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Tutti gli articoli con tag app store

OpenXC un progetto Ford e Bug Labs basato su hardware e software open source

pubblicato da Riccardo Magini

OpenXC

Ford e Bug Labs hanno realizzato una piattaforma open source per stimolare i costruttori di auto ad ampliare l’informatica nella creatività automobilistica e offrire maggiori servizi ai propri clienti. La piattaforma di sviluppo e ricerca OpenXC è stata presentata al TechCrunch Disrupt 2011 a San Francisco da Venkatesh Prasad della Ford Research e da Pete Semmelhack capo esecutivo di Bug Labs.

Questo progetto è stato sviluppato in sei settimane e vuole «…creare un’esperienza personalizzata di guida…», come afferma Pete Semmelhack, tramite la realizzazione di un sistema basato su hardware, software e cloud services open source per una nuova concezione di interazione tra auto, persona e ambiente circostante.

OpenXC in-car ha una schermata connessa a internet che da l’opportunità di individuare amici e aziende come un social network tramite il servizio cloud Bugswarm. Tipo Google Maps localizza le automobili che hanno lo stesso dispositivo e i beni di servizio di nostro interesse determinando su una mappa il luogo e la distanza. Ma non solo, questo dispositivo ha la possibilità di diagnosticare l’auto determinando, per esempio, quanto carburante c’è nella vettura, e se necessario, segnalare il distributore più vicino.

È stata realizzata una sandbox per dare a Ford Research e singoli sviluppatori la possibilità di lavorare per lo sviluppo di idee, concetti e teorie per testare e condividere i progetti e la realizzazione di un App Stores. La Bug Labs realizzerà per la fine dell’anno un tool kit per lo sviluppo della piattaforma.

Via | Bug Labs - Venture Beat

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Ubuntu Developer Portal è l'opzione di Canonical sul Software Center

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu Developer Portal è la soluzione di Canonical per gli sviluppatori di applicazioni di terze parti che vogliono distribuire i propri programmi sul Software Center di Ubuntu. Funzionerà in associazione a Launchpad per la distribuzione del codice, in caso di software libero. È una sfida ad App Store di Apple e all’Android Market.

Il portale non è ancora aperto a nuove iscrizioni: Ubuntu Developer Portal è dedicato agli Indipendent Software Vendor (ISV) per ampliare gli attuali partner di Canonical. Non si tratta dell’ennesimo progetto di hosting alla GitHub. È un progetto esplicitamente legato a Ubuntu e alle tecnologie che propone, da Unity a Qt e CouchDB.

Forse quella di Canonical è un’ambizione troppo elevata, però non si può negare che Ubuntu stia cercando soluzioni per diventare il più possibile mainstream. Gli “app store” sono il punto di forza dei sistemi mobile e desktop più recenti e Linux ha sempre adottato soluzioni per la gestione dei pacchetti. Ubintu cerca di sfruttarle.

Via | Canonical

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Gli App Store sono una brutta copia di...

pubblicato da Lpt on fire!


Gli App Store stanno crescendo praticamente come i funghi. Sono di moda e non c’è azienda che non pensi di poter mungere un po’ di soldi dai suoi utenti sfruttando gli application store. Agli utenti in fondo piacciono perché consentono di installare facilmente le applicazioni e se gli sviluppatori un po’ si lamentano dei dividendi sproporzionati per i gestori della piazza virtuale e delle politiche di amministrazione importa proprio poco.

Quello che si legge sulle labbra di molte CEO è che gli app store sono il miglior sistema per la distribuzione del software. Noi ci aggiungeremo un “secondo loro”, ma proviamo ad analizzare la situazione dal punto di vista dei più importanti attori: utenti e sviluppatori.

Facciamo un esempio pratico. Pippo è comodamente seduto e sta utilizzando il suo sistema preferito per la comunicazione online. Tutti i suoi amici stanno tessendo le lodi di un nuovo gioco e di quanto sia avvincente. Incuriosito decide di provarlo e così lancia l’application store e sfoglia le categorie per trovare quel che cerca. Dopo essere stato sommerso da diversi titoli decide, saggiamente, di sfruttare la ricerca. Digita il nome ed ecco che parte il download. La vecchia versione viene rimossa e quella nuova installata. Già che l’applicazione è aperta Pippo coglie l’occasione per aggiornare alcune applicazioni che nota hanno a disposizione un aggiornamento. Ancora qualche minuto e tutto si è concluso. Finalmente si può rilassare giocando.

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Mozilla pensa ad un App Store

pubblicato da Lpt on fire!

Mozilla vuole crescere nel mercato mobile e sta pianificando di lanciare un app store. Quest’informazione arriva direttamente dal report annuale “The State of Mozilla”.

Il termine che racchiude il pensiero dietro al prototipo di store è “Open Web App ecosystem”. Lo scopo è quello di creare una piattaforma che possa consentire lo sviluppo di programmi che potranno poi essere lanciati su tutti i dispositivi mobile dotati di un’incarnazione di Firefox.

La sfida che Mozilla lancia ai tradizionali app store è sicuramente fondata, ma riuscirà ad avere successo? Quando questo app store aprirà potrebbe esserci una marea di utenti che si collegano per le nuove applicazioni, ma potrebbe anche passare completamente in sordina nascosto dalla fama dell’app store nativo della propria piattaforma.

