Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag cloud computing

Red Hat evolve Infinispan con JBoss Data Grid per il cloud computing

pubblicato da Federico Moretti

JBoss Enterprise Data GridRed Hat propone agli sviluppatori un accesso preferenziale a JBoss Enterprise Data Grid (EDG) 6: è una soluzione per il data cache sul cloud computing basata su Infinispan, un progetto open source della comunità di JBoss.org. Un sistema costituito da «multipli server, che lavorano insieme per amministrare informazioni e operazioni».

Questa è la definizione di In-Memory Data Grid suggerita da Cameron Purdy per Oracle Coherence, un prodotto equivalente a EDG6 di Red Hat. Entrambe le soluzioni sono state ispirate da Amazon Dynamo. Per Jim Whitehurst, il CEO di Red Hat, il cloud computing non può esistere senza l’open source: EDG6 è una risposta a questa esigenza.

Ultimamente, Red Hat ha annunciato anche CloudForms e OpenShift. Tutti i maggiori provider sono supportati, da Amazon a Oracle. La società si pone in competizione con Rackspace, mantenendo però la compatibilità con OpenStack (sempre di quest’ultima): è l’opzione di Canonical per sostituire Eucalyptus. Un valore aggiunto da Red Hat.

Via | ReadWriteWeb

....
condividi 0 Commenti

Chi è preoccupato per Dropbox può decidere di passare a ownCloud 1.2

pubblicato da Federico Moretti

ownCloudSoltanto ieri abbiamo parlato dei dubbi sull’effettivo livello di sicurezza su Dropbox, tema ripreso dalla stessa società con una risposta ufficiale ai timori degli utenti. Pura coincidenza o ragionata strategia, nelle stesse ore è stato annunciato il rilascio di ownCloud 1.2, aggiornamento del sistema libero per il cloud computing.

Abbiamo seguito i progressi di ownCloud, una soluzione fai-da-te per lo storage online, dalla versione 1.1: si tratta di un progetto di KDE, coordinato con Social Desktop. Nel corso dell’estate, sarà realizzato un client per il desktop grazie alla GSoC 2011. Al momento, è pronta l’ultima versione prima del passaggio a ownCloud 2.0.

Con l’uscita di ownCloud 1.2, OpenDesktop ha aperto un portale dedicato alle applicazioni di terze parti per interfacciarsi con la piattaforma. Si può anche utilizzare ownCloud come Dropbox e Ubuntu One a pagamento su PackageCloud (100Mb sono gratis), oppure su Amazon S3 con SUSE Studio. È prevista l’integrazione con Plasma Active.

Via | KDE News

....
condividi 3 Commenti

Yahoo, un altro passo verso Linux: è entrata in The Linux Foundation

pubblicato da Federico Moretti

Yahoo - A Linux Company
Non è mai stato un utilizzo “passivo”, quello di Linux da Yahoo, e dopo l’intervento di Sven Dummer al summit per i vent’anni del kernel è stato ufficializzato l’ingresso dell’azienda in The Linux Foundation. In particolare Yahoo è interessata all’enterprise e al cloud computing (come peraltro dimostra il video dello stesso Dummer).

Fondata nel 1994, Yahoo conta circa mezzo miliardo di utenti che parlano trenta lingue diverse: dal comunicato ufficiale della fondazione si evince l’interesse della società nel supporto alle soluzioni di virtualizzazione, oltre al citato cloud computing. Raymie Stata, CTO di Yahoo, ha sottolineato l’importanza di Linux per il web.

Eccettuando l’intenzione di «massimizzare gli investimenti sulla piattaforma», stupisce piuttosto che questo ingresso formale sia arrivato così tardi. Come sottolineato in occasione dei vent’anni di Linux, il coinvolgimento di Yahoo non è venuto a mancare soprattutto in ambito server. Si può quasi parlare di una scelta “obbligata”.

Via | The Linux Foundation

....
condividi 0 Commenti

Il FLOSS che fine farà in un mondo post-PC?

pubblicato da Lpt on fire!


Il settore dell’IT sta spingendo in maniera decisa in una direzione che ci farà abbandonare i PC desktop così come li concepiamo ora. Questo sarà una cosa positiva o negativa per il FLOSS?

Pensate un attimo a quanti anni sono che si dice: “quest’anno sarà l’anno di Linux sul desktop”. Tanti. Troppi. Soprattutto se si considera che nonostante si siano fatti degli enormi passi in avanti dal punto di vista degli utenti siamo ancora messi male rispetto ai più noti sistemi proprietari.

Al mondo siamo quasi arrivati ad una popolazione di 7 miliardi persone. Persone che, in base allo sviluppo della loro nazione, avranno bisogno di accesso a mezzi di comunicazione moderni. Purtroppo i computer ultrapotenti del giorno d’oggi sono fuori dalla portata di gran parte delle persone nel mondo. Se anche ci fosse la possibilità economica, fornire a tutti questi individui un PC sarebbe sicuramente inutile perché non sfrutterebbero appieno le potenzialità dello strumento.

