Marvell “Monahans”; il kernel sembra configurato per utilizzare 64 MB di RAM e dovrebbe includere patch per il funzionamento in modalità real-time (soft?).
Tra i pacchetti inclusi (qui la lista completa) spiccano pezzi di GNOME (gnome-common, gconf, gnome-vfs), xserver-kdrive-common, busybox, alsa, blueZ, matchbox e geoclue.
Il Wall Street Journal ha segnalato un interessante progetto europeo il cui scopo è quello di integrare una AI (Artificial Intelligence) all’interno del noto compilatore GCC.
IBM, l’Università di Edinburgo, l’Istituto di ricerca francese INRIA ed altre aziende/istituti che partecipano allo sviluppo di Milepost (MachIne Learning for Embedded PrOgramS opTimization) hanno annunciato i risultati preliminari della loro sperimentazione durante il GCC Summit 2008: in un solo mese di lavoro sono riusciti ad incrementare le performance di GCC del 10%!
La nascita di questo progetto va legata con molta probabilità alla complessità delle architetture cui vanno incontro gli sviluppatori di sistemi embedded: ad ogni nuova generazione, i tempi di sviluppo dei compilatori aumentano ed ottimizzare diventa sempre più complesso.
L’utilizzo di una AI dovrebbe quindi porre rimedio ai limiti dettati dal design dei compilatori (che non possono supportare “staticamente” così tanti tipi differenti di nuovi architetture/processori).
via | Slashdot

Ricordate Splashtop? Si tratta di una distribuzione Linux integrata (finora) in una scheda madre Asus di fascia alta che consente di compiere operazioni base (come navigare sul web) senza la necessità di avviare il proprio sistema operativo.
Qualche giorno fa, l’azienda produttrice di Splashtop, DeviceVm, ha annunciato una grande novità: la loro tecnologia non sarà più limitata alle schede madri di punta ma verrà “installata” su un numero molto più ampio di modelli. Se le prime schede madri su cui troverà spazio saranno quelle della famiglia P5Q (che comprende i modelli P5Q Deluxe, P5Q-WS, P5Q3 Deluxe e P5Q-E), l’obiettivo prefissato è quello di includere Splashtop su tutti i modelli fabbricati da Asus, oltre un milione al mese.
Dopo il mobile un altro settore in cui Linux vuole dire la sua?
via | Digg
In questi giorni è stata rilasciata la versione 2.1 del sistema operativo open source Contiki, un OS multitasking dotato di GUI indirizzato ai dispositivi embedded e vecchie architetture ( C64, C128, Apple II, Atari ST, etc ), specialmente se dotati di uno scarso quantitativo di ram. La novità principale di questa versione è un sistema di profiling dei consumi energetici, in grado di tener traccia di dove venga utilizzata l’energia e di quanta ne venga consumata: ciò è estremamente importante quando si intende minimizzare i consumi dei sistemi embedded ( e non solo ) poiché aiuta ad individuare i punti critici che richiedono ottimizzazione.
via | OSNews
Stando ad un articolo pubblicato su InformationWeek, Microsoft avrebbe recentemente concluso l’ennesimo accordo sulle “licenze” di Linux, questa volta con un produttore giapponese di stampanti ( Kyocera Mita ): l’accordo garantirebbe all’azienda del sol levante la possibilità di utilizzare soluzioni embedded basate su Linux, anche se inclusive di tecnologie brevettate da Microsoft ( quali siano non è dato saperlo ). Il colosso di Redmond, invece, potrà includere in Windows ed Office tecnologia brevettata dalla partner.
Come diceva un noto conduttore televisivo “la domanda ora sorge spontanea”: per quale assurdo motivo una società dovrebbe acquistare da Microsoft delle “licenze” per poter sviluppare con Linux? Ai posteri l’ardua sentenza…
via | Slashdot
Scrivere delle policy per SELinux non è un compito semplice anche se in giro si trovano dei buoni tutorial in merito.
Ecco perchè può tornare utile un tool pensato apposta per smplificare la vita a chi voglia padroneggiare con pochi sforzi questa tecnologia di hardening della propria Linux-box: SEEdit.
Dotato di una GUI essenziale il tool consente di creare policy senza alcun problema anche se è ovviamente necessario avere una buona conoscenza di cosa si sta facendo.
La versione 2.2.0 rilasciata da pochi giorni consente la realizzazione di policy per sistemi Linux embedded oltre ad aggiungere il supporto per CentOS5 e la neonata Fedora 8.
Prima di iniziare a giocherellare con SEEdit consiglio una lettura approfondita della SELinux Policy Editor(SEEdit) Administration Guide, un tutorial veramente ben fatto che guida all’utilizzo di questo potente tool grafico.
[Via | Linux Security]
Google ha rilasciato la prima versione dell’SDK basata su Android e che sfrutta al suo interno il kernel linux 2.6.x.
Nel sito dedicato al progetto è ora presente non solo la documentazione dello stesso, ma anche un breve video tutorial per capirne il principio di funzionamento ed uno per sviluppare nuove applicazioni.
Inoltre è stato creato un gruppo su YouTube dedicato al sistema operativo per cellulari sviluppato da Google.
A differenza del iPhone, Android permetterà di installare e sviluppare applicazioni adhoc. Inoltre la stessa azienda ha deciso di spingere lo sviluppo finanziando ben 10 milioni di dollari per chi proporrà nuove applicazioni entro inizio Marzo 2008 (update stranamente il concorso è vietato agli italiani!).
Rasterman, lo sviluppatore guida di Enlightenment, ha recentemente fatto il punto della situazione sulla mailing list del noto window manager; in particolare Rasterman ha accennato al sempre maggiore impegno sul fronte dei sistemi embedded ( Rasterman lavora per OpenMoko, ora ), ai rapporti con le aziende che si affacciano sul mondo del software a codice aperto, ad una possibile riorganizzazione “dirigenziale” del progetto e, dulcis in fundo, a un imminente rilascio definitivo per E17.
Già, sembra che E17 possa riuscire nell’impresa di venire rilasciato prima di Duke Nukem Forever: Rasterman ha infatti dichiarato che gli unici due elementi mancanti sono un nuovo tema grafico ed una migliore documentazione. Completati questi due obiettivi potremo, forse, mettere le mani su E17.
[ via OSNews ]

Imprimetevi bene in testa questo nome Asus P5E3 Deluxe perchè (probabilmente) diventerà l’oggetto delle meraviglie per ogni Linux-geek che si rispetti.
Si tratta di un nuovo modello di scheda madre prodotta da Asus di ultima generazione per quanto riguarda l’hardware:
chipset Intel X38, socket LGA775, PCI Express 2.0, Dual-Channel DDR3, supporto alle specifiche wireless 802.11n e alla tecnologia AMD CrossFire.
Ma, in realtà, non è l’hardware il vero punto di forza per gli amanti del pinguino quanto il cosiddetto ASUS Express Gate. Quest’ultimo è un vero e proprio sistema operativo ridotto all’osso basato su SplashTop una versione minimale di Gnu/Linux, di cui si conosceranno maggiori dettagli il 10 ottobre, giorno in cui verrà reso pubblico il sito SplashTop.com
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