Ext2Fsd è un’applicazione per gestire le partizioni formattate con file system di tipo Ext2/3/4 su Windows. Rispetto ad altre soluzioni analoghe, Ext2Fsd permette l’accesso in scrittura: per usufruirne, tuttavia, occorre abilitarlo dalle impostazioni del driver. È disabilitato, a livello predefinito. Può corrompere alcuni documenti.
Le funzionalità di Ext2/3/4 supportate da Ext2Fsd sono diverse: la struttura può prevedere degli inode maggiori di 128 bytes supporta gli indici Htree e tipologie di file aggiuntive per le dentry. Ext2Fsd accede ai large_file da più di 4Gb (non sembrano accessibili gli huge_file da più di 1Tb), supporta la replicazione del journal.
Com’è intuibile, trattandosi di una soluzione per Windows, Ext2Fsd non permette la gestione dei permessi via Access Control List (ACL) e la generazione del journal. Consente però il controllo dei file system e l’attivazione in avvio di sistema: è un’opzione sconsigliata per i dischi rimovibili. Ottimo l’accesso ai file da Explorer.
Via | Andrei Alin
Microsoft è la settima società, nella classifica dei contributi al codice di Linux 3.0: Ky Srinivasan, uno sviluppatore in quota a Novell, ha inserito da solo 343 modifiche sul totale di 361. Gli sviluppatori indipendenti hanno apportato 1.085 alterazioni, Red Hat 1.000 e Intel 839. Le cifre devono essere interpretate correttamente.
Srinivasan s’è dedicato soltanto all’aggiornamento dei driver per Hyper-V, l’infrastruttura di Microsoft per la virtualizzazione di UNIX. Se si prendono in considerazione le righe di codice inserite, infatti, Microsoft ha contribuito per l’1,3% con 11.564 contro il 18% di Intel con 163.232. È di sicuro uno scarto molto più elevato.
Queste statistiche sono state raccolte da Jonathan Corbet e The Linux Foundation: saranno pubblicate su LWN, non prima di giovedì prossimo. Le modifiche apportate da Srinivasan hanno un’importanza relativa, perché il codice di Hyper-V non ha subito grandi stravolgimenti. Tutto, insomma, dipende da come si vogliono leggere i numeri.
Via | The H Online
La Open Hardware License (OHL) 1.1 è il primo aggiornamento dalla disponibilità della licenza, pubblicata in marzo dal CERN di Ginevra nell’ambito dell’Open Hardware Repository. Le modifiche sono state effettuate accogliendo i suggerimenti della comunità: la OHL è compatibile con la Open Source Hardware Definition, mutuata dall’OSI.
La OHL 1.1 del CERN è stata immediatamente accolta con favore dalla Free Software Foundation e ha incassato numerosi commenti positivi da tutta la comunità open source. L’intento è quello di realizzare un ecosistema libero per la creazione di progetti hardware legati alla ricerca, non necessariamente interni alle attività del CERN.
È, quest’ultimo, un aspetto da tenere bene in considerazione: la OHL 1.1 difficilmente potrà approdare alla grande distribuzione, perciò la prospettiva di ottenere sistemi liberi al 100% per uso domestico è ancora un’utopia. La OHL 1.1 trova piuttosto il suo ambiente ideale nella ricerca scientifica, oppure nell’elettronica libera.
Via | Phoronix
Nonostante quasi tutti gli sforzi degli sviluppatori di X.Org che lavorano al progetto xf86-video-ati siano rivolti al prossimo rilascio maggiore 6.13, ecco che nella giornata di ieri l’altro è stata presentata la versione 6.12.3.
Si tratta esclusivamente di una bug-fix release per i driver open source ATI, la quale introduce il pieno supporto a X.Org 7.5 e risolve decine di problemi soprattutto incentrati sui flussi di dati tramite AGP e PCI.
L’annuncio del rilascio dei driver xf86-video-ati 6.12.3 può essere letto direttamente dalla mailing list di X.org.
Via | Phoronix
A poco meno di un mese dall’inizio della distribuzione dell’ultima release dei driver in oggetto, il team di X.org ha da qualche ora deciso di rilasciare i sorgenti della versione 6.12.0.
Con questo importante aggiornamento vengono ad essere finalmente ed ufficialmente supportate le schede video con GPU R600 e R700; ciò significa che tutto l’hardware appartenente alle serie Radeon HD 2000, HD 3000 e HD 4000 potrà godere da oggi di una degna accelerazione grafica.
Da segnalare anche la riscrittura del CRTC/output/encoder ed il perfezionamento delle già buone modalità EXA e X-Video. Tutte le informazioni sul rilascio corrente sono reperibili dal comunicato ufficiale. Ricordiamo inoltre che prima di effettuare questo update vi è la necessità di aggiornare anche il Kernel.
Via | Phoronix
Lo sviluppo di un driver Linux per il nuovo bus USB 3.0 è in corso, come riporta il blog di Sarah Sharp, dell’Intel’s Open Source Technology Center, che si sta occupando del codice.
