Il progetto Subversion, sponsorizzato da Collabnet, sta per entrare sotto l’ombrello dell’Apache Software Foundation come recentemente è successo anche per Yahoo Traffic.
Durante il periodo di incubazione il progetto continuerà ad essere sponsorizzato da Collabnet ed ospitato su http://subversion.tigris.org/. Secondo il presidente della fondazione, Justin Erenkrantz, si tratta di una scelta naturale poiché subversion utilizza libreria del progetto apache ed è utilizzato abbondantemente da altri software di ASF come Ant e Maven.
Il Ceo di Collab, Bill Portelli, ha detto che il trio Tomcat/Subversion/Maven diventerà un punto di riferimento all’interno della comunità Java.
Via | Apache
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Non possiamo non riportarvi la notizia che i nostri cugini di Mela|Blog hanno pubblicato nella giornata di ieri. La casa di Cupertino ha infatti deciso di rilasciare sotto licenza Apache un importante componente del proprio ultimo sistema operativo Mac OS X 10.6 Snow Leopard.
Grand Central Dispatch, questo il nome del componente, è un modulo innovativo disegnato dalla Apple per semplificare la realizzazione di applicazioni parallele e per migliorare dunque la gestione delle tecnologie multi-core. Dai primi paragoni effettuati rispetto alla precedente versione 10.5 di Mac OS X, pare infatti che in certe situazioni Grand Central Dispatch garantisca addirittura un avanzo prestazionale del 700%.
Rilasciare i sorgenti di una tecnologia così importante può rivelarsi un’arma a doppio taglio perchè così tutti potrebbero avvantaggiarsene. Lo scopo ultimo di Apple è però quello di riuscire ad ottenere il massimo da GCD e per farlo servirà sicuramente l’importante contributo dell’ormai sempre più presente comunità open.
Via | Mela|Blog
Continua a leggere: Grand Central Dispatch, l'open source fa scalo anche in casa Apple
La partenza di Bill Gates potrebbe aver modificato il giudizio di Microsoft nei confronti del software libero/aperto? Nessuno lo può dire con certezza ma quanto accaduto alla recente O’Reilly Open Source Convention 2008 presagirebbe cambiamenti positivi.
Durante la nota conferenza, Sam Ramji (senior director of platform strategy) ha infatti annunciato l’ingresso di Microsoft nella Apache Software Foundation come membro Platinum (sborsando 100mila dollari l’anno), presentato delle patch, rilasciate con licenza LGPL, per aggiungere il supporto ad SQL Server in ADOdb (PHP) e promesso di espandere la Open Specifications Promise aggiungendo alla lista più di 100 protocolli riguardanti l’interoperabilità.
Passi che la Apache Software Foundation non è integralista come la Free Software Foundation, passi pure il fatto che la LGPL è molto più vicina alla BSD della GPL stessa ma resta il fatto che mai fino ad ora si era visto Microsoft così interessata al mondo del software libero/aperto. Voi cosa ne pensate?
via | Slashdot.org
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fsoft ci segnala il rilascio della prima versione alpha di PyHP. Dietro questo nome un po’ criptico si cela un modulo per Apache che permette di utilizzare Python come preprocessore delle pagine HTML, in maniera analoga a quanto avviene con PHP.
Poco convinti sulla bontà di Python (in ambito web)? Sulla pagina del progetto sono ben in evidenza i suoi punti di forza e, soprattutto, i vantaggi rispetto PHP.
Il mondo è bello perché vario, tanto di più se si tratta di quello del software libero / aperto.
Correggere vulnerabilità di tipo “directory traversal” nella propria applicazione web, mostrare al collega che il codice da lui scritto può essere bucato attraverso una “local file inclusion” o sfruttare i file .htaccess per aumentare la sicurezza del vostro server LAMP sono alcune delle attività che vorreste svolgere nei mesi più caldi dell’anno? Allora non lasciatevi perdere l’uscita estiva di Hakin9…
Numero doppio (luglio ed agosto) su cui troviamo, oltre ai pezzi FOSS-friendly già citati, anche un ottimo articolo dedicato alle botnet. Gli interessati possono dare un occhio all’elenco completo, disponibile dopo il salto.
A volte capita di aver bisogno di installare un Web server “al volo”, e spesso Apache è persino troppo per l’ utilizzo che ne dobbiamo fare: per questo è nato Abyss, un web server veloce e facilmente configurabile.
Prima di recensire il programma, bisogna specificare una cosa: la licenza sotto cui è rilasciato. Di Abyss ci sono due versioni: la X1 è disponibile gratuitamente, mentre la X2 costa circa 60$. L’ unica differenza è che spendendo 60$ avrete 1 anno di update gratuiti e supporto tecnico (che dopo il primo anno vi costeranno 25 o 40$).
Per quanto riguarda l’ utilizzo, Abyss può essere avviato da console come un normale processo (e quindi fermato con Ctrl-C) o come demone con l’ opzione -d. Una volta installato potete poi andare alla pagina http://127.0.0.1:9999 per configurare i dati dell’ account di amministrazione.
