
Come tutti sappiamo negli ultimi anni c’è stato un crescente abuso di brevetti a tutto discapito del mercato e delle aziende sane.
Gli sviluppatori del progetto x264 si sono accorti che Tandberg ha richiesto un brevetto relativo ad un algoritmo aggiunto nel codice del progetto solo due mesi dopo il commit. L’implementazione nel brevetto è identica a quella di x264 a parte una piccola ottimizzazione che è stata aggiunta il giorno dopo la presentazione della domanda di brevetto. Una circostanza piuttosto sospetta che ha fatto allertare molte persone.
Secondo gli sviluppatori di x264 l’algoritmo non è particolarmente complicato e quindi chiunque avrebbe potuto “inventarlo”. Se questo consente di ipotizzare ad una ricerca originale ed alternativa che ha prodotto effettivamente il medesimo algoritmo non condona il fatto che ci sono alcune coincidenze che fanno sospettare che l’azienda abbia semplicemente brevettato quanto prodotto dal progetto open source. Senza considerare, poi, che un algoritmo di quel tipo non sarebbe dovuto essere brevettato per via della sua ovvietà.
A prescindere da quale possa essere la verità dietro a questa vicenda, viene da chiedersi quanti siano le domande di brevetto che le aziende richiedono “spiando” il codice open source. Chissà se in futuro scopriremo casi analoghi.
Via | Multimedia

Google ha annunciato che consentirà al progetto Hadoop di utilizzare il brevetto “System and method for efficient largescale data processing“.
L’annuncio arriva dopo una mail di Larry Rosen dell’Apache Software Foundation che chiedeva chiarimenti sul brevetto registrato da Google. Quest’ultima ha risposto con una licenza d’uso per il brevetto e ribadendo la propria vicinanza al movimento open source ed alla ASF.
Un’ottima notizia per chi era intenzionato ad usare Hadoop in ambito corporate ed aveva dei dubbi relativi ai brevetti attorno alla tecnologia MapReduce.
Via | Apache

“Patent Absurdity: how software patents broke the system” è un documentario di 30 minuti sullo spinoso problema dei brevetti software.
Il registra Luca Lucarini utilizza il processo Bilski, attualmente alla Corte Suprema statunitense, per offrire una panoramica del problema e dei risvolti che avrà la sentenza intervistando programmatori, avvocati e matematici.
All’interno del filmato, rilasciato sotto licenza CC e codificato con Ogg/Theora, potete trovare sia le posizione della FSF sia quelle di Bernhard Bilski e del suo avvocato Michael Jakes. Dopo il salto il video visibile con un browser che supporta HTML5.
Continua a leggere: Patent Absurdity, come i brevetti software distruggono il sistema
Da anni ormai si discute sul ruolo che ricopre Microsoft nei confronti del mondo open source; c’è chi dice che il colosso di Redmond ne sia totalmente avverso e c’è la stessa madre di Windows che (a volte) si dichiara incredibilmente vicina a questo modo di intendere le cose.
L’ultimo capitolo della saga Microsoft vs. Open Source si sta scrivendo in questi giorni ed è sinceramente poco chiaro chi sia il vincitore di questa ulteriore battaglia. Pare infatti che nelle ultime ore si sia concretizzato l’accordo che vuole Microsoft cedere un pacchetto di 22 brevetti all’Open Invention Network, società che poi li destinerebbe tutti alla community FOSS (Free and open source software).
L’operazione però non è diretta, bensì mediata da una terza organizzazione di cui fanno parte giganti del calibro di Google, Hewlett-Packard, Verizon e Cisco Systems chiamata Allied Security Trust, che ha recentemente, formalmente, acquistato i diritti dei suddetti brevetti.
Continua a leggere: Open Invention Network compra 22 brevetti da Microsoft
Open Invention Network (OIN) ha annunciato che 3 degli 8 brevetti citati nel caso Microsoft - TomTom sono disponibili per revisione da parte della comunità Linux.
Il fine è trovare degli esempi di usi precedenti ai brevetti che li possano rendere invalidi e quindi inservibili. Oin è stata creata da IBM, Sony, Philips, Novell e Red Hat per concedere l’uso gratuito di brevetti alle società che non cercheranno di utilizzare brevetti contro linux.
I tre brevetti incriminati 5579517, 5758352 e 6256642 sono disponibili per il download.
Via | LinuxDevices
Lo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.
Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.
La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.
Continua a leggere: Accordo TomTom Microsoft? Una chiamata per la GPLv3
TomTom e Microsoft avrebbero raggiunto un accordo secondo il quale la compagnia olandese pagherà per alcuni dei brevetti che il gigante di Redmond aveva ritenuto violati.
Gli otto brevetti di Microsoft che fanno parte dell’accordo riguardano la navigazione satellitare e i sistemi di gestione dei files; in particolare TomTom rimuoverà alcune funzioni di filesystem management che violavano il brevetto FAT LFN nei prossimi 2 anni. Dall’altro lato TomTom consentirà a Microsoft l’utilizzo di quattro brevetti di cui quest’ultima era stata accusata di violare a sua volta. Sempre secondo l’accordo, nei prossimi cinque anni Microsoft potrà utilizzare i brevetti di TomTom senza pagare royalties, mentre non è stato reso pubblico quanto pagherà TomTom per i brevetti Microsoft.
L’accordo sembra quindi essere stato raggiunto con la soddisfazione di entrambe le parti, ponendo così fine a quella che sembrava essere l’ennesima battaglia tra il mondo opensource e quello closedsource. Il dettagli dell’accordo sono reperibili nella press release di Microsoft.
Via | LinuxMagazine
Secondo Jeremy Allison, uno dei padri del progetto Samba, Microsoft starebbe intraprendendo azioni volte a scoraggiare gli utenti ad usare e distribuire software sotto licenza GNU.
Nonostante l’apparente calma dei mesi scorsi in cui il colosso di Redmond si era dimostrato propenso all’apertura e all’interoperabilità, con le recenti accuse mosse a TomTom circa la presunta violazione di brevetti, ha dimostrato di non aver mai lasciato perdere la propria guerra nei confronti dell’opensource.
Secondo Allison le accuse a TomTom sono il segnale di un cambio di politica da parte di Microsoft volta ad un irrigidimento della protezione dei propri brevetti, della cui violazione, già tempo fa aveva accusato il modo opensource senza però fornirne mai i dettagli.
Via | ZDNet.au
Giovedì scorso il pioniere del software libero nonché vice presidente per la piattaforma di sviluppo presso Novell, Miguel de Icaza, ha per la prima volta criticato pubblicamente l’accordo di “scambio brevetti” firmato dalla sua azienda e da Microsoft lo scorso anno. L’inaspettata presa di posizione è arrivata in seguito alle polemiche scaturite attorno alla questione della mancanza di protezione dalla violazione di brevetti per i progetti che distribuiscono Moonlight, il porting di Silverlight su Linux: Microsoft, infatti, chiude un occhio sulle fantomatiche violazioni di brevetti solo se a distribuire il software è Novell.
Continua a leggere: De Icaza in disaccordo sul patto Microsoft - Novell
Il Software Freedom Law Center ha pubblicato un documento intitolato “Legal Issues Primer for Open Source and Free Software Projects“: come si può intuire dal titolo il manuale è espressamente indirizzato agli sviluppatori impegnati in progetti liberi / aperti e contiene sezioni dedicate al copyright, ai marchi, ai brevetti ed alla struttura organizzativa di gruppi di sviluppatori.
Seppur incentrata sul sistema legale statunitense la guida rappresenta comunque un buon punto di partenza per chiunque sia impegnato in un progetto libero / aperto, indipendentemente dalle sue dimensioni.
via | Slashdot

