A detta dei più famosi economisti del nostro paese, la crisi che sta investendo tutta l’economia mondiale pare abbia superato la cosiddetta fase critica. Entro la fine del 2009 i mercati dovrebbero dare i primi segnali di risveglio e nel corso del 2010 la situazione tenderà lentamente a stabilizzarsi.
Nei momenti più difficili, ovviamente, l’obiettivo è quello di adottare una politica di riduzione dei costi, mirata però a non intaccare la produttività. Risparmiare soldi in licenze per sistemi operativi e software specializzati è sicuramente un ottimo modo per iniziare ad intravedere la fine del tunnel. Questo è quello che sta succedendo al livello globale da quando la crisi finanziaria è divenuta una crisi reale.
A confermare questa tesi vi è una ricerca fatta il mese scorso da IDC la quale ha portato alla luce l’accresciuta propensione dei maggiori professionisti IT (trecento tra Stati Uniti, Europa ed Italia) nei confronti del sistema operativo del pinguino. Il 72% degli interpellati ha infatti dichiarato di essere in una “fase attiva di valutazione per incrementare l’adozione di Linux lato server” mentre il 68% “lo sta facendo lato desktop“.
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Il primo marzo Novell ha annunciato i risultati finanziari preliminari per il primo trimestre d’esercizio fiscale ( anno 2007 ), mostranti un reddito netto di 230 milioni di dollari; tale reddito rappresenta un declino di 12 milioni di dollari, circa il 5 per cento, rispetto quello del primo trimestre dell’anno precedente ( che era pari a 242 milioni ).
Malgrado i non eccezionali risultati generali del primo trimestre fiscale 2007 Novell ha indicato in 15 milioni di dollari il reddito proveniente dalla sezione Linux Platform Products ( più del 46% rispetto lo scorso anno ) e 91 milioni di dollari di fatturazione.
Stando alle parole dei manager di Novell, Linux è il loro futuro.
[ via OSNews ]