
Debian compie oggi 18 anni. Era infatti il 16 Agosto 1993 quando Ian Murdock annunciò l’imminente arrivo della prima versione di Debian su comp.os.linux.development. Il nome fu scelto combinando i nomi della fidanzata Debra con il proprio: un piccolo portafortuna, visto che i due si sono poi sposati. Gossip a parte, nell’annuncio erano presenti i punti fondamentali di questa distribuzione. Come dice LinuxUser, l’enfasi era infatti sull’affidabilità, stabilità, facilità di upgrade e gestione dei pacchetti, caratteristiche distintive di tutti i rilasci Debian da allora.
Come sappiamo Debian non ha mai avuto un programma di rilasci prevedibili, talvolta apparsi a diversi anni di distanza. In ogni caso anche se in ‘work in progress’ costante, Debian è così stabile da essere stata la base per molte altre distribuzioni. Forse le cose cambieranno con Debian Squeeze, pubblicato all’inizio di febbraio, due anni dopo Lenny. Rappresenta la prima tranche di un programma biennale ciclo di rilascio: segno di una maturità raggiunta anche sul fronte della regolarità di uscita?
Update: mai più Gossip, promesso. Debra e Ian si sono lasciati. Grazie jpage89 per la segalazione.
Mark Wielaard e Xerxes Rånby hanno configurato un server dedicato al mantenimento degli snapshot di IcedTea per Debian e/o Ubuntu. Il server utilizza Buildbot per la generazione degli snapshot e Mercurial per il controllo delle versioni generate correttamente. Al momento, il server supporta Squeeze, Natty Narwhal e Jaunty Jackalope.
Buildbot si occupa di avviare la creazione degli snapshot per architetture a 32-bit, 64-bit e ARM in base ai commit ricevuti da IcedTea6, IcedTea 7 e IcedTea-Web (il plugin per il browser). L’infrastruttura risiede su GNU Classpath e ha rimpiazzato il sistema precedente: Wielaard vorrebbe riconvertire anche quest’ultimo a Buildbot.
Una copia del builder obsoleto per Classpath è tuttora mantenuta sui server di Red Hat, nel repository CVS di Mauve. Gli sviluppatori di IcedTea hanno bisogno di suggerimenti per la configurazione di Buildbot e chiedono l’aiuto di chiunque sappia come ottimizzarlo. Tutti i dettagli sulla contribuzione si trovano nella mailing list.
Via | Mark Wielaard

Debian irrilevante? Questa è l’ipotesi lanciata dal blog su linux ed open source di Zdnet. Non vogliamo entrare troppo nel merito dell’articolo che chiunque può leggere, ma fare una riflessione un po’ più ampia.
Secondo la tesi che si porta avanti Debian sarebbe poco importante per i nuovi utenti, ma conterebbe solo per gli utenti Linux più avanzati. Purtroppo qui si pecca di ingenuità da parte di chi non conosce ancora molto bene come funzionino le cose. Debian, almeno la stable, non è una distro per nuovi utenti, ma per chi ha interesse nel miglior rapporto possibile fra nuove versioni e stabilità.
È innegabile che Ubuntu e distro simili abbiano un maggior appeal per i nuovi utenti, ma queste persone non sono mai state il target diretto di Debian. Ubuntu, ed altri progetti simili che sono nati negli ultimi 10 anni, sono stati sviluppati appositamente con lo scopo di portare ai nuovi utenti le potenzialità insite in Debian.

