
Siete alla ricerca di un sistema semplice per permettere a chiunque sulla vostra LAN di convertire file .doc in OpenDocument (.odt)?
Allora potrà tornarvi utile Docvert, un convertitore automatico accessibile via web con l’ausilio di Apache (o altro web server).
Per effettuare la conversione e funzionare adeguatamente Docvert si può appoggiare a più software installati sulla macchina che lo ospiterà: OpenOffice, Abiword, PyODConverter e JODConverter entrambi funzionanti in unione con OpenOffice.
Il file convertito in OpenDocument potrà a sua volta essere trasformato automaticamente in HTML o XML.
L’ultima versione rilasciata, 3.3, aggiunge il cosiddetto Document Generator che permette di trasformare in odt intere pagine web semplicemnte indicandone l’url.
Download: Docvert 3.3

Nuova versione di ISPConfig, uno tra i migliori software utilizzabili per la gestione di un servizio di hosting anche a livello professionale.
Grazie a ISPConfig è possibile amministrare da un’interfaccia web Apache, Bind, MySQL, Webalizer, Proftpd e vsftpd, Postfix e molto altro.
La nuova release 2.2.18 oltre a correggere alcuni bug include il supporto per Fedora 8, OpenSUSE 10.3 e per la nuova Ubuntu 7.10 (Gutsy Gibbon).
Prima di addentrarsi nell’installazione consiglio una lettura al manuale online che linka anche a molte guide pubblicate su HowtoForge
Download: ISPConfig 2.2.18
Nuovo mese, nuovo numero di Hakin9 nelle edicole! Oltre al fatto che la gran parte degli articoli presentati fanno riferimento a Linux come sistema operativo d’utilizzo ( per esempio quello sull’attacco ai dispositivi Bluetooth ), il numero di ottobre è ricco anche di pezzi dedicati esclusivamente a software libero, come quello sull’hardening di Apache, quello sulle problematiche relative alla sicurezza dei sistemi di virtualizzazione ( in questo caso Xen ), quello dedicato alle performance dei filesystem cifrati e, last but not least, quello su Metasploit 3.0. Buona lettura!
Molte novità per Lighttpd uno dei web server più leggeri e potenti in circolazione (ne abbiamo parlato spesso) che si sta configurando come un’alternativa ad Apache.
Si avvicina a grandi passi la versione 1.5 e proprio di recente il team di sviluppo ha rilasciato una prerelease 1.5.0-r1992 con molti migliormanti e bug corretti.
Ma anche nel vecchio ramo 1.4 fervono i lavori. La recente security release 1.4.18 ne è un esempio ma non il solo, anzi.
La novità più interessante è l’implementazione di quello che gli sviluppatori hanno definito un angelo.
Si tratta di un programma, “lighttpd-angel”, con cui poter lanciare il web server: i vantaggi consistono nel poter riavviare lighty facendo rileggere il file di configurazione con un comando SIGHUP, o nel terminarlo “gentilmente” con un SIGINT.
In futuro il team di sviluppo ha in programma di implementare attraverso lighttpd-angel un controllo sulla memoria consumata, con conseguente arresto del webserver in caso di un uso eccessivo.
[Via | Lighty’s Life]

Lo sviluppo di un tassello fondamentale dello stack LAMP (Linux+Apache+MySQL+PHP) inizia a generare i primi frutti.
Il team di MySQL ha reso pubblica una alpha della prossima release 6 del database opensource più diffuso e apprezzato.
La novità più importante è l’implementazione del nuovo transactional storage engineFalcon (scelta derivante dall’acquisto di InnoDB da parte di Oracle) che promette feature molto interessanti come crash recovery, transazioni veloci, velocità nell’indicizzazione, diagnosi delle performance attraverso l’utilizzo di specifiche tabelle, semplicità nella configurazione.
La versione 6.0.2 alpha rilasciata da pochi giorni include tra le molte novità il supporto a sistemi Windows a 64 bit, a MacOSX e molto altro.
Download: MySQL 6.0.2
[Via | Freshmeat]
Il rapporto di Netcraft relativo ad Agosto 2007 porta brutta notizie per il webserver Apache: stando ai dati rilevati, il noto server avrebbe perso 991 mila hostname e, di conseguenza, l’1,7% della quota di mercato ( scendendo a 48,4% ). Internet Information Service di Microsoft, al contrario, ha ottenuto un incremento di 2,3 milioni di siti, incrementando dell’1,4% la sua quota e raggiungendo il 34,2% del totale.
Sel il trend si mantenesse costante nei prossimi anni, Microsoft potrebbe presto recuperare il gap che la separa da Apache, ponendo fine ad un dominio che dura da ben prima del 1996 ( primo anno delle analisi di Netcraft ). La cosa più inquietante della vicenda è il fatto che solo nel 2005 Apache trovava posto sul 70% dei webserver, lasciando solo il 20% ad IIS: nel giro di due anni la forbice si è ridotta drasticamente, tant’è che ora i due server sono separati solo da 12 punti percentuali.
Dai dati di Netcraft emerge, comunque, anche la presenza di due nuovi concorrenti: l’agguerritissimo lighttpd ( che ha sicuramente attirato molti potenziali od ex utilizzatori di Apache ) ed il webserver di Google ( che precedentemente utilizzava Apache per tutti i suoi sistemi ).