TrendMicro ha intrapreso un’azione legale nei confronti di Barracuda Networks, rea di aver violato un brevetto che descrive un sistema per il controllo antivirus dei dati in transito su un server FTP o SMTP. La questione ruota ovviamente attorno al discorso dei brevetti sul software che, ancora una volta, dimostrano come un’azienda dominante ( TrendMicro ) possa tagliare fuori dal mercato un’azienda più piccola ( Barracuda Networks, che abbatte i costi dei suoi prodotti integrando l’antivirus libero ClamAV ) utilizzando titoli giuridici dal dubbio valore tecnologico ( basti pensare anche al brevetto sul doppio click e simili ).
Mentre Symantec e McAfee si sono già accordate in passato con TrendMicro per il pagamento di royalty, Barracuda ha chiesto l’aiuto della comunità per trovare prove che possano portare all’annullamento del brevetto, ottenendo l’appoggio del Software Freedom Law Center e della FSF.
Maggiori informazioni sono disponibili su Groklaw.
via | Linux.com
Finalmente dopo anni di reverse engineering il team di Samba potrà leggere nel dettaglio le specifiche dei Microsoft Work Group Server Protocol.
Il gigante di Redmond è stato obbligato a rendere queste informazioni disponibili ai propri competitor in seguito alle disposizioni della Commissione Europea del 2004.
Le specifiche sono state ottenute con il pagamento di 10,000 euro da parte della Protocol Freedom Information Foundation (PFIF), una organizzazione non-profit creata dal Software Freedom Law Center.
Il team Samba potrà accedere alla documentazione adeguandosi a un “non disclosure agreement” anche se il codice sorgente delle implementazioni dei protocolli potrà essere reso pubblico: insomma pur accedendo alle specifiche Microsoft soltanto il team di sviluppo della suite, le implementazioni realizzate saranno a disposizione di tutti con licenza GPL!
Inoltre in base all’accordo Microsoft sarà obbligata a rendere nota una lista di brevetti collegati ai “workgroup server protocols” per evitare che le implementazioni degli sviluppatori Samba li infrangano.
Il dettaglio dell’accordo raggiunto è leggibile nel comunicato Samba and the PFIF
[Via | Samba News]