Su IBM DeveloperWorks è apparso il primo articolo di una serie dedicata a jQuery, la nota libreria JavaScript che semplifica lo sviluppo sul web. Questo primo capitolo introduce la sua sintassi, le modalità per utilizzarla correttamente e suggerisce alcune regole da seguire per evitare problemi nel caso la si affianchi ad altre librerie. Oltre a questo, viene introdotta anche la sintassi della ricerca e della selezione, sulle quali sono basate tutte le altre funzionalità di jQuery.
Buona lettura.
via | OSNews
A differenza dei micro-kernel (in cui solo le funzionalità base sono incluse nel kernel), kernel come Linux sono detti monolitici: questo significa che la maggior parte della funzionalità del sistema operativo sono integrate al suo interno e tutto il codice viene eseguito in modalità privilegiata.
A partire dalla versione 1.2, Linux può però contare su una delle più importanti funzionalità introdotte nel suo codice: i loadable kernel modules (LKM per gli amici). Tramite essi possiamo caricare nuove funzionalità o rimuoverne altre che non utilizziamo: il vantaggio principale degli LKM è infatti quello di poter caricare solo i moduli necessari, rendendo il cuore del nostro sistema molto più snello.
Se siete interessati all’argomento vi suggerisco di dare uno sguardo a questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks. Buona lettura!
via | OSNews
IBM DeveloperWorks ha pubblicato un tutorial sull’utilizzo delle librerie grafiche GD in PHP che mostra i passi necessari per creare e manipolare immagini sul web.
Il documento non è una trattazione completa su tutte le funzioni di GD ma si limita a passare in rassegna quelle più interessanti / importanti. Buona lettura!
via | OSNews
Molti lo considerano un linguaggio paragonabile al vecchio Visual Basic, altri sono convinti che prima o poi verrà spazzato via da Ruby On Rails ed altri ancora preferiscono linguaggi e/o tecnologie differenti ma, nonostante questo, PHP rimane un linguaggio particolarmente diffuso e ben supportato sia dalla comunità che dagli sviluppatori stessi.
Proprio gli sviluppatori saranno felici di apprendere che nella prossima major release di PHP troveranno spazio numerose, gustose novità. Volete qualche anticipazione? Miglior supporto alla codifica Unicode, introduzione dei namespace, integrazione con SOAP e, sul fronte della sicurezza, rimozione di register_globals, magic quotes e safe mode.
Informazioni più dettagliate sulle novità di PHP6 sono disponibili sulle pagine di IBM DeveloperWorks.
Linux viene spesso descritto come un sistema operativo sicuro e solido, sottolineando il fatto che queste caratteristiche siano il frutto del lavoro di centinaia di sviluppatori sparsi per il mondo. Parte di questo risultato va però attribuito anche alla NSA, nota agenzia statunitense che qualche anno fa ha deciso di migliorare la sicurezza del pinguino creando un’insieme di patch chiamate Security-Enhanced Linux (SELinux).
Nonostante SELinux faccia ormai parte del kernel ufficiale e diverse distribuzioni lo offrano, già configurato, ai loro utenti, il suo funzionamento o le sue componenti possono risultare oscure anche agli utenti più smaliziati. Se l’argomento stimola il vostro interesse e vorreste colmare questa lacuna, vi consigliamo la lettura di questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks, che analizza le idee alla base di SELinux e la loro implementazione.
Role-based access control ( RBAC ) è un security model che facilita la messa in sicurezza di una macchina tramite l’assegnamento di ruoli agli utenti e l’applicazione di determinati permessi a questi ruoli. In SELinux, RBAC funge da livello intermedio fra l’utente ed il modello di type-enforcement, che fornisce un controllo agli accessi altamente granulare ma poco immediato da configurare e gestire.
Questo tutorial su IBM DeveloperWorks illustra come le tre parti di un contesto SELinux ( policy, kernel e userspace ) lavorino insieme per applicare RBAC e legare gli utenti Linux alla policy di type-enforcement.
