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Tutti gli articoli con tag android market

Ubuntu Developer Portal è l'opzione di Canonical sul Software Center

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu Developer Portal è la soluzione di Canonical per gli sviluppatori di applicazioni di terze parti che vogliono distribuire i propri programmi sul Software Center di Ubuntu. Funzionerà in associazione a Launchpad per la distribuzione del codice, in caso di software libero. È una sfida ad App Store di Apple e all’Android Market.

Il portale non è ancora aperto a nuove iscrizioni: Ubuntu Developer Portal è dedicato agli Indipendent Software Vendor (ISV) per ampliare gli attuali partner di Canonical. Non si tratta dell’ennesimo progetto di hosting alla GitHub. È un progetto esplicitamente legato a Ubuntu e alle tecnologie che propone, da Unity a Qt e CouchDB.

Forse quella di Canonical è un’ambizione troppo elevata, però non si può negare che Ubuntu stia cercando soluzioni per diventare il più possibile mainstream. Gli “app store” sono il punto di forza dei sistemi mobile e desktop più recenti e Linux ha sempre adottato soluzioni per la gestione dei pacchetti. Ubintu cerca di sfruttarle.

Via | Canonical

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Come, perché sta cambiando Jolicloud: tra Chrome Web Store e Android

pubblicato da Federico Moretti

Jolicloud Launcher

Jolicloud, la distribuzione Ubuntu-based concepita per i netbook, non sarà più la stessa: quando in dicembre è stata introdotta l’estensione sul Chrome Web Store il progetto ha cambiato indirizzo. Anzitutto, il sistema operativo si chiamerà Joli OS a partire dalla release 1.2 (attesa entro la settimana) e Jolicloud sarà sul browser.

Più HTML5 e meno Linux: volendo estendere al massimo l’utenza di Jolicloud, gli sviluppatori puntano al desktop “virtuale” per il browser. Presto sarà approntata una versione dedicata ad Apple iPad oltre all’equivalente per Safari e Firefox dell’estensione di Chrome. Un percorso diverso dall’originale, però sempre guardando al web.

Sulla stessa falsariga, il team di Jolicloud pensa a una futura applicazione per Android. Ora la distribuzione è soltanto l’ultimo anello della catena: tutto si giocherà sull’interfaccia in HTML5, sostanzialmente il launcher inserito su Joli OS già dalla versione 1.0. Molto più simile ad eyeOS, ecc. anziché all’esperienza su Linux.

Via | Jolicloud

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Angry Birds si basa su Box 2D, il motore fisico creato da Erin Catto

pubblicato da Federico Moretti

Angry Birds - Box 2DAngry Birds, il popolare videogioco di Rovio Mobile, è basato su Box 2D: si tratta di un physical engine creato da Erin Catto e rilasciato sotto licenza open source. Questo è il motivo per cui torniamo a parlarne. Box 2D è un progetto scritto in C++, portato su numerosi altri linguaggi di programmazione da una comunità di volontari.

In occasione del Game Developer Conference 2011, Peter Vesterbacka (il creatore di Angry Birds) e Catto sono stati protagonisti di un divertente “siparietto”. Catto, seduto in platea, ha chiesto a Vesterbacka quale fosse il motore di Angry Birds e se Rovio intendesse riconoscerne i crediti al creatore. La risposta è stata positiva.

Soddisfatto della risposta, Catto ha rivelato la propria identità e al termine dell’intervento si è trattenuto a parlare con Vesterbacka. È un’ottima notizia per il software libero sui videogame: Box 2D è un progetto volontaristico, Angry Birds ha un solido modello di business. I protagonisti smentiscono le polemiche sulle licenze.

Via | MobileCrunch

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MapQuest offre un'applicazione gratuita per Android su OpenStreetMap

pubblicato da Federico Moretti

MapQuest AndroidMapQuest, dopo un consistente investimento su OpenStreetMap, rinnova l’interesse sull’open source con un’applicazione gratuita per Android. Già scaricabile dall’Android Market, l’applicazione copre il nostro Paese: aggiunge agli itinerari per ciclisti quelli pedonali guidati come sui tradizionali GPS. Le mappe sono di OpenStreetMap.