Il nuovo bus è caratterizzato da una velocità di trasferimento maggiore (5 Gbps) e da una compatibilità con i bus precedenti, ovvero sarà possibile usare periferiche USB 2.0 su porte USB 3.0 e viceversa, con prestazioni ridotte nell’ultimo caso. Inoltre è prevista un’ottimizzazione della gestione dell’alimentazione, che si tradurrà in un minor consumo delle batterie dei laptop. Quest’ultima caratteristica, insieme ad altre, potrebbe però non essere presente sin dalla prima versione del driver, il quale verrà dapprima rilasciato come sperimentale, per poi essere modificato e arricchito dagli sviluppatori Intel e dalla comunità di Linux.
I dispositivi compatibili con il bus USB 3.0 dovrebbero uscire sul mercato verso la metà del 2009.
Via | Heise Online
Proprio come per il precedente rilascio, ci sono volute ben nove release candidate per poter poter avere la versione finale di Linux-2.6.27.
Tristemente famoso per il bug delle schede di rete Intel (ormai corretto), Linux-2.6.27 offre però un gran numero di novità, sparse su vari fronti. Vediamo di riassumerle brevemente:
La recente Mandriva 2009 e le imminenti (più o meno) Ubuntu Intrepid Ibex, Fedora 10 ed openSUSE 11.0 11.1 adottano la versione 2.6.27 di Linux.
via | Slashdot
No, non si tratta di un pesce d’Aprile: tutte le versioni di Linux-2.6.27 antecedenti alla settima release candidate sono afflitte da un bug che può rendere inutilizzabili le schede di rete da 1gigabit Intel; il bug riguarda il driver e1000e, ampiamente utilizzato su sistemi con adattatori di rete integrati, e causa una corruzione della EEPROM.
Le principali distribuzioni che utilizzano Linux-2.6.27 nelle loro versioni di sviluppo hanno pubblicato bollettini di sicurezza ed istruzioni su come individuare hardware potenzialmente danneggiabile: se siete utenti di Ubuntu Intrepid Ibex, Mandriva Linux 2009 o openSUSE 11.0 fate riferimento alle rispettive pagine web per avere maggiori informazioni.
via | OSNews
Qualche mese fa VIA rilasciò un driver frame-buffer per Linux e tre guide di programmazione. Ora la società di Taiwan ha invece rilasciato il suo primo driver open source per X.Org, composto da 113.800 linee di codice.
Il driver, chiamato xf86-video-via, supporta tutti i chip grafici integrati costruiti da VIA e, nonostante la sua giovinezza, supporta già il mode-setting completo (per monitor CRT, LCD e DVI) e vanta accelerazione 2D, del cursore ed anche X-Video.
Harald Welte, il rappresentante open source di VIA, ha dichiarato che il prossimo passo sarà quello di aggiungere l’accelerazione 3D ed EXA, il supporto all’uscita TV e l’armonizzazione con il lavoro svolto da progetti già esistenti come Unichrome o OpenChrome.
Continua a leggere: VIA rilascia il suo primo driver X.org libero
L’incompatibilità tra alcune schede madri Foxconn e Linux aveva sollevato nei giorni scorsi un gran polverone, acuito soprattutto dalle prime risposte arrivate dall’azienda di Taiwan. Andando controcorrente (alla comunità), qualcuno aveva però sostenuto che i problemi fossero causati da bug nel kernel e non dall’hardware.
Ora la situazione sembra essersi risolta in maniera positiva visto che la causa dei problemi è stata individuata in bug del BIOS (prodotto da AMI) e di Linux: una versione di sviluppo del primo e le ultime incarnazioni del pinguino, infatti, correggono gran parte dei problemi. I restanti saranno corretti con la versione finale del BIOS Linux-friendly.
via | DistroWatch
Ad un solo giorno di distanza dall’annuncio del freeze del ramo di testing torniamo a parlare di Debian per segnalare il rilascio del quarto aggiornamento di Etch, l’attuale versione stabile.
Si tratta di un rilascio importante perché, per la prima volta nella storia di Debian, questo aggiornamento non porta solo correzioni di sicurezza ma introduce anche un nuovo kernel (Linux-2.6.24), versioni aggiornate del server X e di alcuni suoi driver.
Il merito di questa novità è del progetto Etch-And-A-Half, un’iniziativa nata in seno agli sviluppatori Debian con lo scopo di rendere fruibile il ramo stabile della distribuzione anche sulle macchine più recenti, magari non supportate dal kernel principale (nel caso di Etch, il 2.6.18).
Vi rimando al sito di Debian per l’annuncio ufficiale della disponibilità Etch r4 e per le note di rilascio di Etch-And-A-Half.
via | DistroWatch.com
Foxconn è un importante costruttore di schede madri OEM che, stando alla discussione emersa sul forum di Ubuntu ed amplificata dalla segnalazione su Slashdot, si rifiuta però di supportare Linux.
Una delle DSDT table presenti nei loro BIOS impedisce il corretto funzionamento (in alcuni casi impedendo addirittura l’installazione) di Linux ma, siccome le schede funzionano correttamente con Windows, Foxconn non è interessata ad distribuire un aggiornamento che risolva tale problema.
Secondo Foxconn i loro prodotti sarebbero conformi alle specifiche ACPI semplicemente perché correttamente funzionanti con Windows ed in possesso della certificazione Microsoft WHQL. Proprio il tipo di comportamento che piace a Redmond.
Acquirente avvisato, mezzo salvato…
via | Phoronix.com