[ via Slashdot ]
Le analisi di Netcraft hanno rilevato che la guerra dei webserver si è estesa ad altri contendenti, rompendo il duopolio Apache / IIS: le statistiche dimostrano che lighttpd ed altre alternative leggere trovano sempre più utilizzo presso svariati siti di grosso calibro ( Youtube su tutti, per esempio ) come compagni dei più blasonati webserver.
Forse anche a causa della maggior attenzione di cui attualmente godono questi server DeveloperWorks ha dedicato loro una panoramica sulle caratteristiche tipiche, evidenziandone in particolare le differenze con le controparti “classiche”. Non manca ovviamente una lunga lista di link e brevi descrizioni per ciascuno di essi.
Ancora nessuna novità sul rilascio della tanto attesa versione 1.5 di Lighttpd ma il team di sviluppo ha dato “segni di vita”.
E’ stata rilasciata infatti una nuova versione del ramo 1.4. La 1.4.16 è sostanzialmente una versione che si è resa necessaria per correggere diversi bug di sicurezza nel web server e in alcuni importanti moduli.
Inutile dire che l’aggiornamento è fortemente consigliato per tutti gli utenti di questo leggerissimo server web che guadagna posizioni nelle preferenze dei sysadmin.
Controllare in un sol colpo i messaggi dei propri server con tail. Un sogno che diventa realtà con ClusterTail, comoda utility che fa il paio con MultiTail tra i tool per sysadmin che non si accontentano del tradizionale tail.
A differenza di quest’ultimo ClusterTail (ctail) permette infatti di controllare su server remoti i log che ci interessano connettendosi tramite ssh. In questo modo con un unico tool si possono avere sempre sotto controllo tutti i log dei propri server. La sintassi sembra molto semplice e per funzionare ctail ha bisogno di Apache Portable Runtime (APR) sulla macchina su cui viene installato mentre sui sistemi da controllare è necessario avere tail e OpenSSH.
ctail 0.1.0 è scaricabile sotto forma di sorgenti da qui.
[Via | PhotoMatt]
Qualche giorno fa Mathias Gug ha inviato un messaggio alla Ubuntu Devel Announce List per portare nuovamente all’attenzione la versione server della distribuzione e per una “chiamata alle armi” di tutti i volontari disposti a dare il proprio aiuto nello sviluppo.
Gli obiettivi della prossima versione server sono infatti molto ambiziosi. Fino ad oggi la server edition ha consentito l’installazione di uno stack LAMP (Linux-Apache-MySQL-PHP) in pochi minuti ma questa feature non basta più per vincere la sfida con le altre distribuzioni.
Dunque le feature su cui il team sta lavorando alacremente per Gutsy Gibbon server sono:
- Integrazione di AppArmor, il sistema di hardening made by Novell “rivale” di SELinux
- Realizzazione di un’interfaccia che permetta la creazione di un file/print server in pochi minuti (lo sviluppo è affidato a Soren Hansen)
- Semplificazione dell’impostazione in fase di installazione di dischi RAID1 e volumi LVM
- Installazione e configurazione semplificata di LDAP
Ma come si può aiutare il Server Team? Correggendo bug, mantenendo pacchetti inclusi nella distribuzione, testando Ubuntu server su hardware di vario tipo.
Il risultato degli sforzi della comunità potrebbe contribuire a dare alla luce una distro server di alto livello superiore anche a prodotti commerciali.
Siete in cerca di un degno sostituto di XAMPP per avere a disposizione un ambiente completo per lo sviluppo con Ruby on Rails? Allora LinRail fa al caso vostro. Si tratta di un pacchetto all-inclusive che comprende: Ruby-1.8.6, Rubygems-0.9.4, Rails 1.2.3, Mongrel 1.0.1, MySQL-5.0.41, ncurses-5.6, OpenSSL-0.9.8e, zlib-1.2.3.
Per ora l’unica mancanza degna di nota riguarda l’assenza di un webserver. Il team di sviluppo è infatti ancora indeciso se propendere per il sempre valido e robusto Apache o scegliere la leggerezza di Lighttpd o addirittura di nginx.
Nel frattempo chi vorrà provare LinRail potrà usare WEBrick per avere un webserver minimale per il test delle proprie web application in Ruby.
La versione 0.1 di LinRail è scaricabile dalla pagina di download del progetto.
[Via | LXer]
Non usa mezzi termini Hugo Leisink per definire il proprio web server Hiawatha: “è il più sicuro in circolazione”.
Il programmatore olandese ha progettato Hiawatha avendo come primo obiettivo quello di renderlo inattaccabile attraverso un auditing maniacale del codice sorgente.
Oltretutto il web server è facilmente configurabile e molto leggero in termini di risorse occupate confrontato con Apache, descritto da Leisink come a “big fat cow” (una vacca grassa) e con un file di congurazione che mette paura.
Insomma se la sicurezza e la semplicità sono tutto per voi, Hiawatha è il vostro web server.
L’ultima release 5.9, rilasciata il 16 giugno, apporta nuove feature come l’implementazione dei metodi HTTP PUT e DELETE, la prevenzione da attacchi di tipo SQL injection e XSS oltre a correggere alcuni bug riscontrati.
Scaricabile in formato sorgente oppure sotto forma di binari per Debian, MacOS X e Windows.
Ricordo inoltre come l’ultima versione della distro Austrumi integri Hiawatha come web server di default.
[Via | Freshmeat]