Continua a leggere: Il FLOSS che fine farà in un mondo post-PC?

Pronti dei mockup per ownCloud 1.1: un client per KDE alla GSoC 2011

pubblicato da Federico Moretti

ownCloud 1.1Gli sviluppatori di ownCloud, la soluzione per il cloud computing orientata a KDE, stanno lavorando alacremente per ottenere una piattaforma sempre più user-friendly. Ne ha parlato Frank Karlitschek, manutentore di openDesktop.org e membro del team di KDE, annunciando un progetto per il desktop con la Summer of Code 2011 via Google.

KDE offre la possibilità di sincronizzare il proprio account su openDesktop.org nelle impostazioni di sistema, ma ownCloud non ha ancora un client appropriato: il progetto della Google SoC 2011 risolverà il gap con un’applicazione per sincronizzare i dati e consentire il lavoro offline. Nel frattempo ownCloud continua a migliorare.

Karlitschek ha installato ownCloud con gli ultimi mockup sul proprio server: non essendoci un’interfaccia utente pubblica come per Ubuntu One, era l’unico modo per mostrare le novità della piattaforma. Gli esempi riguardano la pagina di login, le impostazioni e i log del sistema. È un’alternativa libera e costantemente in crescita.

Via | Frank Karlitschek

....
condividi 0 Commenti

OpenStack Object Storage (o, Swift) ospita pure i backup di Déjà Dup

pubblicato da Federico Moretti

OpenStack Cloud SoftwareDiverso tempo fa parlammo di Déjà Dup, uno strumento per il backup dei dati che è presente su Fedora con GNOME e può essere installato su numerose distribuzioni — tra cui, ovviamente, Ubuntu. Abbiamo anche seguito gli sviluppi di OpenStack, la soluzione per il cloud computing realizzata dalla collaborazione di RackSpace con la NASA. Soren Hansen, sviluppatore di OpenStack e Ubuntu, ha unito i progetti.

Riprendiamo un attimo OpenStack, per spiegare il senso della convergenza: è una piattaforma che unisce due componenti utili per realizzare soluzioni remote di storage cui accedere dai più diversi dispositivi connessi alla rete intranet e/o internet. Entrambi i componenti sono ospitati da Launchpad e Swift – noto anche come Object Storage – si occupa del trasferimento dei dati al server su cui è presente OpenStack.

Ecco, perciò, l’idea di Hansen. Déjà Dup permette di effettuare dei backup periodici di percorsi preconfigurati, ma questi non prevedono una destinazione specifica. Avendo la possibilità di utilizzare un server (o, una soluzione basata su OpenStack) si può scegliere d’ospitare i backup gestendoli con Swift, anziché su dischi esterni. È possibile passare a RackSpace dall’hard disk. RackSpace Hosting è un servizio a pagamento.

Via | Soren Hansen

....
condividi 0 Commenti

Ubuntu One approda pure su Windows, somigliando sempre più a Dropbox

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu OneQuando non si occupa del fork di GNOME, Canonical presta una particolare attenzione a Ubuntu One. Il servizio di cloud computing non si limita a Ubuntu: abbiamo già visto come siano stati realizzati dei port ufficiali per Android e iOS. All’appello mancava soltanto Windows e non ci vorrà molto perché il gap con Dropbox sia colmato definitivamente. Ubuntu One per Windows è, infatti, in fase di beta testing su iscrizione.

La differenza tra i due servizi è molto sottile: Dropbox supporta Linux da tempo e Ubuntu One si affretta a coprire tutti i sistemi operativi per cui non è ancora disponibile. Benché non esista un’applicazione per OS X, è comunque possibile accedere allo spazio remoto attraverso servizi di terze parti o, dal web. Senza dimenticare che Canonical propone musica da Ubuntu One, sincronizzata coi principali riproduttori per Linux.

Ci sono soltanto due aspetti per cui Dropbox è ancora preferibile all’offerta di Canonical. Il primo riguarda il programma promozionale, che consente di accumulare spazio aggiuntivo invitando gli amici a sottoscrivere il servizio. Il secondo sarebbe il cloud printing, ma Linux risolve il problema con CUPS. Per provare Ubuntu One su Windows bisogna lasciare la propria e-mail nella richiesta di partecipazione al beta testing.

Via | Ubuntu One

....
condividi 4 Commenti

È pronta la 1ª release di OpenStack: Austin Compute e Object Storage

pubblicato da Federico Moretti

OpenStack Open Source Cloud Mission

All’inizio della seconda metà di luglio, la NASA e RackSpace avevano annunciato (ed effettuato i primi commit su Launchpad) OpenStack. Ci sono voluti circa tre mesi e il progetto ha esordito con una prima release: OpenStack 1.0 è pronto per il download. Entrambi i progetti, Compute e Object Storage, possono essere usati come soluzione per il cloud computing.

