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Tutti gli articoli con tag cloud computing

AT&T sceglie OpenStack per il nuovo servizio CloudArchitect

pubblicato da Giacomo Picchiarelli

OpenStack - Cloud Software La notizia ha due punti di interesse: il primo è che AT&T, almeno per il momento, risulta essere l’unico operatore di telecomunicazioni statunitense ad aver adottato la tecnologia OpenStack, il secondo è che Microsoft e AT&T sono partner da molto tempo e le loro collaborazioni hanno dato frutti in prodotti di largo consumo. Ad esempio XBox360 con il servizio U-Verse.

Apparentemente non sono state rilasciate giustificazioni sulla scelta fatta o sul futuro ruolo di OpenStack all’interno di AT&T. L’unica cosa chiara è che il CTO John Donovan ha lavorato alla tecnologia per circa un anno. Probabilmente riducendo al minimo le fughe di notizie visti i rapporti economici con Microsoft.

Il servizio CloudArchitect sarà composto da vari stack LAMP composti da CentOS, Debian, Fedora e Red Hat. Incluso Windows Server per AT&T Cloud Architect. Magari per salvare le apparenze. Quello che rimane sul tavolo è l’intenzione concreta di raddoppiare il numero di datacenter, equipaggiandoli con tecnologie opensource. Un chiaro cambio di rotta che dovrà ancora rivelare tutti gli esiti.

Via | TheRegister

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Microsoft permetterà l’utilizzo di Linux, su Windows Azure, dal 2012

pubblicato da Federico Moretti

Windows AzureWindows Azure, l’alternativa di Microsoft ad Amazon Web Services (AWS), includerà delle macchine virtuali con Linux a partire dalla primavera di quest’anno. È una funzionalità molto richiesta dai clienti di Redmond che avvicina ulteriormente la piattaforma di Windows Azure ad Amazon EC2. Quest’ultima prevede già entrambi i sistemi.

La disponibilità delle prime immagini di Linux su Azure è prevista con la Community Technology Preview (CTP) dei nuovi servizi di Microsoft per il 2012. Non si conosce quale sarà la distribuzione implementata: a dirla tutta, la multinazionale non ha confermato “ufficialmente” le indiscrezioni — che sono trapelate dagli sviluppatori.

Amazon, il principale competitore di Microsoft in questo settore, utilizza una propria derivata di Red Hat Enterprise Linux (RHEL). Microsoft collabora con una serie di partner per la virtualizzazione di Hyper-V, perciò le macchine virtuali saranno sviluppate in accordo con loro e non è esclusa la stessa società dal cappello rosso.

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È disponibile ownCloud 2.0: file manager, dispositivi e applicazioni

pubblicato da Federico Moretti

ownCloudCon ownCloud 2.0, l’alternativa libera alle piattaforme per cloud computing raggiunge un importante obiettivo nel confronto con iCloud, Dropbox, ecc.; la soluzione di openDesktop.org supporta la sincronizzazione tra i dispositivi, le applicazioni web e/o “native” e l’integrazione coi file manager dei diversi ambienti per il desktop.

Orientata a KDE, ownCloud 2.0 può dialogare con Dolphin per un rapido accesso ai documenti: grazie alle nuove specifiche gli sviluppatori possono realizzare delle estensioni per supportare altri file manager. Ad esempio, Nautilus. Tutte le applicazioni che integrano il protocollo remoteStorage sono già compatibili con ownCloud 2.0.

Il principale vantaggio di ownCloud risiede nella possibilità di realizzare una piattaforma per il cloud computing indipendente e libera dal controllo di terze parti. La prossima major release è programmata per l’inizio del 2012. L’interfaccia web è multi-piattaforma: le applicazioni “native” sono ancora un po’ troppo legate a KDE.

Via | KDE News

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È pronto Ubuntu One for Windows 2.0, per sincronizzare i dispositivi

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One for WindowsCanonical ha rilasciato Ubuntu One for Windows 2.0, il primo rilascio considerato stabile per il client dedicato al sistema operativo di Microsoft. Il numero di versione non è indicativo, perché la 1.0 era ancora sperimentale: le prestazioni dell’aggiornamento si allineano al programma per Linux. È possibile registrarsi con Windows.

Gli sviluppatori hanno sentito il bisogno di giustificarsi per la realizzazione di un client su Windows: a quanto pare, un numero consistente di utenti ha manifestato la necessità di condividere i propri documenti su sistemi operativi diversi da Linux. Ubuntu One è disponibile anche per Android e iOS. All’appello manca giusto OS X.

Ubuntu One «ha deciso di essere multi-piattaforma» al punto da ignorare proprio le altre distribuzioni di Linux. L’installazione del client è subordinata, a eccezione di Ubuntu, alla compilazione dei sorgenti oppure all’utilizzo di pacchetti realizzati da terze parti: è una scelta legittima, essendo un’applicazione legata a Ubuntu?

