La versione attuale di Android è la 2.1, ma secondo i dati dei telefonini che accedono all’Android Market la maggior parte utilizzano ancora la vecchia versione.
Per la precisione il 38% ed il 32% utilizzano, rispettivamente, la versione 1.5 e 1.6. La versione 2.0.1 raggiunge solo il 3% degli utenti, mentre la 1.1 e la 2.0 hanno pochissimi utenti.
Al momento alcuni utenti sono “bloccati” con una versione più vecchia per colpa di interfacce realizzate ad hoc come su HTC o per problemi tecnici come il T-Mobile G1. Alcuni produttori addirittura non spiegano perché non rilasciano l’aggiornamento dei loro telefonini.
Alla luce di questi dati potrà sembrare vessatorio, ma è importante che Google lavori per rendere il suo sistema aggiornabile più facilmente e faccia pressione sui produttori più recalcitranti.
Via | HOnline
Le novità del World Mobile Congress 2010 di Barcellona – come ho avuto più volte occasione di ripetere – sono state davvero molte e (oggettivamente grazie al keynote di Apple che ha presentato l’iPad) la principale attrattiva della convention sono stati i tablet: già annunciato al precedente CES 2010 di Las Vegas, l’Adam è un prodotto davvero accattivante basato su Android.
Estraneo alla querelle di Steve Jobs nei confronti di Adobe, come primo valore aggiunto rispetto all’iPad ha ovviamente il supporto ad AIR e Flash (in aggiunta e non in alternativa ad HTML5), ma – oltre al core del sistema operativo basato sul kernel Linux – le differenze non si fermano certo qui.
Parlando delle specifiche tecniche di Adam non si può sottovalutare la fotocamera da 3,2 Mpixel: il processore è un ARM dual-core e la GPU è una nVidia Tegra — il primo progetto su Android a implementarla. Il display è un 10.1″ (che continuo a ritenere troppo grande, ma è sempre una mia opinione) e per il resto è “soltanto” un po’ più pensate rispetto all’iPad. Resta da vedere a quanto sarà venduto.
Ancora novità dal World Mobile Congress che si chiuderà domani a Barcellona (e di cui si stanno occupando specificatamente i colleghi di Mobileblog.it): la giornata di ieri ha portato altre interessanti notizie, dalla presentazione di Facebook Zero alla futura disponibilità di Skype su BlackBerry e Android insieme a Verizon.
In sé Skype è già disponibile per Android da un anno circa, quando è stato presentato al CES 2009 di Las Vegas: con qualche difficoltà si poteva già installare la versione standard per Linux pure in precedenza. Ma la partnership con Verizon Wireless – che temo non avrà emuli in Italia – è tesa ad abbattere i costi sulle chiamate verso l’estero per il carrier.
L’arrivo dell’applicazione coprirà i device BlackBerry Storm 9530, Storm2 9550, Curve 8330, Curve 8530, 8830 World Edition e Tour 9630 smartphones, come il Droid e il nuovo Motorola Devour — che non è come ci si aspettava un Nexus Two. L’uscita è prevista a ridosso dell’arrivo del Google Phone in Europa: Vodafone predisporrà altrettanto?

Adobe è tutt’altro che rassegnata all’idea che HTML5 possa rimpiazzare Flash: giusto ieri parlavo di come un importante progetto open source sia rinato dalle ceneri e oggi la notizia riguarda l’imminente disponibilità del runtime – che rientra nel più ampio contesto della piattaforma Flash dell’azienda – per Android.
A Barcellona si sta tenendo l’edizione 2010 del Mobile World Congress (che, iniziata ieri, terminerà giovedì) e il leitmotiv dell’evento è la possibilità di sviluppare applicazioni che siano compatibili con più piattaforme mobili: la soluzione di Adobe è ovviamente legata ad AIR.
Il problema riguarda più che altro iPhone: AIR è disponibile per il device di Apple attraverso Flex, ma il futuro del runtime è sempre più legato a Flash — che al contrario non è installabile sullo smartphone di Cupertino (e Steve Jobs non intende tornare su questo aspetto, attendendo di poter sfruttare HTML5).
Foto | TechCrunch

