
E’ stata rilasciata la versione 2.6.33 del kernel Linux. Oltre al progetto Nouveau, consistente nel reverse-engineering dei driver per schede grafiche NVidia, di cui abbiamo ampiamente discusso nei mesi scorsi, l’ultima versione del kernel offre tantissime altre novità interessanti.
DRBD, acronimo di Distributed Replicated Block Device, consente di replicare i blocchi di uno storage in modo da ripristinarli in caso di fallimento. DRDB può pertanto essere visto come una implementazione del RAID1 (mirroring).
Altra interessante novità è l’implementazione della chiamata di sistema recvmmsg() che consente di ricevere, con una singola operazione, molti messaggi che, altrimenti, sarebbero ottenuti attraverso molte invocazioni alla syscall recvmsg().
Cosa ci porterà il kernel Linux 2.6.33 che dovrebbe arrivare ad inizio marzo?
Fra le novità è finalmente stato integrato completamente il supporto all’istruzione ATA TRIM che consente di segnalare le aree libere direttamente al supporto fisico. Una caratteristiche che si rivela particolarmente utile con i dischi a stato solido consentendo di migliorare le prestazioni e l’aspettativa di vita.
Il filesystem btrfs era in grado di sfruttare questa funzionalità già dal kernel 2.6.32 ed ora sono state incorporate le patch anche per ext4.
Continua a leggere: Linux 2.6.33, alcune novità per lo storage

Lo scorso anno vi abbiamo parlato della possibilità che Fedora 13 arrivasse con il supporto per gli snapshot Btrfs.
In pratica si creerebbe una nuova istantanea del disco prima di qualsiasi transazione Yum. In caso di problemi si potrebbe tornare facilmente ad una situazione funzionante scegliendo una precedente versione.
Per maggiori informazioni potete consultare SystemRollbackWithBtrfs dove si legge che alcune patch sono state inviate a Linus per l’inclusione nel kernel sperando di fare in tempo per la versione 2.6.33.

Ad inizio anno è normale chiedersi cosa ci troveremo davanti nei prossimi mesi. Nessuno ha la sfera di cristallo per rispondere in maniera corretta a questa domanda, ma si possono fare delle ipotesi verosimili come quelle presentate da LWN.
Tra i fatti più interessanti vi segnalo:

Fedora 12 è appena stata rilasciata, non senza qualche polemica, ed ecco che già sia parla della prossima Fedora 13.
Una delle caratteristiche proposte è lo sfruttamento del sistema degli snapshot di Btrfs. L’idea è quella di creare uno snapshot del filesystem per ogni transizione di Yum.
In caso di problemi si potrebbe tornare indietro con un rollback e lo spazio occupato da ogni snapshot è limitato in quanto btrfs si basa sul concetto del COW (copy on write).
Il ramo di sviluppo che porterà al kernel linux 2.6.32 introduce molte interessanti novità per Btrfs, il “next generation file system for Linux“.
La più interessante per chi intende utilizzarlo con carichi di lavoro pesanti è la capacità di arrivare a 1gb/s su hardware veloce come xfs mentre prima saturava la cpu già a 400mb/s. Aumento della velocità anche per le operazioni di cancellazione e per software come rpm e yum.
È già stato introdotto il supporto sperimentale per la gestione delle operazioni “discard” per consentire al filesystem di notificare ai dischi a stato solido quali blocchi sono stati liberati dalla cancellazione dei dati. Per ora il supporto da parte dei sottosistemi scsi e libata è ancora in fase di sviluppo.

Phoronix ha provato a testare come si comportano i diversi file system disponibili per Linux quando vengono utilizzati su un pen drive usb.
Probabilmente molti useranno il vecchio fat32, ma ci sono vantaggi nell’utilizzarne altri come ext3, ext4, xfs, btrfs o reiserfs? I test sono stati eseguiti utilizzando un kernel 2.6.32 su un pen drive da 32gb Flash Voyager GT.
Uno dei file system che si è piazzato meglio nei risultati è ext4, ma in alcuni casi specifici gli altri si comportano meglio, persino fat32. Non è possibile, quindi, definire un vincitore assoluto, ma molto dipende dall’uso che se ne intende fare.
Continua a leggere: Filesystem per pen drive, test e risultati