Via | Canonical

Open Cloud Initiative è una società no profit per il cloud computing

pubblicato da Federico Moretti

Open Cloud InitiativeOpen Cloud Initiative è il nome scelto per una nuova organizzazione di pubblica utilità sul cloud computing. È stata presentata a Portland, in Oregon, durante l’OSCON 2011 di O’Reilly Media: la struttura è quella che, in Italia, definiremmo come una “società di persone”. Intende stabilire dei princìpi comuni per imprese e individui.

La necessità primaria dell’Open Cloud Initiative è quella di rendere «fungibili» le infrastrutture per il cloud computing: significa, in sostanza, garantire l’importazione e l’esportazione dei dati da una piattaforma all’altra. La soluzione è nell’utilizzo di standard aperti, come accade a StatusNet per il microblogging di OStatus.

Il paragone con StatusNet non è casuale perché tra i promotori di Open Cloud Initiative figura proprio Evan Prodromou, il Chief Technical Officer (CTO) della società canadese. La scelta di utilizzare del software open source è alla base degli Open Cloud Principles sostenuti dalla nuova realtà per l’adeguamento delle infrastrutture.

Via | ReadWriteWeb

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Ubuntu One Files: il cloud computing di Canonical approda su Android

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One Files

Ubuntu One Files è la nuova applicazione di Canonical per portare il cloud computing su Android. Insieme a Ubuntu One Music, è già disponibile gratuitamente per il download dall’Android Market. Per la prima volta si potranno gestire i documenti caricati sullo spazio registrato su Ubuntu One da tutti i dispositivi mobili con Android.

L’applicazione non dovrebbe richiedere la sottoscrizione dell’abbonamento per il piano Ubuntu One Mobile, associato allo streaming di Ubuntu One Music su Android e iOS. Quindi dovrebbe funzionare coi piani gratuiti da 2Gb di spazio. Utilizzo il condizionale perché tentando l’accesso Ubuntu One Files sembra fallire l’autenticazione.

Con Ubuntu One Files si possono caricare, scaricare e rinominare i documenti. L’applicazione è in grado di effettuare automaticamente il backup delle fotografie salvate nelle gallerie di Android. In attesa della disponibilità gratuita di Ubuntu One Contacts, Ubuntu One Files è una soluzione molto vicina al programma per il desktop.

Via | Canonical

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Red Hat evolve Infinispan con JBoss Data Grid per il cloud computing

pubblicato da Federico Moretti

JBoss Enterprise Data GridRed Hat propone agli sviluppatori un accesso preferenziale a JBoss Enterprise Data Grid (EDG) 6: è una soluzione per il data cache sul cloud computing basata su Infinispan, un progetto open source della comunità di JBoss.org. Un sistema costituito da «multipli server, che lavorano insieme per amministrare informazioni e operazioni».

Questa è la definizione di In-Memory Data Grid suggerita da Cameron Purdy per Oracle Coherence, un prodotto equivalente a EDG6 di Red Hat. Entrambe le soluzioni sono state ispirate da Amazon Dynamo. Per Jim Whitehurst, il CEO di Red Hat, il cloud computing non può esistere senza l’open source: EDG6 è una risposta a questa esigenza.

Ultimamente, Red Hat ha annunciato anche CloudForms e OpenShift. Tutti i maggiori provider sono supportati, da Amazon a Oracle. La società si pone in competizione con Rackspace, mantenendo però la compatibilità con OpenStack (sempre di quest’ultima): è l’opzione di Canonical per sostituire Eucalyptus. Un valore aggiunto da Red Hat.

Via | ReadWriteWeb

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Chi è preoccupato per Dropbox può decidere di passare a ownCloud 1.2

pubblicato da Federico Moretti

ownCloudSoltanto ieri abbiamo parlato dei dubbi sull’effettivo livello di sicurezza su Dropbox, tema ripreso dalla stessa società con una risposta ufficiale ai timori degli utenti. Pura coincidenza o ragionata strategia, nelle stesse ore è stato annunciato il rilascio di ownCloud 1.2, aggiornamento del sistema libero per il cloud computing.

Abbiamo seguito i progressi di ownCloud, una soluzione fai-da-te per lo storage online, dalla versione 1.1: si tratta di un progetto di KDE, coordinato con Social Desktop. Nel corso dell’estate, sarà realizzato un client per il desktop grazie alla GSoC 2011. Al momento, è pronta l’ultima versione prima del passaggio a ownCloud 2.0.

Con l’uscita di ownCloud 1.2, OpenDesktop ha aperto un portale dedicato alle applicazioni di terze parti per interfacciarsi con la piattaforma. Si può anche utilizzare ownCloud come Dropbox e Ubuntu One a pagamento su PackageCloud (100Mb sono gratis), oppure su Amazon S3 con SUSE Studio. È prevista l’integrazione con Plasma Active.