MapQuest 4 Mobile è l’applicazione ufficiale di MapQuest per iPhone e BlackBerry: quella per Android, lanciata soltanto ieri, è molto simile alla versione su iOS. Si chiama semplicemente MapQuest e sostituisce alla mappatura standard le mappe di OpenStreetMap. L’applicazione richiede l’autorizzazione al GPS e ai dati in background.

Perché si possa abilitare la feature di text-to-speech è richiesta SpeechSynthesis Data Installer, un’applicazione gratuita. Lo switch alla mappatura di OpenStreetMap potrebbe non essere automatico: è possibile effettuarlo manualmente dalle impostazioni. Non è possibile cambiare la lingua: MapQuest 1.0.0 Beta è soltanto in inglese.

Via | ReadWriteWeb

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Android, più di 100.000 app nel market

pubblicato da Lpt on fire!


Lo scorso luglio Android aveva 70.000 applicazioni, mentre ieri Google ha annunciato, in maniera sintetica, di aver superato la soglia delle 100.000 app.

30.000 applicazioni in soli 3 mesi sono un risultato non da poco. Ora Apple fa sempre meno paura con le sue 300.000 applicazioni totali. Il pareggio è lontano ancora molti mesi, ma con questi numeri e questa crescita non sarà un’impresa impossibile come qualcuno pensava al debutto della piattaforma Android.

Google sta però spingendo gli sviluppatori a puntare sulla qualità della propria applicazione per emergere in un mercato dove si rischia di diventare una goccia in mezzo al mare.

Via | Endgadget

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Ubuntu One per Android: è gratis fino al 10 ottobre

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One PhonesUbuntu One, il servizio di Canonical per sincronizzare i file tra computer e dispositivi mobili, è gratis per Android fino al 10 ottobre. Per promuovere l’uscita di Maverick Meerkat e le nuove funzionalità per Android, Canonical ha rimosso temporaneamente il limite di 30 giorni all’uso gratuito dell’applicazione. Il limite sarà ripristinato col rilascio di Ubuntu 10.10. Il 10 ottobre, appunto (è quasi un gioco di parole).

Il client per Ubuntu One è open source e free software per Linux, ma l’applicazione per Android è considerata un progetto commerciale di Canonical ed è riservata ai sottoscrittori di un piano di spazio a pagamento. Quello che attiva 50Mb di spazio in rete al costo di $10 al mese, per intenderci. Una scelta impopolare, specie considerando che esisteva già un’applicazione ufficiale gratuita per Dropbox su Android.

L’aggiornamento del client di Ubuntu One per dispositivi mobili (per chi volesse, c’è anche una versione per iOS) aggiunge la sincronizzazione dei contatti. Come avevamo visto, Canonical tratterrà una copia delle rubriche in remoto e ciò non è propriamente il massimo per la privacy. È apprezzabile invece la compatibilità con FroYo e l’aggiunta di nuovi device.

Ubuntu One Beta su Firefox 3.6

Via | Canonical

Symantec ha scovato una violazione della privacy in Tap Snake

pubblicato da Federico Moretti

Android OS Tapsnake

È stato definito come un «trojan», ma AndroidOS.Tapsnake è qualcosa di molto più blando. Si tratta di un aspetto “truffaldino” dell’applicazione Tap Snake, sviluppata da Maxicom come GPS Spy cui trasmetterebbe le informazioni di località del cellulare dal quale è avviata. Non è proprio una forma di virus, per quanto possa invadere la privacy degli utenti.

Il gioco, distribuito in forma gratuita, è l’ennesimo fork di Google Android Snake ed è accusato d’avviare automaticamente il servizio net.maxicom.android.snake. Quest’ultimo invia la posizione geografica del dispositivo da cui si sta giocando ogni 15 minuti. Le informazioni vengono raccolte da un’applicazione registrata liberamente su Google App Engine.

La scoperta di Symantec è ancora troppo recente perché Google abbia avuto il tempo di effettuare i dovuti controlli. Quando le indicazioni sul funzionamento di Tap Snake saranno confermate, è presumibile che sia il gioco sia l’applicazione saranno rimosse dall’Android Market. Nel frattempo è consigliabile cancellare ogni installazione di Tap Snake e GPS Spy.