IBM DeveloperWorks ha pubblicato un articolo sulle POSIX file capabilities, un sistema che consente la divisione dei poteri dell’utente “root” in più privilegi ridotti e la cui inclusione nel mainline kernel è prevista per l’imminente versione 2.6.24: l’articolo spiega come programmare usando questa tecnologia e come attivarla all’interno di binari con il bit setuid attivo.
Un esempio pratico? Il comando ping, che solitamente ha il bit setuid attivo poiché necessita di CAP_NET_RAW, potrà essere modificato per essere eseguito da un utente normale senza il setuid “globale” e con il solo CAP_NET_RAW attivo, diminuendo i rischi legati alla presenza di programmi setuid.
via | Slashdot
State studiando per sostenere l’esame LPI 301 o semplicemente avreste bisogno di un tutorial introduttivo su LDAP? IBM DeveloperWorks ha quello che fa per voi…una guida all’installazione, alla configurazione ed all’interazione ( tramite la creazione di una serie di script Perl ) con LDAP illustrata passo per passo e scaricabile in formato PDF ( previa registrazione gratuita ). Buona lettura!
QEMU è una soluzione per la virtualizzazione / emulazione in grado di “rappresentare” PC completi: scheda video, scheda di rete e tutti gli altri componenti che solitamente trovano posto in un PC vengono gestiti proprio come se fossero “reali”. QEMU non si limita però ai sistemi mono-processore: il software creato da Fabrice Bellard ( creatore, tra l’altro, anche di ffmpeg ) può infatti emulare anche sistemi SMP ( fino a 255 CPU ) e architetture come ARM o PowerPC.
Interessati all’argomento? IBM DeveloperWorks propone un articolo dedicato all’architettura, all’installazione ed all’utilizzo di questa soluzione per la virtualizzazione / emulazione. Che vogliate provare qualche sistema operativo meno noto ( come Syllable o ReactOS ) o che vogliate consolidare i vostri server, QEMU potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi.
Ogni sysadmin che si rispetti affronta quotidianamente nuovi problemi e nuove sfide: gestire gli utenti, lo spazio su disco, i processi attivi, i backup e qualsiasi altra cosa correlata ad una workstation / server possono condurre l’amministratore alla perdita di capelli, del buon umore e della gentilezza / ragionevolezza. Gli shell script aiutano ma le loro limitazioni, talvolta, diventano più frustranti del problema stesso.
Fortunatamente esistono Python e IBM DeveloperWorks: le potenzialità del primo saranno al vostro completo servizio per trasformare un’operazione noiosa in una facile, mentre il secondo…beh, il secondo vi mette a disposizione un articolo che vi spiega come fare! ![]()
Buona lettura!
Su IBM DeveloperWorks è stato pubblicato un articolo che illustra le caratteristiche più utili di LVM2, un nuovo toolset in userspace che consente la gestione logica dei volumi e ne facilita l’amministrazione.
Con il termine LVM si intende un software attraverso il quale i sistemi operativi possono astrarre la gestione fisica del volumi in qualcosa di più alto livello, solitamente più semplice da gestire: usando LVM tutti i dischi e tutte le partizioni fisiche, indipendentemente dalle loro dimensioni e dal loro formato, possono essere astratti ed utilizzati come se fossero una singola unità.
Nonostante un package manager possa essere un fedele aiuto nell’installazione di programmi sulla propria box GNU/Linux può capitare che un determinato pacchetto non sia incluso in nessun repository, lasciandoci solo due possibilità: o compilarci da soli il programma incriminato o farne a meno.
Chi si ritrovasse a dover affrontare per la prima volta una compilazione potrebbe quindi apprezzare questo tutorial su IBM DeveloperWorks, che in modo estremamente chiaro guida l’apprendista stregone attraverso i passi da seguire per passare da un sorgente ad un programma pronto per essere utilizzato.
Buon “./configure && make && sudo make install” a tutti!