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Tutti gli articoli con tag applicazioni web

Lightspark 0.5.6 supporta Google Street View, più alcuni videogiochi

pubblicato da Federico Moretti

LightsparkLighspark 0.5.6, l’ultimo aggiornamento dell’alternativa open source a Flash Player di Adobe, è un rilascio interessante per almeno un paio di motivazioni. Anzitutto, introduce il supporto a Google Street View: una novità positiva, ma per molti versi superata dalla disponibilità di MapsGL che è scritta in HTML5, JavaScript e WebGL.

Un aspetto davvero intrigante di Lightspark 0.5.6 è il supporto alle Remote Procedure Call (RPC), che permette d’avviare alcuni tra i videogiochi più popolari sui social network. Ad esempio, Alessandro Pignotti parla di FarmVille: molti potrebbero considerarlo come un incubo. Tuttavia, per Lightspark è un progresso non indifferente.

Indubbiamente, la maggioranza dei servizi web – almeno, in via sperimentale – permette d’accedere ai contenuti multimediali da HTML5 e JavaScript. È il caso di YouTube, supportato soltanto parzialmente da Lightspark. I videogiochi, però, sono soprattutto in Adobe Flash e poter giocare con un’alternativa open source è una conquista.

Via | Alessandro Pignotti

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Instagram rilascia il proprio server delle notifiche push su Android

pubblicato da Federico Moretti

InstagramInstagram, la popolare applicazione per condividere gli scatti fotografici catturati dagli smartphone, è stata appena acquisita da Facebook. Eppure, dal punto di vista dell’open source, la notizia più interessante è un’altra: i programmatori di Instagram hanno rilasciato il server dedicato all’invio delle notifiche push su Android.

Approdata sul sistema operativo Linux-based di Google da pochi giorni, Instagram ha adottato una soluzione personalizzata per le notifiche al sistema Cloud to Device Messaging (C2DM) di Android. Il server è scritto in JavaScript e utilizza Node.js: l’applicazione lo integra in Python — col quale ha già inviato 5 milioni di messaggi.

node2dm, rilasciato sotto licenza BSD, s’ispira a statsd di Etsy: non è l’unico strumento “liberato” dagli sviluppatori di Instagram, ma è quello che si presta maggiormente ad applicazioni di terze parti. Il server è riuscito a sostenere il rapidissimo successo, ottenuto nei primi giorni dalla disponibilità del servizio su Android.

Via | TNW

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Italo Vignoli interviene sulla situazione di LibreOffice per Android

pubblicato da Federico Moretti

LibreOfficeLibreOffice non arriverà su Android entro la fine del 2012: è la smentita di Italo Vignoli, responsabile per The Document Foundation (TDF), all’intervista rilasciata a The Register. La testata britannica aveva annunciato in esclusiva la disponibilità di una versione della suite per il cloud computing, ma è stato un fraintendimento.

Nelle prossime settimane, infatti, sarà pubblicata una tabella di marcia per la realizzazione del progetto. Erroneamente, The Register aveva riportato l’apertura di LibreOffice Cloud già in aprile. Vignoli ha tenuto a precisare che lo stato del porting della suite è attorno all’80%, però lo sviluppo del codice è al di sotto del 50%.

Insomma, è escluso che LibreOffice possa essere utilizzabile con Android prima del 2013. Quando è stato presentato al FOSDEM 2012 – lo scorso febbraio – era evidente che il porting fosse ancora all’inizio del proprio percorso. The Register ha peccato d’eccessivo entusiasmo: Vignoli, giustamente, ha preferito riportarci alla realtà.

Via | Italo Vignoli

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Mozilla presenta una demo di Boot to Gecko al MWC 2012 di Barcellona

pubblicato da Federico Moretti

Boot to Gecko – il sistema operativo di Mozilla per i dispositivi portatili e, potenzialmente, anche sul desktop – ha esordito al Mobile World Congress (MWC) 2012 di Barcellona. Un debutto più convincente della soluzione di Canonical, Ubuntu for Android, per una serie d’aspetti — non esito a definirlo l’alternativa che aspettavamo.

La soluzione di Mozilla ha molto in comune con Android, però – a differenza di Ubuntu – non ha bisogno di Android. Anzi, potrebbe sostituirlo su numerosi dispositivi: la spagnola Telefónica ha già annunciato degli smartphone con Boot to Gecko — prima della fine dell’anno. Gaia, l’interfaccia grafica, ricorda decisamente webOS di HP.

Il progetto di Mozilla include il nuovo app store per Firefox e il rinnovato sistema d’autenticazione con BrowserID. Boot to Gecko è basato sul kernel di Linux e utilizza soprattutto HTML5 e JavaScript. Un’alternativa credibile ad Android e Chrom* OS disponibile su GitHub: tra i componenti c’è un player open source per Adobe Flash.

