Rave Rover è una pista da discoteca in formato ridotto, portatile e fai–da–te, realizzata da Chris Williamson e alcuni amici grazie ad Arduino. La versione 2.0, costruita nel 2011, è un aggiornamento d’un primo “esperimento” che risale allo scorso anno. Rispetto ad altri progetti, riprodurre Raver Rover sarebbe molto più complesso.
Prescindendo dai costi molto sostenuti dei componenti, Rave Rover è stata creata dal nulla. Il telaio è stato tagliato con una macchina a controllo numerico dopo essere stato disegnato in CAD: gli schemi sono scaricabili da Instructable. Oltre alla piattaforma è presente anche un sistema di riproduzione audio controllato da Arduino.
Arduino non si limita ad azionare i LED per i quali sono previste più combinazioni d’illuminazione, ma è collegato a una schema Mini–ITX. Rave Rover è un progetto articolato, praticamente un sistema barebone applicato alla pista da discoteca. Gli ideatori sono persino andati in tour negli Stati Uniti per mostrare questo “gioiello”.
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as3-arduino-connector è una AIR Native Extension (ANE) che utilizza ActionScript per il trasferimento dei dati da Adobe AIR ad Artuino sulla porta seriale. In pratica, è un’estensione “nativa” disponibile su Mac OS X e Windows per consentire l’accesso a COM dal runtime integrato di Adobe, mimando la classe flash.net.Socket di Flex.
Il codice di as3-arduino-connector è compatibile con tutte le schede basate su AVR/ATmega: non dovrebbe incontrare particolari difficoltà con Arduino Due su ARM, ma non rientra nell’elenco delle schede testate. L’estensione è rilasciata sotto licenza MPL 1.1 ed è stata realizzata con XCode su Mac OS X. Prevede l’utilizzo di as3Glue.
Quest’ultima è una libreria in ActionScript 3 realizzata sempre da Nick Kwiatkowski, il creatore di as3-arduino-connector, per attivare l’interazione “fisica” via AIR, Flash e Flex coi dispositivi integrati. Anche as3Glue è pensata per Arduino. Ahimè, Linux è stato escluso dalla stessa Adobe quando ha interrotto lo sviluppo di AIR.
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Breathalyzer Jacket è il progetto di Matt Leggett, un designer neozelandese: dotata d’un processore di Arduino, un sensore per l’alcolemia e un sistema di LED, la giacca indica il tasso alcolemico nel sangue per prevenire la guida in stato d’ebbrezza. Una soluzione rapida ed efficace per evitare le cosiddette stragi del sabato sera.
Il prototipo di Leggett implementa un beccuccio nel bavero della giacca e i LED, posti sull’avambraccio, restano illuminati per pochi minuti dopo la prova. Nessuno può intuire la funzione dei LED, se non è a conoscenza del sistema: così la verifica resta “anonima”. Se Breathalyzer Jacket avrà successo, le cuciture andranno riviste.
Per capire se si è in grado di guidare è sufficiente controllare quanti LED s’accendono: una maggiore luminosità corrisponde a un livello d’alcolemia più elevato. Leggett non ha pubblicato le specifiche di Breathalyzer Jacket: tuttavia, la realizzazione è stata possibile soltanto grazie al modello open hardware proposto da Arduino.
Via | Arduino
Qualche giorno fa i nostri amici di Gadgetblog hanno pubblicato un post relativo all’utilizzo di Arduino per controllare una lavatrice.
Nel caso specifico è stata semplicemente effettuata una modifica per connettere la lavatrice alla LAN di casa, in modo da segnalare la fine del ciclo di lavaggio ed evitare così al proprietario di scendere in cantina a controllare. Ora, è chiaro che questa idea non cambierà i destini del mondo, personalmente la trovo comunque un’idea simpatica, un hack interessante a livello di puro esercizio.
Eppure a giudicare dai commenti su Gadegetblog la cosa è stata presa male. La cosa mi ha fatto riflettere: gli hack devono sempre avere un’utilità “suprema”? Mi spiego meglio. Se una persona fa una modifica ad un oggetto, e la pubblica documentando il tutto, la mia opinione non può che essere positiva a prescindere dall’utilità o meno. Chi può dire che da questa idea non ne possa nascere un’altra? E’ vero, spesso gli hack con Arduino sono più che altro esercizi di “stile”, ma cosa c’è di male in questo? L’open source in generale si fonda anche sugli esercizi di qualcuno, che poi potranno servire o meno ad altri sviluppatori.
Mi sembrano concetti semplici… o forse sono io che la vedo in maniera troppo positiva?
Android Open Accessory Development Kit (ADK) è un progetto di Google, svelato all’I/O 2011 di San Francisco, riservato all’elettronica libera. Un ambito che sta riscuotendo successo, negli ultimi giorni, grazie al .NET Gadgeteer via Microsoft. ADK è basato su Arduino e mutua lo sviluppo dal sistema operativo per tablet e smartphone.
La piattaforma di sviluppo dialoga coi dispositivi attraverso la porta USB. Le possibili applicazioni sono potenzialmente infinite: al Google I/O 2011 ne sono state mostrate due molto eloquenti. La prima è una connessione al cardiofrequenzimetro delle cyclette, la seconda a un popolare gioco in legno, riprodotto a grandezza d’uomo.
