Nuovi rilasci per GNU Classpath ed IcedTea, che raggiungono rispettivamente la versione 0.96 e 1.4. Con i rilasci di oggi si delinea in maniera sempre più evidente il ruolo di Classpath: non più un’alternativa all’ambiente Java di Sun bensì una piattaforma che consenta di effettuare la compilazione di IcedTea fornendo dei sostituti liberi ai componenti rimasti esclusi dall’apertura dei sorgenti di Java.
Oltre a Fedora 8 ( che la includerà per default ) anche altre distribuzioni come Debian ed Ubuntu sono all’opera per integrare IcedTea all’interno dei loro repository: finalmente la Java-trap sta per essere disinnescata definitivamente.
[ via OSNews ]
Gli ingegneri di Red Hat sono riusciti ad effettuare il bootstrap di OpenJDK utilizzando gcj e sostituendo i blob binari presenti nell’implementazione di Sun con codice prodotto dal progetto GNU Classpath; il risultato di quest’esperimento prende il nome di IcedTea e, come sottolineano gli stessi sviluppatori, si tratta di software non adatto all’uso quotidiano ma che si rivelerà utile non appena il progetto OpenJDK terminerà l’allestimento del nuovo repository pubblico Mercurial-based.
I più impazienti possono già giocare con IcedTea seguendo le istruzioni presenti nell’annuncio, a patto di avere a disposizione un’installazione di Fedora 7.
A distanza di diversi mesi dalla sua “dichiarazione d’intenti” Sun ha completato il rilascio dei sorgenti di Java, ora disponibili con licenza GPLv2 presso il progetto OpenJDK; dato che, a causa di questioni commerciali / legali, alcuni componenti sono rimasti esclusi da questo processo, Sun ha chiesto l’aiuto della comunità per la risoluzione del problema: una sorta di invito implicito a progetti come Classpath per la creazione di un ambiente Java completamente GPL.
OpenBSD è stato il primo sistema operativo ad iniziare l’importazione nel proprio tree del “nuovo” Java.
Nonostante Sun abbia annunciato nel novembre dello scorso anno la volontà di rilasciare buona parte dei sorgenti di Java con licenza GPL2, proseguono gli sforzi di progetti alternativi come GNU Classpath, che proprio pochi giorni fa ha raggiunto il traguardo della versione 0.95, nome in codice “Take Five“.
Le novità più interessanti sono sicuramente il supporto completo ai generics di Java 1.5, gli incrementi di performance per Cairo / freetype ma, soprattutto, la possibilità di poter effettuare il bootstrap di OpenJDK tramite Classpath: ciò significa che per ottenere un versione funzionante di OpenJDK non sarà più necessario ricorre alle precedenti incarnazioni closed di javac¹, rendendo effettivamente disponibile un ambiente di sviluppo Java interamente libero.
L’annuncio completo del rilascio è disponibile qui.
[1] Un’ulteriore nota positiva è rappresentata dal fatto che il bootstrapping vale anche al contrario: è possibile cioè compilare Classpath grazie al compilatore ( scusate il gioco di parole ) incluso nell’OpenJDK. Mica male, vero?
[ via OSNews ]