Via | KDE News

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Yahoo, un altro passo verso Linux: è entrata in The Linux Foundation

pubblicato da Federico Moretti

Yahoo - A Linux Company
Non è mai stato un utilizzo “passivo”, quello di Linux da Yahoo, e dopo l’intervento di Sven Dummer al summit per i vent’anni del kernel è stato ufficializzato l’ingresso dell’azienda in The Linux Foundation. In particolare Yahoo è interessata all’enterprise e al cloud computing (come peraltro dimostra il video dello stesso Dummer).

Fondata nel 1994, Yahoo conta circa mezzo miliardo di utenti che parlano trenta lingue diverse: dal comunicato ufficiale della fondazione si evince l’interesse della società nel supporto alle soluzioni di virtualizzazione, oltre al citato cloud computing. Raymie Stata, CTO di Yahoo, ha sottolineato l’importanza di Linux per il web.

Eccettuando l’intenzione di «massimizzare gli investimenti sulla piattaforma», stupisce piuttosto che questo ingresso formale sia arrivato così tardi. Come sottolineato in occasione dei vent’anni di Linux, il coinvolgimento di Yahoo non è venuto a mancare soprattutto in ambito server. Si può quasi parlare di una scelta “obbligata”.

Via | The Linux Foundation

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Il FLOSS che fine farà in un mondo post-PC?

pubblicato da Lpt on fire!


Il settore dell’IT sta spingendo in maniera decisa in una direzione che ci farà abbandonare i PC desktop così come li concepiamo ora. Questo sarà una cosa positiva o negativa per il FLOSS?

Pensate un attimo a quanti anni sono che si dice: “quest’anno sarà l’anno di Linux sul desktop”. Tanti. Troppi. Soprattutto se si considera che nonostante si siano fatti degli enormi passi in avanti dal punto di vista degli utenti siamo ancora messi male rispetto ai più noti sistemi proprietari.

Al mondo siamo quasi arrivati ad una popolazione di 7 miliardi persone. Persone che, in base allo sviluppo della loro nazione, avranno bisogno di accesso a mezzi di comunicazione moderni. Purtroppo i computer ultrapotenti del giorno d’oggi sono fuori dalla portata di gran parte delle persone nel mondo. Se anche ci fosse la possibilità economica, fornire a tutti questi individui un PC sarebbe sicuramente inutile perché non sfrutterebbero appieno le potenzialità dello strumento.

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Pronti dei mockup per ownCloud 1.1: un client per KDE alla GSoC 2011

pubblicato da Federico Moretti

ownCloud 1.1Gli sviluppatori di ownCloud, la soluzione per il cloud computing orientata a KDE, stanno lavorando alacremente per ottenere una piattaforma sempre più user-friendly. Ne ha parlato Frank Karlitschek, manutentore di openDesktop.org e membro del team di KDE, annunciando un progetto per il desktop con la Summer of Code 2011 via Google.

KDE offre la possibilità di sincronizzare il proprio account su openDesktop.org nelle impostazioni di sistema, ma ownCloud non ha ancora un client appropriato: il progetto della Google SoC 2011 risolverà il gap con un’applicazione per sincronizzare i dati e consentire il lavoro offline. Nel frattempo ownCloud continua a migliorare.

Karlitschek ha installato ownCloud con gli ultimi mockup sul proprio server: non essendoci un’interfaccia utente pubblica come per Ubuntu One, era l’unico modo per mostrare le novità della piattaforma. Gli esempi riguardano la pagina di login, le impostazioni e i log del sistema. È un’alternativa libera e costantemente in crescita.

Via | Frank Karlitschek

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OpenStack Object Storage (o, Swift) ospita pure i backup di Déjà Dup

pubblicato da Federico Moretti

OpenStack Cloud SoftwareDiverso tempo fa parlammo di Déjà Dup, uno strumento per il backup dei dati che è presente su Fedora con GNOME e può essere installato su numerose distribuzioni — tra cui, ovviamente, Ubuntu. Abbiamo anche seguito gli sviluppi di OpenStack, la soluzione per il cloud computing realizzata dalla collaborazione di RackSpace con la NASA. Soren Hansen, sviluppatore di OpenStack e Ubuntu, ha unito i progetti.

Riprendiamo un attimo OpenStack, per spiegare il senso della convergenza: è una piattaforma che unisce due componenti utili per realizzare soluzioni remote di storage cui accedere dai più diversi dispositivi connessi alla rete intranet e/o internet. Entrambi i componenti sono ospitati da Launchpad e Swift – noto anche come Object Storage – si occupa del trasferimento dei dati al server su cui è presente OpenStack.

Ecco, perciò, l’idea di Hansen. Déjà Dup permette di effettuare dei backup periodici di percorsi preconfigurati, ma questi non prevedono una destinazione specifica. Avendo la possibilità di utilizzare un server (o, una soluzione basata su OpenStack) si può scegliere d’ospitare i backup gestendoli con Swift, anziché su dischi esterni. È possibile passare a RackSpace dall’hard disk. RackSpace Hosting è un servizio a pagamento.

Via | Soren Hansen

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