
Drizzle, un DBMS realizzato appositamente per il cloud computing e le applicazioni web di nuova generazione, ha raggiunto il livello di General Availability.
Questo progetto è nato come fork del codice di MySQL nel 2008 ad opera di alcuni sviluppatori di Sun che volevano dare una svolta al popolare database server. Il team di sviluppo descrive questo progetto come un DBMS con struttura a microkernel per applicazioni che hanno bisogno di alte prestazioni e di poter scalare facilmente.
Allo stato attuale si è arrivati eliminando tutto il codice non essenziale all’interno di MySQL e poi effettuando il refactoring di quello che era rimasto passando al contempo al C++. La caratteristica peculiare di Drizzle è sicuramente nella sua architettura modulare che ricorda proprio la struttura microkernel dei sistemi operativi. Tutte le funzionalità che non appartengono al core sono demandate quindi a moduli esterni specializzati in un compito particolare. Questo consente di migliorare più facilmente alcune funzionalità o di introdurre versioni specifiche per particolari workflow.
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Brian Aker, direttore dell’architettura (director of architecture) di MySQL, ha annunciato Drizzle, un database specificatamente indirizzato a siti web con un alto numero di visitatori contemporanei.
Un fratello minore di MySQL costruito su misura? Non proprio…Drizzle sarà infatti una versione di MySQL spogliata di funzionalità ritenute superflue per l’ambito descritto poco sopra: mode, viste, trigger, prepared statement, stored procedure, query cache, access control list e alcuni tipi di dati sono già stati indicati come possibili candidati all’eliminazione.
Temete che qualche funzionalità a voi utile sarà assente in Drizzle? Nessuna paura: il nuovo DB avrà un’architettura a-la micro-kernel ed il codice rimosso dal core verrà spostato in moduli utilizzabili all’occorrenza.
via | Slashdot