Via | InformationWeek

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Mozilla, prototipo di app store

pubblicato da Lpt on fire!

Mozilla aveva già annunciato lo scorso maggio di voler lavorare ad un ecosistema per web app.

Finalmente è arrivato il primo prototipo di questo app store che probabilmente andrà a fare concorrenza al futuro Chrome Web Store. Le applicazioni saranno sviluppate utilizzando HTML5, Css e Javascript e potranno essere distribuite sia a pagamento sia gratuitamente.

Via | Mozilla

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Novell: dopo SUSE Studio, SUSE Gallery

pubblicato da Federico Moretti

SUSE GalleryNovell raddoppia e, a una decina di giorni dal rilascio di OpenSUSE 11.3, propone SUSE Gallery. È un ibrido tra un app store e un server virtuale per la compilazione di pacchetti .RPM compatibili con la distribuzione open source di Novell. Concepita dai creatori di SUSE Studio, di cui condivide anche il login, SUSE Gallery è al momento accessibile su invito. Interessante per creare applicazioni personalizzate.

Il concetto è semplice: SUSE Gallery è una virtual appliance per la creazione di pacchetti specifici per il proprio sistema. L’ideale è predisporre la compilazione di programmi che non esistono nei repository ufficiali di OpenSUSE o, richiederebbero dipendenze non ritenute necessarie. La stessa idea alla base di SUSE Studio, che però riguarda l’intero sistema, un po’ come avviene con le Spin di Fedora.

L’interfaccia dovrebbe essere piuttosto intuitiva, concepita per sollevare gli utenti dalla necessità di conoscere i più disparati linguaggi di programmazione. Le applicazioni così generate vengono condivise con tutti gli utenti registrati a SUSE Gallery. È un meccanismo diverso dai tradizionali app store e proprio per questo la disponibilità dell’ultima creazione di Novell appare intrigante. Vale la pena provarla.

Via | The Register

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Gli App Store danneggiano gli sviluppatori

pubblicato da Lpt on fire!


Neil McAllister ha pubblicato un interessante articolo in cui illustra i dieci punti in cui gli app store, che lui definisce curated computing, danneggiano gli sviluppatori.

Si parte dalla percentuale che incassa il gestore dello store senza avere un vero negozio da gestire e con i pochi rischi che corre nella sua gestione. Uno sviluppatore per questo settore oltre a dover combattere in una selva di applicazioni a basso costo deve anche stare attento a non essere bandito, magari perché si mette in concorrenza con uno dei prodotti dell’azienda.

Come potete immaginare molti di questi elementi fanno riferimento diretto all’Apple App Store, ma non è il solo negozio virtuale a mostrare questi problemi. Secondo voi vale la pena di sviluppare applicazioni da vendere attraverso questi mercati?

Via | InfoWorld

Ovi annuncia la versione beta dello store per N900

pubblicato da Federico Moretti

Nokia N900 È un periodo particolarmente fertile per il settore mobile: nello stesso giorno sono stati rilasciati l’SDK di Android e la versione beta dello store di Ovi per l’N900 — lo smartphone di Nokia che si appoggia alla versione commerciale del framework Maemo. I fortunati possessori del prestigioso (e soprattutto costoso) MID troveranno l’Ovi Store abilitato di default nel menù del cellulare.

Ovviamente gli utenti troveranno un particolare range di applicazioni sviluppate espressamente per Maemo 5 — dal momento che l’app store di Nokia include principalmente programmi generici per Symbian. Alcune di esse – le più popolari – sono dei semplici port degli equivalenti per S60.

Una delle più interessanti è Documents To Go, un viewer avanzato per documenti della suite proprietaria di Microsoft Office: l’applicazione è disponibile come trial gratuito per 30 giorni e può essere acquistata nella versione completa a $9,99. Supporta tutti i formati di Office 2003 e 2007.

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XandrOS presenta Apps2Market per creare app store cross-platform

pubblicato da Federico Moretti

XandrOS Apps2Market Questa volta XandrOS potrebbe aver avuto un’intuizione geniale: grazie all’accordo con Microsoft e all’open source ha potuto concepire Apps2Market, un servizio di creazione per app store personalizzati cui può accedere pressoché qualunque device — escludendo quelli di Apple con OS X, naturalmente.

Il concetto alla base di Apps2Market è molto semplice, in realtà: il sistema fornisce gli strumenti per vendere le proprie applicazioni su qualunque architettura consumer esistente (ovvero Intel a 32-bit e 64-bit, nonché ARM). Il ché significa che un’azienda che intendesse avvalersene potrebbe distribuire i propri prodotti su Android, Brew, Linux, Moblin, Symbian, Windows e altri OS che non vengono citati esplicitamente.

Una copertura pressoché totale del mercato, dai desktop ai cellulari passando per i netbook: alle aziende è offerto un servizio ospitato sui server di Apps2Market o, self-hosted. L’architettura del sistema è basata su Java e difficilmente ne saranno distribuiti i sorgenti. Tra gli store già creati con Apps2Market spiccano quelli di XandrOS Presto e ASUS EeePC.

Via | The VAR Guy

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