Via | Symantec

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Android Market, superata la soglia di 70.000 applicazioni

pubblicato da Lpt on fire!


Secondo le stime ufficiali di Google l’Android Market nello scorso trimestre avrebbe raggiunto le 70.000 applicazioni.

Un ottimo risultato considerando che nel primo trimestre le applicazioni erano “solo” 30.000 e 16.000 alla fine di dicembre. Qualche giorno qualcuno aveva ventilato l’ipotesi che si fosse già superata la soglia delle 100.000 applicazioni, ma non sembra che sia effettivamente così anche se questo traguardo verrà sicuramente superato in questo trimestre.

Vedremo anche se il nuovo Google App Inventor prenderà piede fra gli sviluppatori più occasionali, mentre hacker come il famoso DVD-Jon criticano la gestione dell’Android Market da parte di Google.

Via | HOnline

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WordPress per Android è stato aggiornato

pubblicato da Federico Moretti

WordPress for Android

Annunciato un po’ in sordina qualche giorno fa, WordPress per Android è disponibile sull’Android Market e va ad aggiungersi alle relative versioni della piattaforma per iPhone e BlackBerry: un primo intervento al riguardo è stato scritto su Mobileblog.it — com’era del resto prevedibile.

Neppure una settimana e la comunità ha già riportato una serie di bug che hanno convinto gli sviluppatori a rilasciare una versione 1.0.1 che, traendo spunto dai feedback ricevuti attraverso il forum ufficiale, ha “chiuso” i buchi che sono stati ravvisati dagli utenti.

Un approccio più che apprezzabile, da parte di un’azienda che ha più volte ribadito (anche con iniziative di tutto rispetto) la volontà di mantenere WordPress open source. Peraltro su una piattaforma altrettanto aperta, nonostante la querelle coi manutentori del kernel di Linux.

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Android 2.1 introduce i Live Wallpapers

pubblicato da Federico Moretti

Android 2.1 Live Wallpapers

Forse non è la feature più interessante di Android 2.1, a prescindere dai recenti rapporti di Google con il kernel Linux: quella presentata è una funzione che può avere applicazioni intriganti e che tutto sommato qualcuno già utilizza in forme differenti su GNOME e KDE.

I Live Wallpapers per Android sfruttano lo stesso concetto alla base degli script installabili sul desktop per ottenere sfondi personalizzati a seconda del tempo atmosferico, ma lo fanno con metodi più “ortodossi” — se mi passate il termine.

Alla base della feature ci sono SGL e OpenGL associati all’uso del GPS integrato nel Nexus One e dell’accelerometro: già disponibili come applicazione sull’Android Market i Live Wallpapers possono essere legati alla gestione degli eventi per creare effetti personalizzati in base alle azioni in esecuzione sul device.

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Linux e i malware: che sia colpa di Google?

pubblicato da Federico Moretti

Google Chrome Non credo di essere l’unico a essersi posto questa domanda, negli ultimi giorni: la notizia di un malware approdato negli archivi pubblici di Gnome-Look.org ha destato più di una preoccupazione, non tanto per lo script in sé – che oggettivamente avrebbe “combinato” ben poco – quanto per il fatto che un problema simile era da molti considerato inconcepibile a priori.

Effettivamente l’inesistenza di virus (badate, non parlo di metodi d’intrusione in toto) per Linux è dovuta a diversi fattori: primo fra tutti, anche se ormai decisamente inverosimile, il fatto che per installare un’applicazione servisse compilarla. Si supponeva che l’utente-medio avesse idea di cosa stesse facendo e non si lasciasse trarre in inganno: i sistemi di pacchettizzazione hanno parzialmente vanificato tutto ciò.

Certo i benefici in termini di produttività e usabilità del sistema operativo sono innegabili, ma l’apparizione di servizi come l’Android Market e l’Ubuntu Software Center lo rendono ancora più appetibile per i programmatori di malware. Un aspetto che ritengo fondamentale è la diffusione: Linux non ha una quota di mercato che giustifichi l’impiego di risorse per la creazione di virus.

Ma se Chrome OS avesse un successo strepitoso, ci ritroveremmo ad avere una quantità di malware paragonabile a quella di Windows?