Finalmente la release 5 della Community ENTerprise Operating System (comunemente detta CentOS) è stata rilasciata.
Ne da l’annuncio Karanbir Singh, uno dei manteiner principali del progetto:
We are pleased to announce the immediate availability of CentOS-5 for the i386 and x86_64 Architectures.
CentOS-5 is based on the upstream release 5, and includes packages from all variants including Server and Client. All upstream repositories have been combined into one, to make it easier for end users to work with.
And the option to further enable external repositories at install time is now available in the installer.Further Arch support for PowerPC, IA64 and Sparc are planned and will be released soon. These arch’s will follow the existing pattern of release to Beta first, and then to Final.
Cioè la distribuzione è stata realizzata in modo da contentere in un unico “albero” tutti i pacchetti che l’upstream vendor (Red Hat, per chi non lo sapesse) ha usato per caratterizzare le diverse varianti della sua Enterprise Linux.
Come al solito raccomandiamo una lettura delle Note di Rilascio prima di passare al download e alla successiva installazione.

Aspettando il rilascio (ormai imminente) di CentOS 5, ci si può “consolare” con un altro clone di Red Hat Enterprise 5: StartCom Enterprise Linux. Si tratta di una distribuzioni di origini israeliane che come CentOS si basa sui sorgenti di RedHat Enterprise offrendo una alternativa a costo zero alla distro del cappello rosso.
StartCom Enterprise Linux AS-5.0.0 può essere utilizzabile sia come server che come workstation e presenta caratteristiche interessanti (ovviamente presenti anche in RedHat 5) come il supporto al Global File System (GFS), ideale per cluster ad alta affidabilità, e Xen per la creazione/getsione di sistemi operativi virtuali.
StartCom Enterprise Linux AS-5.0.0 nome in codice “Kishuf” è scaricabile in formato DVD per architettura x86 e x86_64.
[Via | Distrowatch]
Con un messaggio inviato in mailing list Johnny Hughes ha annunciato l’arrivo di CentOS 5 Beta.
Nonostante un certo ritardo rispetto a quanto era stato annunciato da Karanbir Singh la più nota e apprezzata tra i rebuild di RedHat Enterprise è quasi pronta. Gli sviluppatori attendono che avvenga il rilascio di RHEL5, che voci ben informate dicono avverrà oggi, per poter dare gli ultimi ritocchi e annunciare la versione finale di CentOS.
La Beta, disponibile per architettura x86 e x86_64, è consigliata soltanto a chi voglia sperimentare le novità presenti. Gli sviluppatori non danno alcuna garanzia di poter effettuare un upgrade alla versione finale come spiegato nelle note di rilascio.
Download: la DVD ISO è scaricabile via BitTorrent perx86 e x86_64
[Via | Osnews]
L’attesa per la nuova versione di CentOS, uno tra i più noti e apprezzati rebuild di RedHat Enterprise, è quasi finita. A rompere il ghiaccio ci penserà una Beta annunciata come imminente da Karanbir Singh. A detta dello sviluppatore i test sono andati bene e si dovrà aspettare ancora per poco prima di vedere le ISO su beta.centos.org. Inoltre è stato lo stesso Singh nella mailing list di sviluppo a svelare una probabile data per il rilascio della versione defintiva cioè il 15 marzo.
Non resta che tenere d’occhio la announce list ;-)
Karanbir Singh uno tra gli sviluppatori di CentOS, distro derivata da RedHat Enterprise Linux, ha offerto sul suo blog qualche anticipazione sulla nuova release 5. Stando ai primi test effettuati dal team di sviluppo i miglioramenti sarebbero davvero molti anche per quanto riguarda l’infrastruttura con cui CentOS viene realizzata. Tutto questo dovrebbe garantire una solidità senza paragoni con le precedenti versioni. L’ultimo passo prima del rilascio definitivo consisterà nei test da parte di un ristretto numero di utenti. A questo proposito Karanbir Singh ha invitato chiunque sia interessato a testare la nuova CentOS a mettersi in contatto con i membri del team di sviluppo.
Buona fortuna!
[Via | Karanbir Singh - Thinkability]
Il Fedora Legacy Project, nato per dare supporto alle versioni di Fedora “outdated” e non aggiornate ufficialmente, chiude i battenti a causa della mancanza di interesse da parte della comunità.
Gli sviluppatori dietro Fedora Legacy infatti hanno visto nel tempo aumentare il carico di lavoro senza però avere nuove risorse (soprattutto personale) per portarlo a termine. Da dicembre quindi nessuna versione di Fedora precedente alla 4 (inclusa) non è stata aggiornata.
La notizia non è delle migliori per i sistemisti che contavano nel progetto per evitare di dover aggiornare la distribuzione dei propri server ogni 6/9 mesi. Intanto la comunità di sviluppo ha annunciato che si stanno rivedendo le politiche interne per allungare di 2 cicli il supporto minimo di ogni release (portandolo quindi dagli attuali 12 a 18-24 mesi).
Per chi volesse comunque migrare/aggiornare il proprio server basato su Fedora 3 o 4 ricordo che esiste la possibilità di convertire la distro su CentOS, distribuzione compatibile anche con RHES, con poche piccole modifiche ai file di configurazione di Yum (e molta pazienza).