Networkworld riporta una notizia abbastanza allarmante: secondo Don Jackson, senior chief researcher di SecureWorks, gli attacchi di massa che nel mese scorso hanno colpito i server Web Apache hanno avuto successo a causa di “falla” del software che ha permesso ad hacker ancora non identificati di inserire codice maligno all’ interno dei server.
Anche se non è ancora stata chiarita la provenienza di quest’ attacco, si pensa a gruppi hacker dell’ Europa Occidentale o del Nord America, il fenomeno sta velocemente dilagando e le stime iniziali di qualche centinaio di server sono cresciute fino a 10000 server danneggiati. A quanto sembra l’ attacco parte con il famoso malware Rbot: un programma che crea una backdoor tramite IRC per permettere il controllo del computer infettato che viene “iniettato” in un modulo di Apache, per sfruttare poi falle di QuickTime, AOL SuperBuddy e Yahoo! Messenger.
Anche se la maggior parte degli antivirus riconosce questo malware, la prevenzione del contagio non è affatto semplice: sebbene infatti basti disabilitare il caricamento dinamico dei moduli di Apache, bisogna tenere conto che molti server fanno largo affidamento su questa funzione e quindi questa rimane una soluzione non definitiva.
Tramite un comunicato stampa Yahoo! ha annunciato la sua “promozione” a platinum sponsor della Apache Software Foundation, indicando in modo netto l’importanza strategica dei progetti portatati avanti dalla fondazione. Il legame tra la nota società e la ASF è sempre stato molto stretto, anche per via dell’interesse mostrato dal colosso nei confronti dei progetti Lucene e Hadoop ( senza contare, ovviamente il webserver Apache ) e dal fatto che Doug Cutting, creatore di entrambi i progetti e vicepresidente di Apache, ne sia un dipendente.
via | Slashdot
Continua a leggere: Yahoo! diventa platinum sponsor di Apache Software Foundation
La Motion Picture Association of America, l’associazione che unisce le major cinematografiche hollywoodiane, ci ha da sempre abituato alla linea dura nei confronti di chi scarica illegalmente film da Internet.
Ma la MPAA ha fatto di recente un passo in avanti nella strategia di “controllo e repressione”, almeno per quanto riguarda il territorio statunitense, rilasciando un software molto particolare: University Toolkit.
Si tratta di una versione personalizzata di Xubuntu 7.04, la variante di Ubuntu che usa Xfce, dotata di strumenti di monitoring quali Snort e ntop che permettano di tenere sotto controllo le LAN dei campus universitari americani.
Continua a leggere: University Toolkit, Ubuntu al servizio delle major spione
Niente gPhone e per il momento nessun nuovo competitor per iPhone ma più che altro un pericoloso rivale per OpenMoko (ne abbiamo parlato spesso) e anche per Symbian. I rumor dei mesi scorsi trovano una smentita ufficiale da parte di Google che attraverso il blog ufficiale ha presentato al mondo Android.
Si tratta di una piattaforma aperta per cellulari sviluppata da big del settore telefonico ma anche dell’elettronica e del software riuniti nella Open Handset Alliance. Dell’alleanza fanno parte tra gli altri: Google (ovviamente), HTC, LG, NTT DoCoMo, T-Mobile, Motorola, Samsung, Telefonica, Nvidia, eBay e addirittura la nostra Telecom Italia. Ma quali sarnno i punti forti di Android?
Continua a leggere: Google annuncia Android, il sistema operativo aperto per cellulari
Il quotidiano online più prestigioso e autorevole nel mondo lancia un messaggio forte e chiaro: crediamo nell’opensource. A parlarne è Linux.com in un lungo articolo che rivela come il New York Times abbia abbracciato la filosofia del software a sorgente aperto sia utilizzandolo per il proprio sito web, sia contribuendo con il rilascio di due progetti alla comunità.
I software in questione si chiamano XSL Cache e DBSlayer. Il primo è un’estensione PHP che mette in cache i fogli di stile del NYT per velocizzarne la visualizzazione, il secondo è un database abstraction layer per siti ad alto traffico.
Oltre al rilascio dei sorgenti dei due software il NYT ha anche aperto un blog in cui il team di sviluppo web del quotidiano online, guidato da Jacob Harris e Derek Gottfrid, tiene aggiornati lettori e, soprattutto, sviluppatori sulle tecnologie opensource utilizzate e sugli argomenti più caldi del web 2.0.
Quando vedremo qualcosa di simile anche per Repubblica e Corriere?
[Via | Linux.com]
Continua a leggere: Il New York Times abbraccia l'opensource

Siete alla ricerca di un sistema semplice per permettere a chiunque sulla vostra LAN di convertire file .doc in OpenDocument (.odt)?
Allora potrà tornarvi utile Docvert, un convertitore automatico accessibile via web con l’ausilio di Apache (o altro web server).
Per effettuare la conversione e funzionare adeguatamente Docvert si può appoggiare a più software installati sulla macchina che lo ospiterà: OpenOffice, Abiword, PyODConverter e JODConverter entrambi funzionanti in unione con OpenOffice.
Il file convertito in OpenDocument potrà a sua volta essere trasformato automaticamente in HTML o XML.
L’ultima versione rilasciata, 3.3, aggiunge il cosiddetto Document Generator che permette di trasformare in odt intere pagine web semplicemnte indicandone l’url.
Download: Docvert 3.3
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