Smashing Magazine ha pubblicato un’interessante panoramica dei sette principali software aperti/liberi di source version control. CVS, Subvesion, Git, Mercurial, Bazaar, LibreSource e Monotone sono presentati con una breve descrizione e per ciascuno vengono evidenziati i punti di forza ed una serie di link utili per apprenderne meglio il funzionamento.
Se siete alla ricerca di uno strumento per mantenere in ordine e sicurezza i vostri file testuali vi conviene non lasciarvi sfuggire questa panoramica.
via | Smashing Magazine

Bazaar, la risposta di Canonical a CVS e SVN approda alla versione 1.0. Il version control system (VCS), utilizzato anche per sviluppare Ubuntu, ha dalla sua ottime preformance, sicurezza nella gestione dei dati, semplicità nell’installazione e uso e soprattutto flessibilità nell’andare incontro ai bisogni degli sviluppatori.
Basta dare un’occhiata alle diverse modalità di workflow supportate da Bazaar per capire le potenzialità di questo VCS: si va dallo sviluppo “solitario”, a quello centralizzato con commit locali fino a quello decentralizzato con gatekeeper automatico.
Oltre alla grande semplicità d’uso apprezzabile leggendo il tutorial Bazaar in five minutes va ricordato come questo VCS rilasciato sotto GPLv2 sia installabile facilmente su Linux, FreeBSD, Mac OS X e Windows grazie alla disponibilità di binari precompilati.
[Via | Jonathan Riddel Blog]
Mercurial è un software per fare source management control, come svn o cvs, poco conosciuto ma con molte potenzialità. Tra i punti forti del programma in questione la possibilità di gestire più agevolmente la collaborazione tra più sviluppatori, facilitando processi come il merge ed il branch del codice.
Purtroppo però, fino a ieri, non esisteva nessuna GUI per integrare il sistema con Windows, relegandolo ad un limbo di pochi (ma buoni) utenti (infatti tra i software che usano Mercurial per la gestione dei sorgenti possiamo citare Xine e Mozilla).
TortoiseHg è nato proprio per risolvere questo problema, permettendone una semplicissima integrazione con explorer così come i suoi fratellini fanno per CVS e SVN, e diffondendolo quindi a tutto il pubblico che usa, per qualche motivo, Windows per sviluppare.
Il progetto è comunque ancora in beta stage, ha qualche baco e non tutte le features dello strumento di versioning sono state abilitate ma dategli tempo e sarà la vera killer application per fare il Distributed Revision Control.
Lavorando con un sorgente potreste ritrovarvi con due o più versioni simili dello stesso e, quasi sempre, non avrete la sicurezza di sapere cosa contenga una versione, cosa sia stato cancellato o aggiunto in un altra e via di questo passo; l’unica certezza in queste situazioni è rappresentata dal fatto che voi sapete cosa dovrebbe contenere il file ma non avete la più pallida idea da quale versione iniziare la ricerca delle differenze.
E’ in questi momenti che desiderereste un computer abbastanza astuto da individuare il problema e risolverlo al vostro posto; sfortunatamente questo non può accadere ma esistono comunque applicazioni open source che potrebbero aiutarvi.
Una di queste è Meld, un visual diff / merge tool in grado di lavorare su più directory contemporaneamente ( fino ad un massimo di tre ) e di interagire con la working copy di diversi version control system ( attualmente supporta CVS, Subversion, Bazaar-ng e Mercurial ); l’interfaccia dell’applicativo è in GTK2 e permette di accedere rapidamente a tutte le funzionalità di cui un programmatore può necessitare durante lo sviluppo di un applicativo.
Maggiori informazioni su Meld sono disponibili in questo articolo pubblicato da Linux.com.
[ via NewsForge ]