Via | Mozilla

Gnash 0.8.10 è stato rilasciato, all’indomani dell’annuncio di Adobe

pubblicato da Federico Moretti

GnashGnash, la soluzione open source alternativa a Flash Player, è stato aggiornato alla versione 0.8.10. L’annuncio del nuovo rilascio è arrivato a breve distanza dalla comunicazione di Adobe che, di fatto, limiterà la distribuzione del plugin a Google Chrom*. La novità più importante è il supporto di OpenVG per le immagini vettoriali.

L’aggiornamento del player apporta degli ulteriori miglioramenti all’interfaccia in Qt, ma Gnash non è ancora compatibile con le ultime specifiche di Adobe per il formato SWF e – di conseguenza – non può essere considerato alla pari con Lightspark. Quest’ultimo, ad ogni modo, supporta pure una modalità fallback per utilizzare Gnash.

Se HTML5 e JavaScript un giorno arriveranno probabilmente a sostituire le Rich Internet Applications (RIA)… il ciclo vitale di Flash Player è stato appena stimato in altri 5~10 anni. Un periodo di tempo abbastanza lungo perché l’imminente mancanza d’una versione standalone su Linux si faccia sentire. Gnash e Lightspark non bastano.

Via | Phoronix

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Twemproxy, il proxy creato da Twitter per il protocollo di memcached

pubblicato da Federico Moretti

TwitterTwemproxy è il proxy utilizzato dagli sviluppatori di Twitter sul protocollo di memcached per dialogare con le numerose installazioni di Unicorn della piattaforma. È stato rilasciato su GitHub sotto Apache License 2.0. Il ruolo primario di Twemproxy è la riduzione dell’utilizzo della banda disponibile a trasmettere le informazioni.

In sostanza, Twemproxy moltiplica le richieste al singolo server di Unicorn “incanalandole” in un’unica connessione persistente a memcached. Il risultato è una riduzione del carico sulla banda della rete. La soluzione è scalabile, perciò s’adatta facilmente all’incremento delle macchine installate sul network. È considerato stabile.

Twitter ha utilizzato Twemproxy con successo negli ultimi sei mesi, durante i quali il numero dei server è aumentato del 30%. Soddisfatti del boost prestazionale, gli sviluppatori hanno deciso di “liberare” il sorgente del proxy che si somma ai tanti altri prodotti open source rilasciati dalla piattaforma. Un progetto da osservare.

Via | Twitter

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Harmony, il futuro di JavaScript, è subito in anteprima per Chromium

pubblicato da Federico Moretti

ChromiumHarmony è il nome in codice affidato da ECMA International al prossimo standard, in via di definizione, per JavaScript. Dal punto di vista degli sviluppatori, la disponibilità di Harmony costituirà – al contempo – una grande opportunità e un problema rilevante: ad esempio, la classica var sarà sostituita e integrata da let e const.

È soltanto uno degli aspetti che coinvolgono l’aggiornamento e, forse, neppure il più importante. Tuttavia, il numero di applicazioni che utilizzano JavaScript è in costante aumento – complice il prematuro successo di HTML5 – e iniziare ad adeguarsi alle modifiche, come avviene coi nuovi linguaggi di markup, è sempre un’ottima idea.

Google offre, attraverso Chrom*, la possibilità di verificare immediatamente le novità di JavaScript. Utilizzando gli ultimi snapshot di Chromium, la versione unbranded, si può accedere alle funzioni sperimentali di JavaScript da chrome://flags. Ecco perché la FSF è intervenuta sulle licenze degli script negli ultimi giorni giorni.

Via | Chromium

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LibreOffice ha mostrato un prototipo della suite per Android e HTML5

pubblicato da Federico Moretti

LibreOfficeLibreOffice è stato oggetto, al FOSDEM 2012 di Bruxelles, d’una presentazione riguardante il porting per Android e HTML5. Michael Meeks – uno sviluppatore di SUSE – ha mostrato l’avanzamento del prototipo: occorrerà molto tempo, prima che LibreOffice possa essere davvero proposto come applicazione web e/o sui dispositivi portatili.

L’intenzione di Meeks è quella di mutuare più codice possibile dalla versione “nativa” di LibreOffice, adattando i sorgenti per il desktop a nuove piattaforme. Riscrivere la suite ex novo per i dispositivi portatili sarebbe controproducente, com’è stato per Pyramid (un progetto di Microsoft) e per il porting in Java di Corel Office.

Rispetto a Calligra Mobile, l’applicazione per l’ufficio di KDE su smartphone e tablet, il prototipo di LibreOffice è molto indietro. Entrambi non sono pronti per essere utilizzati: il progetto di Meeks è stato annunciato in ottobre, a Parigi, nel corso della prima conferenza di The Document Foundation. Il problema sembrerebbe iOS.

