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Bazaar 2.4, retro-compatibile, introduce il supporto a lungo termine

pubblicato da Federico Moretti

BazaarBazaar 2.4, nome in codice Oronsay, è un aggiornamento con supporto a lungo termine per il Distributed Version Control System (DVCS) di Canonical. La piattaforma, nota soprattutto per il mantenimento del codice su Launchpad, sarà supportata fino al febbraio del 2013. Le novità introdotte sono molte, in particolare riguardo a Python.

L’aggiornamento di Bazaar, infatti, rimuove il supporto a Python 2.4 e 2.5: tuttavia la versione 2.4 è retro-compatibile e permette la gestione d’archivi creati con Bazaar 2.0 o successivi. Una particolare importanza è stata data al miglioramento delle prestazioni su grandi archivi: Oronsay è più rapido a gestire oltre 10.000 file.

Una revisione dei comandi disponibili ha aggiunto delle funzioni di controllo delle firme digitali. I cambiamenti sono registrati automaticamente nei Changelog grazie a un’estensione dedicata. È comunque possibile visionare il riassunto delle novità per una panoramica più completa di Bazaar 2.4, disponibile su tutte le piattaforme.

Via | The H Online

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Git.js può controllare il DVCS con JavaScript per Node.js e via HTTP

pubblicato da Federico Moretti

GitGit.js è un’applicazione, creata da Daniel Benjamin Lucraft, per controllare il DVCS con JavaScript. La soluzione è ancora incompleta, tuttavia presenta due implementazioni interessanti: la prima riguarda Node.js con un client dedicato da riga di comando mentre la seconda consiste in Application Programming Interface (AMI) per HTTP.

Al momento, la parte dedicata a Node.js è in grado di mostrare il log di un repository, stampare una lista dei branch esistenti e visualizzare informazioni sugli oggetti presenti. Le API permettono di creare repository in memoria, scaricare gli oggetti dai branch via HTTP, navigare attraverso di essi e creare dei file diff in HTML.

Il limite più evidente di Git.js è l’impossibilità d’effettuare dei commit o di creare dei branch: entrambe le funzioni sono in fase di sviluppo. Git.js si presenterà in futuro come un pacchetto npm per Node.js, avrà ulteriori API per HTTP e un’applicazione web per dimostrarne il funzionamento e renderlo più semplice da utilizzare.

Via | ReadWriteWeb

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Google Code ha finalmente aggiunto il supporto nativo al DVCS di Git

pubblicato da Federico Moretti

Google CodeGoogle Code ha cominciato a supportare nativamente Git tra i sistemi di Distributed Version Control System (DVCS) disponibili sulla propria piattaforma. L’aveva anticipato Chris Di Bona, parlando di Android e del futuro del desktop di Linux. Non ci sono ancora comunicati ufficiali, però Git è utilizzabile registrando nuovi progetti.

Git s’aggiunge così a Subversion e Mercurial tra le opzioni disponibili su Google Code. Il supporto è già approdato anche su Eclipse Labs, la piattaforma promossa da Google ed Eclipse Foundation per i progetti sviluppati con Eclipse. Nonostante l’assenza d’annunci ufficiali, sono state redatte le domande più frequenti sul supporto.

L’utilizzo di Git prevede 4Gb di spazio come tutti gli altri DVCS, tuttavia il limite per ogni invio di codice è a 500Mb e Google sostiene di volerlo aumentare in futuro. Per sfruttare Git nel proprio repository, occorre installare la versione 1.6.6 o superiore del DVCS. Google Code potrebbe avere scelto Git per contrastare GitHub.

Via | The H Online

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GitHub ha rilasciato un client ufficiale su Mac OS X: serve davvero?

pubblicato da Federico Moretti

GitHub for MacGitHub è diventato in poco tempo l’hosting che riceve più commit nei confronti dei repository di software libero e open source più utilizzati. Ovviamente, non sono tutte applicazioni per Linux: spesso si tratta di soluzioni per il web e non mancano i progetti su Windows. Molti sono programmi per Mac, così GitHub ha creato un client.

GitHub for Mac è un’applicazione completa per gestire il proprio account e i repository registrati su GitHub. Permette di aggiornare, modificare e rivedere il codice come qualsiasi interfaccia grafica per Git: l’unica differenza con queste ultime è nell’integrazione diretta con GitHub. Un aspetto utile, almeno quanto è “limitante”.

Il programma in sé utilizza libgit2, objective-git e una versione modificata di Chameleon (proprietaria, benché permetta alcune forme di ridistribuzione). Considerando l’esistenza di applicazioni semi-ufficiali per Git su OS X, GitHub for Mac non ha un grande valore aggiunto. Forse, bisogna attendere che riceva degli aggiornamenti.

Via | GitHub

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