Entro la fine della settimana dovrebbe arrivare Debian 6.0 RC2 che dovrebbe rappresentare l’ultima di test prima del rilascio definitivo di Squeeze come nuova stable.
Nel caso non vengano rilevati nuovi problemi importanti il rilascio potrebbe avvenire il 5 o il 6 febbraio. Quindi a posticipare l’annuncio potrebbe esserci solo qualche bug grave dell’installer o in qualche servizio di pari importanza per gli utenti. Come sempre si sta lavorando agli ultimi ritocchi per quella che Neil McGovern definisce la miglior Debian di sempre.
Di particolare importanza la scelta di utilizzare per questa nuova versione un kernel completamente libero da qualsiasi componente non libero al suo interno.
Via | Debian
La FSFLA ha annunciato il rilascio di Linux Libre 2.6.36, cioè il kernel epurato da tutti quei componenti che non sono free software al 100%. Rispetto al ciclo di rilascio standard, quello di Linux Libre è più lento perché richiede un accurato de-blobbing: il kernel tradizionale, infatti, ha già raggiunto la versione 2.6.37 RC1. Un punto su cui riflettere è la denuncia dell’Open Core, un consorzio di software proprietari “mascherati”.
La polemica della Free Software Foundation si estende da Open Core (o, Free Bait) al kernel Linux, che poi è il motivo per cui Libre fece il suo esordio in aperto contrasto con la linea di Linus Torvalds. Che la diatriba abbia un senso o, meno oggi c’è la possibilità di scaricare e compilare Linux 2.6.36 senza componenti ibridi e/o espressamente proprietari. Questa è garantita con gli archivi della FSFLA e da alcune distribuzioni.
A proposito di distribuzioni, non può essere taciuta la svolta di gNewSense. Per non saper né leggere, né scrivere nella seconda metà di ottobre avevo proposto una digressione in cui sostenevo che Ubuntu sta favorendo l’adozione di Debian sulla base dei trend di alcune derivate. Neanche a farlo apposta, la distribuzione sponsorizzata dalla FSF si baserà su Debian/Squeeze (abbandonando Ubuntu). E sicuramente non sarà l’ultima.
Via | Graziano Sorbaroli
Mint è una popolare distribuzione basata su Ubuntu. Almeno, finora è stato così: conosciuta per la facilità d’installazione e utilizzo (garantiti dall’inserimento di applicazioni aggiuntive), Mint ha rilasciato una versione alternativa basata su Debian. Caratterizzata dal tipico colore verde, Linux Mint Debian Edition (LMDE) è distribuita come rolling-release al pari di Arch e Gentoo. Ciò significa che non esisteranno versioni rilasciate periodicamente, ma soltanto delle raccolte d’aggiornamento pubblicate in forma di LiveCD di cui gli utenti di LMDE 2010.09 potranno fare a meno.
Questa formula di distribuzione, assente per la versione basata su Ubuntu, è particolarmente interessante: LMDE include archivi di Debian/Squeeze e della nuova versione di testing chiamata Wheezy, perciò basterà selezionare i repository desiderati per ottenere aggiornamenti sincronizzati con l’ultima Debian instabile. È presumibile che in futuro i LiveCD di Mint saranno basati sul ciclo di sviluppo di Debian, ma il sistema non richiederà installazioni ex novo come già avviene per le release di Arch e Gentoo. Un approccio inedito per distribuzioni che si appoggiano su APT e Debian.
Entrando nel merito della distribuzione, LMDE 2010.09 è un DVD che occupa poco meno di 1Gb e prevede GNOME come desktop environment predefinito. È garantito il supporto a KDE, LXDE, Xfce, ecc. benché non sia possibile selezionarli in fase d’installazione. Al boot è richiesto l’ingresso in GNOME anche per installare LMDE sul disco fisso. L’installer, del tutto simile a quello per Ubuntu/Mint, ha qualche difetto nel partizionamento. Piccoli problemi di gioventù a parte, Linux Mint Debian Edition è un ottimo modo di migrare a Debian: pratica per i novizi, aggiornatissima per tutti.
Linux Mint Debian Edition (LMDE) 2010.09
Immagine | Linux Journal

Durante il DebConf10 è stato annunciato che Debian 6.0 “Squeeze” è entrata nella fase di “freeze”.
Questo significa che tutto lo sviluppo sarà concentrato nell’eliminare tutti i bug presenti e nel rendere più pulita e pronta per la presentazione la futura distribuzione. Squeeze sarà rilasciata con il kernel 2.6.32 per tutte le architetture, KDE 4.4.5, GNOME 2.30.0, LXDE 0.5.0, XFCE 4.6.2, X.org 7.5, OpenOffice 3.2.1, Apache 2.2.16, PHP 5.3.2, MySQL 5.1.48, PostgreSQL 8.4.4, Samba 3.4, python 2.6 e 3.1, Perl 5.10, GHC 6.12 e GCC 4.4.
Squeeze sarà disponibile anche in versione con kernel FreeBSD grazie al progetto Debian Gnu/kFreeBSD. Si tratta di un’anteprima, ma gli sviluppatori pensano che sia già pronta per l’uso di chi vuole provare un kernel non-linux.
Via | Debian

Steve McIntyre, project leader Debian, ha affermato che la prossima versione della distribuzione dovrebbe arrivare entro l’estate.
Si cercherà di completare Debian 6.0, nome in codice Squeeze, entro il mese di luglio, in modo che durante la conferenza degli sviluppatori debian, il DebConf, si potrà discutere dei piani per il futuro.
Quest’annuncio segue quello del cambio della politica di rilascio verso un sistema con milestone ad intervalli fissi. Il code freeze di Squeeze sarebbe dovuto avvenire a dicembre, ma è stato spostato a marzo. In ogni caso un passo avanti.
Via | ItWire

Il Debian Release Team ha confermato che la versione 6.0 di Debian, nome in codice Squeeze, supporterà ufficialmente anche il kernel FreeBSD.
Lo scopo è quello di offrire una migliore varietà di kernel per gli utenti e soprattutto le funzionalità legate a quest’ultimo come il Packet Filter openBSD. I pacchetti da sistemare sono ancora molti e se qualcuno ha un po’ di tempo può provare a contribuire con patch ai maintainer dei singoli pacchetti.
Debian GNU/kFreeBSD sarà disponibile per architettura amd64 ed i386. Per chi fosse interessato è presente una lista di quel che si deve ancora risolvere.
Via | Debian