Via | Ars Technica

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Filer.js, una soluzione per usare i servizi di HTML5 sui file system

pubblicato da Federico Moretti

HTML5Filer.js è una libreria di wrapping in JavaScript, ideata da Eric Bidelman, per accedere ai file system locali dal browser in HTML5. Bidelman è un ingegnere di Google e – di conseguenza – lo strumento è stato concepito per funzionare su Chrom*. Quest’ultimo è l’unico browser a implementare già la soluzione di HTML5 sui file system.

L’idea di Bidelman non è inedita, perché esistono almeno altre due risorse equivalenti: una fa parte dei Closure Tools di Google, degli strumenti in JavaScript familiari a Bidelman che lavora proprio allo sviluppo di Chrom*. L’altra è WebFS, un’implementazione lato–client del file system di Node.js. Filer.js ha un altro significato.

Quanto rende davvero interessante Filer.js è la scelta di Biderman d’utilizzare la sintassi dei comandi di UNIX — nel dialogo tra JavaScript, HTML5 e i file system locali. Un approccio che avvicina alla realizzazione di applicazioni web i programmatori abituati alle “native”. È un’intuizione favorevole all’approdo su altri browser.

Via | ReadWriteWeb

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Lo sviluppo di Qt5 incrementa al passo di Qt4 per il NaCl di Chrom*

pubblicato da Federico Moretti

The Qt ProjectGli ultimi rilasci di Chrom* includono il Native Client (NaCl) per tutti i canali di sviluppo e Nokia ha intenzione d’elevare il supporto di Qt4 e Qt5 per la creazione di applicazioni “native” sul browser di Google. Il livello di maturazione è pressoché identico per entrambi i rami delle librerie. I risultati arriveranno nel 2012.

Benché il NaCl sia un progetto open source, la soluzione è ancora limitata a Chrom*. L’obiettivo degli sviluppatori di Qt è dare la possibilità d’utilizzare le librerie nelle applicazioni web, come avviene di norma sulle applicazioni “native”. Il porting del progetto in Qt5 prosegue in questa direzione. C’è un problema col backend.

Siamo alle solite, insomma: Chrom* utilizza WebKitGtk, mentre Qt provvede al mantenimento di QtWebKit — appena aggiornato alla versione 2.2.1 con il rilascio di Qt 4.8.0. La perfetta integrazione col NaCl prevederebbe l’utilizzo dello stesso backend. Ad esempio, sarebbe interessante un’implementazione del NaCl di Google su Rekonq.

Continua a leggere: Lo sviluppo di Qt5 incrementa al passo di Qt4 per il NaCl di Chrom*

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Lightspark 0.5.3 è disponibile, con un porting, per Windows a 32–bit

pubblicato da Federico Moretti

LightsparkLightspark 0.5.3 è l’ultimo rilascio del plugin per la riproduzione di contenuti multimediali scritti con Adobe Flash, concepito dai laboratori del Sant’Anna. In generale, si tratterebbe d’un aggiornamento minore… se non fosse per la disponibilità iniziale d’un porting su Windows a 32–bit. È la novità più interessante per dicembre.

L’eseguibile distribuito, al solito, su Launchpad contiene anche un’estensione per Firefox che rende Lightspark 0.5.3 immediatamente fruibile dagli utenti di Windows. Rispetto al porting su Mac OS X, tuttora assente, lo sviluppo per il sistema operativo di Microsoft è stato fulmineo: la disponibilità dell’eseguibile era inaspettata.

Un’altra novità di rilievo, invece, riguarda la compilazione di Lightspark su Linux. Il plugin è in grado di riprodurre lo streaming da Flash Media Server se compilato con ENABLE_RTMP=1. Insieme alla modalità fallback con Gnash, quando fosse disponibile, è un grande traguardo. Gli altri aggiornamenti sono di manutenzione ordinaria.

Via | Phoronix

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YaCy 1.0, un motore di ricerca “decentralizzato” per il web con Java

pubblicato da Federico Moretti

YaCyYaCy 1.0 è il primo rilascio stabile del motore “decentralizzato” di The Free Software Foundation Europe (FSFE) per la ricerca sul web. Si tratta d’un prodotto open source, rilasciato sotto licenza GPLv3, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows: l’intuizione è quella di creare una rete non presidiata per rintracciare i contenuti.

Il progetto è libero su due piani: non soltanto è free software, ma soprattutto non dipende dagli archivi di società e privati. Ogni installazione di YaCy contribuisce all’espansione del database dei risultati ai quali s’aggiungono degli archivi compilati da alcuni progetti che sono mantenuti da enti od organizzazioni non lucrative.

Esisterebbe un’interfaccia web per provare YaCy senza alcuna installazione: purtroppo, però, è spesso sovraccarica. Su Linux è richiesta l’installazione di OpenJDK 6, mentre Mac OS X e Windows hanno tutti i componenti integrati nell’installer. YaCy 1.0 è compatibile con Solr per connettere il proprio motore di ricerca col database.

Via | LWN

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