OpenOffice.org è a un passo dal diventare un progetto di The Apache Software Foundation: la volontà manifestata dalla comunità degli sviluppatori della suite è stata accolta positivamente da Oracle. Non si trattava, perciò, di un’ipotesi così «remota» com’era lecito pensare. Questo richiederà un cambio di licenza per OpenOffice.org.
Luke Kowalski, vice-presidente per l’Oracle Corporate Architecture Group, ha espresso in un comunicato l’intenzione di collaborare con IBM per la transizione di OpenOffice.org ad Apache Incubator. Esattamente quanto era stato auspicato dalla community di Oo.o. Magari non sarà un processo immediato, però non sussistono più ostacoli.
The Document Foundation, la fondazione di LibreOffice, non ha fatto attendere una reazione piuttosto stizzita alla notizia. La posizione del fork non cambia: la fondazione è pronta ad accogliere una “riunione” dei progetti, a patto che avvenga con LibreOffice. Pur rispettando Apache, The Document Foundation esclude una convergenza.
Via | LWN
OpenOffice.org potrebbe avere un futuro con The Apache Software Foundation. Almeno questo è il desiderio manifestato da alcuni membri della community sulla mailing list ufficiale della suite. Tutte le applicazioni di OpenOffice.org dovrebbero perciò essere rilasciate sotto Apache License 2.0. Potrebbe essere una soluzione credibile?
A metà del mese scorso Oracle ha dichiarato l’intenzione di lasciare lo sviluppo di OpenOffice.org alla comunità. Pochi giorni dopo com’era prevedibile The Document Foundation ha replicato chiudendo le porte a una fusione tra Oo.o e LibreOffice. I manutentori di OpenOffice.org devono trovare una soluzione di marketing per la suite.
La fusione con Apache, ammesso che possa mai diventare realtà, avverrebbe attraverso il programma Incubator. Oltre al rilascio dei programmi di OpenOffice.org come Apache 2.0, gli sviluppatori dovranno preoccuparsi di verificare la compatibilità delle licenze dei componenti di terze parti, tra cui Mozilla. È una prospettiva remota.
Via | Michael Meeks

La Apache Software Foundation ha annunciato una collaborazione con Google per dare più risalto ai progetti che nascono attorno ai software della ASF.
La collaborazione consiste in una versione personalizzata di Google Code che si chiama Apache Extras. Vi potranno trovare spazio gli sviluppatori che non vogliono o non possono mettere il proprio progetto sotto l’ala della ASF nonostante questo sia complementare ad uno o più di quelli già gestiti dalla fondazione.
Non ci saranno vincoli di licenze ed il principale vantaggio offerto è più che altro quello della visibilità. Rimanendo sotto un unico ombrello sarà più semplice per i potenziali utenti trovare qualcosa di interessante da usare. I software che sono già presenti su Google Code potranno migrare su Apache Extras in maniera molto semplice.
Via | HOnline
Il sodalizio tra Google e l’Apache Software Foundation (ASF) continua: dopo l’esodo di Apache dalla Java Community Process, arriva una piattaforma di hosting. Google non ha mai nascosto l’affinità con Apache, tanto da trasferire Wave ad ASF e condividere le specifiche di OpenSocial. Ora Google Code permette di ospitare i progetti su un nuovo dominio, apache-extras.org, che propone la filosofia di Apache.
Di cosa si tratta, nello specifico? Anzitutto, è un database che indicizza i progetti di Google Code legati ad Apache sfruttando un sistema di etichette o, label: essendo stato lanciato poche ore fa molte risultano ancora “vuote”. Il senso è quello di dare al software sviluppato per i componenti di Apache i servizi di Google. Non si tratta di progetti ufficiali dell’ASF e non potrebbero andare su Apache Incubator.
Come previsto da Google Code, non può essere utilizzato Git poiché i Distributed Version Control System (DVCS) attivi sono Subversion e Mercurial. Un’opportunità di Apache Extras è quella di eleggere i progetti più promettenti a ufficiali dell’ASF: perché ciò sia possibile, questi devono rispettare parametri che non sono previsti in generale. Ad esempio essere rilasciati con licenza Apache 2.0 o, compatibile.
Via | Google Code