OpenStack Compute o, Nova è il componente che si occupa della gestione delle macchine virtuali. Concepito e utilizzato dalla NASA, supporta Xen, KVM/QEMU e usermode Linux. OpenStack Object Storage, come suggerisce il nome, è invece il componente per l’archiviazione dei dati: sviluppato da RackSpace, è in Python e supporta ACL e statistiche avanzate.

Entrambi i progetti sono ottimizzati per l’utilizzo su Ubuntu Server 10.10 e possono essere installati su qualsiasi distribuzione Linux. Rilasciata Austin, con la prossima release (nome in codice Bexar) l’ambiente sarà armonizzato con Glance. Quest’ultimo si occupa dell’auto-discovery e della distribuzione a Nova delle immagini virtuali presenti sullo storage di Swift.

Via | ReadWriteCloud

....
condividi 0 Commenti

Ubuntu ci regala un'ora per testare il cloud computing

pubblicato da sigul



Il cloud computing di Ubuntu non è una novità, perché le nuvole sono sempre più attorno a noi. Ecco allora che Canonical, in collaborazione con Amazon, ci regala un’ora per provare una macchina virtuale nel mondo dei cloud.

Basta andare all’inidirizzo dell’Ubuntu cloud. Possiamo accedere con il nostro account di Ubuntu One (che possiamo creare per l’occasione) oppure di Launchpad. Avremo così a disposizione una macchina virtuale per circa un’ora.

Canonical si occuperà di fare tutta la registrazione su Amazon e in pochi secondo avremo l’opportunità di collegarci, via ssh da terminale, alla nostra macchina.

Avremo a disposizione Ubuntu 10.10 server (quindi senza interfaccia grafica) su cui dovremo andare a fare le installazioni necessarie, utilizzando magari tasksel (in cui troviamo anche Wordpress e MoinMoin).

....
condividi 4 Commenti

Bing aggiunge la possibilità di sfruttare OpenStreetMap

pubblicato da Federico Moretti

Bing OpenStreetMap

Grazie all’infrastruttura di Windows Azure per il cloud computing Bing Maps dà la possibilità di accedere a un layer di OpenStreetMap. La funzione richiede Silverlight (Moonlight 3.0 non è supportato). Uno degli aspetti più positivi della novità consiste nella creazione di mashup basati su Bing e OpenStreetMap attraverso le varie API del motore di ricerca.

Sembra proprio che l’alternativa a Google Maps passi proprio da OpenStreetMap. Il progetto, che di recente ha ricevuto 1$ milione da MapQuest, è utilizzato sempre più spesso dai competitor di Google. Un ottimo segnale di come le mappe generate dagli utenti siano tenute in grande considerazione. È l’ennesima “vittoria” dell’open source, in un certo senso.

Il lato negativo per ciò che riguarda Bing è l’obbligo all’uso di Silverlight. Trattandosi di un’opzione che sovrascrive la ricerca sulle mappe di Microsoft, i browser che ancora non ne supportano la tecnologia (proprietaria, ovviamente) sono reindirizzati alla versione standard. Un limite evidente che vanifica almeno in parte il discreto lavoro degli sviluppatori.

Via | Beta News

....
condividi 8 Commenti

La NASA e RackSpace rilasciano OpenStack su Launchpad

pubblicato da Federico Moretti

OpenStackRackSpace, in collaborazione con la NASA, ha rilasciato i sorgenti della propria soluzione per il cloud computing sotto licenza Apache 2.0. OpenStack consiste in 2 progetti: da un lato una soluzione software per gestire l’archiviazione, dall’altro un engine per la virtualizzazione.

OpenStack è stato definito nel suo settore come «la notizia più grande dopo EC2». I sorgenti di entrambi i progetti sono reperibili da un repository su Launchpad. Il “motore” di OpenStack è realizzato dalla NASA come Nebula, mentre la parte gestionale è curata da RackSpace.

È una tecnologia per lo storage su ampia scala che ha già raccolto il favore di aziende del calibro di AMD, Citrix, Dell e RightScale. Decisamente fuori dalla portata degli utenti finali.

Via | TechCrunch

....
condividi 1 Commenti

Ubuntu Enterprise Cloud, 12000 installazioni

pubblicato da Lpt on fire!


Cloud Computing, una parola che per alcuni è solo di moda per altri rappresenta il futuro.

Ubuntu si schiera con questi ultimi ed il suo COO, Matt Asay, ha affermato che l’Ubuntu Enterprise Cloud ha già raggiunto le 12000 unità con 200 nuove installazioni quotidiane.

Il servizio non è stato realizzato per far guadagnare direttamente l’azienda, ma ci si aspetta che con l’aumento dell’uso del Cloud Computing Ubuntu possa avere un ruolo di primo piano che si tradurrà poi in entrate economiche.

Via | ServerWatch

....
condividi 1 Commenti