Microsoft è stata autorizzata ieri all’acquisizione di Skype da Joaquín Almunia, responsabile della competitività per la Commissione Europea. Messagenet, un’azienda italiana attiva sul VoIP, aveva sottoposto all’Europa la richiesta di bloccare la transazione da $8,5 miliardi evitando il rischio di un monopolio: non è stata esaudita.
Il “via libera” incondizionato di Almunia esclude ogni possibilità che l’Europa obblighi Microsoft all’apertura del protocollo di Skype. Una delle condizioni proposte da Messagenet, infatti, riguardava la possibilità d’integrare i servizi di Skype e la realizzazione di applicazioni da terze parti potendo accedere al suo protocollo.
Skype ha sempre negato questa possibilità. L’acquisizione da parte di Microsoft non è incoraggiante. La Commissione Europea ha perso un’occasione importante per favorire gli sviluppatori open source: rimangono delle alternative, tuttavia il futuro del client per Linux (già sottovalutato da Skype) resta incerto. Una pessima notizia.
Via | The New York Times

La BSA, Business Software Alliance, sta facendo pressioni per impedire l’adozione di standard aperti all’interno della Comunità Europea.
La FSFE ha ricevuto una lettera inviata da Robert W. Holleyman, presidente e CEO della BSA, alla Commissione Europea in cui si cerca di far passare l’idea che gli standard aperti impediscano lo sviluppo e l’innovazione del settore IT, potete scaricarla in versione PDF.
Ovviamente noi sappiamo che solo gli standard aperti e l’eliminazione dei brevetti possono migliorare la ricerca e l’innovazione. Per spiegarlo a chi non è dentro al settore ed ai membri della Commissione, la FSFE ha analizzato ogni frase della lettera e smontato le tesi.
Sarà interessante vedere se la BSA proverà a rispondere alla FSFE o manderà un’altra lettera direttamente alla Commissione cercando di far passare la propria visione.
Via | FSFE

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre sono stati effettuati diversi attacchi alle associazioni statunitensi che si occupano della tutela dei diritti d’autore, MPAA e RIAA sopra tutte. La protesta, organizzata attraverso il portale 4chan, non è passata inosservata in Europa: la Commissione ha perciò discusso alcune riforme per scongiurare il pericolo di un’estensione del fenomeno ad altri obiettivi. La rivolta di 4chan è scaturita dagli ultimi risvolti del processo a The Pirate Bay, che peraltro si svolge proprio in Europa. Gli attacchi perpetrati alle associazioni di categoria e alle autorità competenti in materia di proprietà intellettuale non sono terminati. Ulteriori Distributed Denial of Service (DDoS) sono previsti per il futuro.
Col Trattato di Libsona, entrato in vigore il 1 dicembre del 2009, il Parlamento Europeo si è assicurato (tra le varie disposizioni) una rapida capacità d’azione nei confronti dei crimini di tipo informatico. Non è necessaria l’approvazione unanime dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri europeo: è sufficiente che le normative siano adottate dalla maggioranza degli Stati membri in accordo col Parlamento. Può sembrare che la differenza sia minima, tuttavia l’iter legislativo dovrebbe risultare più snello. Il trattato sottoscritto poco meno di un anno fa non riguarda, ovviamente, soltanto le questioni legate a internet. È importante per analizzare ciò che verrà e soprattutto quanto è stato stabilito di recente.
Sempre alla fine del mese scorso, casualmente in corrispondenza della protesta di 4chan, l’Unione Europea ha presentato all’ONU (e in particolare all’ITU) una bozza di legge sulla neutralità della rete. Da un lato, la proposta prevede di trasformare internet in un luogo extraterritoriale come lo spazio o, l’Antartide per assicurarne il libero accesso e la difesa. Dall’altro, autorizza i governi a forme di censura della libertà d’opinione qualora si ritenesse che i contenuti possano essere di appoggio al terrorismo, oppure ai reati informatici. Un antefatto rilevante, che sottolinea l’attenzione dell’UE alla tematica del cyber-crimine. L’assunto è che la tutela di livello nazionale non sia sufficiente a difendere privati e istituzioni.
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La Commissione Europea ha approvato l’acquisizione di Sun da parte di Oracle.
L’investigazione che è partita a settembre 2009 ha decretato che non ci sono significativi impedimenti per la concorrenza e che, anzi, si potrebbe rivitalizzare il settore con nuovi ed innovativi prodotti.
Mysql ed Oracle competono in aree diverse del mercato che risulta dominato, per profitti, da tre aziende: Oracle, IBM e Microsoft. Se anche MySQL dovesse perdere delle caratteristiche il mondo open source non ne verrebbe particolarmente danneggiato.
Ora ad Oracle non resta che attende l’approvazione da parte di Cina e Russia per concludere l’acquisizione.
Via | Europa