L’Apache Software Foundation ha deciso di ritirarsi dal Java SE/EE Executive Committee.
ASF ha partecipato negli scorsi 10 anni ai lavori arrivando persino a vincere il premio JCP “Member of the Year” per quattro volte e venendo recentemente riconfermata con il 95% dei voti della comunità. Senza dimenticare che l’ASF sviluppa progetti importanti come Apache Tomcat, Ant, Xerces, Geronimo e Velocity.
Cosa c’è dietro a questa motivazione? La volontà di Oracle di non dare una licenza TCK al progetto Harmony nonostante ci fosse la possibilità di farlo. A peggiorare la situazione, Oracle, prima dell’acquisizione, spingeva affinché Sun facesse proprio questo passo per poi cambiare idea dopo l’acquisto.
Gli altri membri dell’Executive Committee non ha fatto niente per opporsi ai termini di licenza scelti per Java SE 7. Per l’ASF il Java Community Process non è in grado di produrre specifiche aperte implementabili da progetti open source senza che gli utenti rischino cause per violazione di brevetti.
Una rottura chiara e decisa che Oracle nemmeno commenterà visto che non ha voluto rispondere alle domande che poneva l’ASF.
Via | Apache

Oracle non segue le sue stesse regole e l’Apache Software Foundation ha deciso di votare contro la proposta per la prossima versione di Java nel Java Community Process (JCP) ed ha invitato tutti gli altri membri a comportarsi nello stesso modo.
La ASF vuole che non ci siano più restrizioni Field-of-Use (FOU) sulle versioni open source di Java ed è determinata anche a lasciare il suo posto nel JCP. La posizione della ASF all’interno della comunità è molto forte com’è stato dimostrato dalla rielezione per 3 anni all’interno dell’organo dirigenziale avvenuta in ottobre.
Sarà interessante vedere se Oracle in questo caso sceglierà di collaborare o di far prevalere le sue ragioni attraverso un’imposizione.
Via | ItWorld
Microsoft ha cambiato la licenza di rilascio delle versioni ottimizzate per il framework .NET di Python e Ruby. Finalmente IronPython e IronRuby hanno abbracciato la licenza Apache 2.0, abbandonando i termini della MS-PL già deprecati dall’Open Source Initiative (OSI).
La scelta della licenza fornita da Apache Software Foundation (ASF), compatibile con la GPLv3, era ricaduta su altri progetti ospitati da CodePlex come l’Open Data Protocol e il SDK per i file .PTS. A dare la notizia il solito Miguel De Icaza, responsabile del progetto Mono.
Via | The Register

Sono passati più di 3 anni di sviluppo da Tomcat 6 ed ora la Apache Software Foundation ha annunciato la prima beta di Tomcat 7.
Il nuovo arrivato implementerà interamente le specifiche Java Servelet 3.0, Java Server Pages 2.2 ed Expression Language 2.2. L’ambiente supporterà solamente Java Runtime Environment 6.0. Gli sviluppatori hanno lavorato in particolar modo sulle prestazioni sulla sicurezza di Tomcat 7. Particolarmente interessante la possibilità di avviare un’analisi dell’utilizzo della memoria per determinare la presenza di memory leak.
Grazie al refactoring ed alle nuove specifiche sono state migliorate la gestione dei cookie, le comunicazioni asincrone ed il caricamento dei file. La versione stabile dovrebbe arrivare durante l’autunno.
Via | Apache

L’Apache Software Foundation, ASF, ha promosso allo stato di Top-Level 6 progetti:
Un’importante attestato di fiducia che indicata l’avvenuta maturazione dei progetti.
Via | Apache
Il progetto Subversion, sponsorizzato da Collabnet, sta per entrare sotto l’ombrello dell’Apache Software Foundation come recentemente è successo anche per Yahoo Traffic.
Durante il periodo di incubazione il progetto continuerà ad essere sponsorizzato da Collabnet ed ospitato su http://subversion.tigris.org/. Secondo il presidente della fondazione, Justin Erenkrantz, si tratta di una scelta naturale poiché subversion utilizza libreria del progetto apache ed è utilizzato abbondantemente da altri software di ASF come Ant e Maven.
Il Ceo di Collab, Bill Portelli, ha detto che il trio Tomcat/Subversion/Maven diventerà un punto di riferimento all’interno della comunità Java.
Via | Apache