Google ha tenuto a sottolineare che Android ADK sarà sempre open source e libero. Il progetto consiste essenzialmente di due componenti: un ambiente di sviluppo derivato da Android e un firmware per le schede basate su Arduino. La comunicazione tra i device è reciproca: si possono sviluppare applicazioni da e per Android e Arduino.
Via | Google I/O 2011
Netduino è un progetto d’elettronica libera costituito essenzialmente da una scheda integrata, programmabile con il .NET Micro Framework di Microsoft (uno strumento open source). Settimana scorsa abbiamo parlato di .NET Gadgeteer, una soluzione equivalente appena presentata da Microsoft Research: Netduino è un progetto preesistente.
Come suggerisce il nome stesso, Netduino è un derivato d’Arduino, di cui supporta i moduli per l’espansione. Un esempio è la porta ethernet per la connettività. Le caratteristiche di Netduino non sono molto diverse da quelle di .NET Gadgeteer: entrambi sono programmabili da Windows, OS X e Linux in C Sharp (eventualmente con Mono).
Se siete appassionati d’elettronica e volete “giocare” o realizzare progetti amatoriali in .NET, ma non apprezzate i limiti di Microsoft e non volete attendere la disponibilità di .NET Gadgeteer, Netduino è un valido compromesso. La scheda parte da un prezzo di $34.95: il progetto può contare su una folta community di sviluppatori.
Fotografia | Netduino
Poiché non si vive di solo software ed un po’ di bisogna pur svagarsi un po’ ogni tanto voglio presentarvi il progetto a href=”http://excamera.com/sphinx/gameduino/”>Gameduino.
Come si può intuire dal nome del progetto si tratta di un modulo aggiuntivo per Arduino legato al mondo dei videogiochi. In pratica si tratta di una scheda che vi consente di collegare un monitor VGA e degli altoparlanti per poter far girare videogiochi. Un tuffo nel passato che ognuno può fare con una spesa piuttosto contenuta trovando un nuovo uso per il già utilissimo Arduino.
Al momento sul sito del progetto sono presenti solo dei demo che potete vedere anche nel video qui sopra, ma le potenzialità per diventare un progetto di tutto rispetto ci sono tutte. Il progetto hardware è rilasciato sotto licenza BSD, mentre per il codice è stata scelta la GPL.
Ora non resta che vedere se si svilupperà qualche titolo lo-fi per attirare un buona massa critica in grado di dare il via ad un vero e proprio ecosistema. Magari facendo rinascere anche vecchie glorie del passato.
Via | Gameduino
Il movimento FLOSS continua a crescere ed ogni singolo progetto è diventato un mattone con cui oggi si possono costruire dei sistemi complessi e potenti completamente liberi.
Fino a che si parla di software è tutto piuttosto semplice se ci confronta con i problemi di chi sviluppa hardware. È per questo motivo che la scena open hardware è più indietro, ma anche in questo caso l’open source sta facendo dei grandi passi in avanti. Uno dei contributi significativi è sicuramente Arduino, un piccolo mattoncino italiano, che è ormai alla base di tantissimi progetti in tutto il mondo.
Arduino, per chi non lo sapesse ancora, è una semplice scheda open source con un microcontrollore programmabile che vi consente di giocare o imparare l’elettronica a basso costo e senza particolari competenze iniziali. Sono tantissime le persone che hanno iniziato quasi per gioco ed hanno sviluppato progetti importanti. Il video che trovate qui sopra è un documentario, in inglese, che intervista tutti i protagonisti di questo successo e ne presenta tutte le caratteristiche. Sicuramente da guardare.
Via | Geek

Photoduino è una piattaforma per il controllo della macchina fotografica e relativi accessori basato su Arduino.
Questo progetto rende possibile automatizzare lo scatto quando i sensori audio, di movimento o la fotocellula rilevano qualcosa. Il tutto è contenuto in un piccolo box e configurabile attraverso un normale LCD.
Nel video dopo il salto potete vedere tutti i componenti del sistema ed il loro utilizzo. L’audio è in spagnolo, ma non è di difficile comprensione.
Il team del progetto Amarino ha rilasciato i sorgenti di Amarino 2.0.
Amarino (android meets arduino) è un toolkit che vi consente di connettere un cellulare Android con i dispositivi collegati ad una scheda Arduino utilizzando il bluetooth. Un progetto che permette di interagire più semplicemente con l’ambiente che ci circonda.
Tra le caratteriste principali possiamo citare:
Via | AmarinoToolkit

Quando si parla di open source si pensa subito al software in tutte le sue declinazioni, ma il movimento non si ferma lì.
Nel corso di questi anni sono stati lanciati molti progetti per la realizzazione di hardware libero (open hardware) con alterni successi legati ai maggiori costi richiesti per la realizzazione.
Make Magazine ha deciso di provare a redarre redigere una lista di questi progetti in case alla categoria di appartenenza. Si va dalla famosa scheda Arduino, fino alla braccia robotiche passando attraverso una telecamera, droni aerei o tracker GPS.
Via | Makezine