Linux 3.0 è considerato stabile. Si tratta del primo rilascio, dal cambio di numerazione deciso qualche mese fa: come abbiamo già visto, non esistono motivazioni particolari nel salto da Linux 2.6, nonostante la concomitanza coi vent’anni del kernel. Nessuna introduzione “rivoluzionaria”, tuttavia non mancano delle novità rilevanti.
A livello di file system, Btrfs ha aggiunto l’auto-deframmentazione tra le opzioni di montaggio e lo “scrubbing”, ovvero il controllo dell’integrità per tutte le estensioni. Sulla gestione della memoria, Linux 3.0 introduce la funzione di CleanCache per migliorare la compressione e la destinazione della RAM per la virtualizzazione.
Ancora sulla virtualizzazione, l’aggiornamento del kernel permette per la prima volta l’uso di dom0 e domU con Xen: Linux 3.0 abbatte anche l’ultimo ostacolo per un pieno utilizzo di questa infrastruttura. Un’altra opzione interessante è il Wake on WLAN (WoWLAN). Esiste ovviamente una lista completa dei cambiamenti da Linux 2.6.39.
Via | LWN
Xen s’affiancherà a KVM come soluzione per la virtualizzazione supportata nativamente dal kernel col rilascio di Linux 3.0. L’abbiamo appena accennato, parlando delle funzionalità previste per Fedora 16. Xen ha sempre previsto l’utilizzo di Linux come sistema operativo per gestire le macchine virtuali e poteva essere già installato.
Perché, allora, questa funzionalità è nuova e ha un’importanza tale da poter essere considerata un motivo per il cambio di numerazione (ammesso che se ne debba trovare uno) di Linux? Supportando dom0 e domU il kernel permette di sfruttare appieno le caratteristiche di Xen per la virtualizzazione su larga scala con estrema facilità.
Gli utenti di Xen attendevano questo tipo di supporto dal 2004. Finora, Xen era presente nel kernel a livello di para-virtualizzazione e tra i driver delle periferiche. Adesso, con GRUB2, Linux può essere inizializzato come primo guest di una macchina direttamente all’avvio di sistema. Il futuro porterà il supporto alla grafica 3D.
Via | Linux Journal