Abbiamo già parlato di Btrfs, ma per questa volta vogliamo approfondire l’implementazione di questo filesystem.
Valerie Aurora ha scritto un lungo articolo in cui racconta la storia di questo filesystem, come funziona e soprattutto le differenze con il filesystem ZFS di Sun. Rispetto a quest’ultimo sono evidenziati i punti che lo rendono, anche tecnicamente, un filesystem migliore.
Valerie si è persino lanciata in una previsione. Secondo lei entro due anni btrfs sarà il filesystem predefinito per ogni nuova installazione. Speriamo che abbia ragione, ma se avete creato una partizione btrfs con un kernel 2.6.30 o precedente nel 2.6.31 c’è stata una modifica al formato su disco.
Via | LWN
Continua a leggere: Btrfs, storia di un filesystem ed il suo futuro

Phoronix ha deciso di ritestare le prestazioni di Btrfs dopo l’inclusione nel kernel 2.6.31 della versione v0.19, nel cui changelog si parla di miglioramenti delle prestazioni in tutti i workload.
Dai risultati ottenuti sembra che le prestazioni in scrittura abbiano subito veramente un miglioramento, ma nei test di lettura non è sempre stato così. Ovviamente potrebbe essere una differenza imputabile ad altri cambiamenti interni al kernel.
In ogni caso le prestazioni continuano a migliorare e vedremo cosa sapranno fare gli sviluppatori ottimizzando il codice di versione in versione.
Via | Phoronix
Continua a leggere: Btrfs 0.19, prestazioni nel kernel 2.6.31

Nelle ultime versioni di linux abbiamo visto arrivare molti nuovi filesystem come ad esempi ext4, btrfs, nilfs2, exofs.
Phoronix ha pubblicato un articolo mettendo alla prova ext4, btrfs, nilfs2 e confrontandoli con ext3 ed xfs utilizzando un kernel 2.6.30. La prova che potete anche replicare voi utilizzando i phoronix test suite ha visto prevalere in quasi tutte le prove Ext4.
Va ricordato che Ext4 è un miglioramento dell’attuale Ext3, mentre Btrfs e Nilfs2 partono da idee diverse ed il loro formato sul disco può ancora cambiare. Probabilmente con il rilascio dei prossimi kernel vedremo le loro prestazioni migliorare.
Via | Phoronix

Con l’arrivo della preview di Fedora 11 con supporto per l’installazione su Btrfs, Phoronix ha voluto provare a confrontare le prestazioni con gli altri filesystem per linux: xfs, ext3 ed ext4.
I test sono stati effettuati su una macchina equipaggiata con Intel Core i7 a 3.60GHz, scheda madre ASRock X58 SuperComputer, 3GiB di DDR3, NVIDIA GeForce 9800GTX ed un disco Seagate ST3320620AS SATA 2.0.
Le prestazioni complessive non sono le migliori e spesso btrfs è stato superato da Ext4, ma tutte le impostazioni sono state lasciate ai valori predefiniti. Nei prossimi test verrà verificato quale peso e come varia il comportamento modificando le variabili.
Via | Phoronix
Continua a leggere: Btrfs, non ancora al top delle prestazioni

Tempo di Linux Foundation End User Collaboration Summit, tempo di novità sul fronte dei filesystem per il pinguino. Durante il recente evento organizzato dalla Linux Foundation, Ted Tso ha infatti offerto una panoramica sui due filesystem che, con molta probabilità, troveranno spazio sui nostri sistemi entro i prossimi anni: Ext4 e Btrfs.
Il primo, come già sappiamo, è basato sullo stesso codice di Ext3, è retrocompatibile, risulta più scalabile ed offre migliori performance ma il suo design soffre di limitazioni difficili da superare senza rompere la compatibilità con le versioni precedenti. Btrfs, dopo essere nato in seno ad Oracle, è ora un progetto portato avanti anche da Red Hat, HP ed IBM e sarà in grado di fornire tutto quello che non può implementato in Ext4.
Seguendo i trend dei filesystem più recenti, Btrfs offrirà (una volta completo) supporto a funzionalità come storage pool, snapshot ricorsivi accessibili in scrittura (writeable recursive snapshots), controllo e recupero veloce dei file in caso di danneggiamento del filesystem, semplicità di gestione anche in presenza di numerosi dischi e backup incrementali (a livello di filesystem).
Continua a leggere: Ext4 e Brtfs sono i filesystem del futuro (di Linux)