Annunciato un po’ in sordina qualche giorno fa, WordPress per Android è disponibile sull’Android Market e va ad aggiungersi alle relative versioni della piattaforma per iPhone e BlackBerry: un primo intervento al riguardo è stato scritto su Mobileblog.it — com’era del resto prevedibile.
Neppure una settimana e la comunità ha già riportato una serie di bug che hanno convinto gli sviluppatori a rilasciare una versione 1.0.1 che, traendo spunto dai feedback ricevuti attraverso il forum ufficiale, ha “chiuso” i buchi che sono stati ravvisati dagli utenti.
Un approccio più che apprezzabile, da parte di un’azienda che ha più volte ribadito (anche con iniziative di tutto rispetto) la volontà di mantenere WordPress open source. Peraltro su una piattaforma altrettanto aperta, nonostante la querelle coi manutentori del kernel di Linux.
Tanto da averlo persino comprato. Ignoravo d’avere in comune con Torvalds il sostanziale odio per i dispositivi cellulari, che invece pare contraddistinguere il creatore di Linux: dalle pagine del suo blog Linus descrive il suo difficile rapporto coi telefonini e l’approdo al Nexus One — quello che Google si ostina a non voler riconoscere come la risposta all’iPhone.
Nello stesso post Torvalds sostiene di apprezzare il “concetto” di poter utilizzare Linux sui cellulari, ammettendo però di non avere mai fatto un utilizzo massiccio di questi ultimi: tra i suoi acquisti anche il G1 (che veniva distribuito in una versione unbranded come telefono di sviluppo per Android) e un non meglio specificato Motorola che era venduto in Cina, ovviamente basato anch’esso su Linux.
Non aspettatevi alte disquisizioni tecniche, perché Linus si limita a esprimere l’entusiasmo per il Nexus One nella sua funzione di GPS in associazione a Google Maps: nonostante i dati di vendita siano piuttosto scarsi rispetto ad altri dispositivi equivalenti (si parla di 80.000 device venduti in un mese), quella di Torvalds è la reazione più condivisibile che abbia letto. Non è uno smartphone per tutti, ma fa perfettamente il suo lavoro.
Via | The Washington Post

Forse non è la feature più interessante di Android 2.1, a prescindere dai recenti rapporti di Google con il kernel Linux: quella presentata è una funzione che può avere applicazioni intriganti e che tutto sommato qualcuno già utilizza in forme differenti su GNOME e KDE.
I Live Wallpapers per Android sfruttano lo stesso concetto alla base degli script installabili sul desktop per ottenere sfondi personalizzati a seconda del tempo atmosferico, ma lo fanno con metodi più “ortodossi” — se mi passate il termine.
Alla base della feature ci sono SGL e OpenGL associati all’uso del GPS integrato nel Nexus One e dell’accelerometro: già disponibili come applicazione sull’Android Market i Live Wallpapers possono essere legati alla gestione degli eventi per creare effetti personalizzati in base alle azioni in esecuzione sul device.
È lecito pensare che il futuro rilascio di Chrome OS renda inutile Android-x86, il port a 32-bit del popolare sistema operativo Linux-based di Google per i dispositivi cellulari: eppure si tratta di due sistemi dalle caratteristiche differenti e lo sviluppo della distribuzione continua imperterrito anche con Eclair.
A tale proposito – esattamente come accadde per Android 1.6 – gli sviluppatori di Android-x86 hanno già cominciato a lavorare al merging di Eclair: in realtà le ultime build relative sono tutte opera di Yi Sun — perciò si tratta di una fase lungi dall’essere completa. Le novità sono diverse, dal kernel 2.6.32 al driver per la retroilluminazione degli EeePC.
Non tutte le funzionalità sono incluse nelle immagini (disponibili come ISO e per USB stick) scaricabili dal sito del progetto e ci sono diversi problemi noti, come prestazioni grafiche ridotte e una riproduzione troppo bassa dell’audio per citarne alcune. Lo snapshot è ancora identificato come 2.0 perché troppi componenti risultano ancora assenti, ma non ci vorrà molto perché la build sia completa.
Negli ultimi mesi le novità riguardanti Android – dal punto di vista dell’hardware, come del software – sono state innumerevoli: ciò nonostante quanto ci aspetta potrebbe essere ancora di più. Tanto per citare un esempio, è probabile che presto sia “svelato” il Nexus Two (lo smartphone di Google dedicato ai professionisti) di cui avevo già accennato su Downloadblog.it.
Per questo motivo partecipare al tour mondiale dell’Android Developer Lab sarebbe molto interessante: il condizionale è d’obbligo, perché tra le tappe europee non è prevista l’Italia. La location più vicina – se non altro per chi abita al Nord – è quella di Zurigo, che accoglierà il laboratorio venerdì 12 febbraio. Altre tappe continentali sono previste a Berlino, Londra, Madrid e Parigi.
Se interessati (e soprattutto in grado di spostarsi almeno in Svizzera) occorre registrarsi entro il 1 febbraio: l’occasione sarebbe stata ancor più interessante per la possibilità di tenere fra le proprie mani il Nexus One — di cui è previsto l’approdo nel mercato europeo soltanto in primavera. Evidentemente, Google ha giudicato insufficienti le premesse affinché l’Android Developer Lab si fermasse anche nel nostro Paese.
Finalmente è stata resa pubblica l’SDK di Android 2.1 — la versione in uso sul Nexus One (e sul Motorola Droid). Del telefonino di Google abbiamo già parlato varie volte su queste pagine, già prima della sua ufficializzazione avvenuta il 5 gennaio. Per dovere di cronaca, proprio in quel contesto l’azienda ha specificato come la versione pubblica di Android 2.1 sia differente rispetto a quella dedicata allo smartphone.
Maggiori dettagli sulle feature disponibili sono presenti nella nota di rilascio: la scelta di limitare alcune funzionalità non inficia l’apertura generale del codice, che continua a essere sviluppato anche dalla comunità. Si tratta prevedibilmente di una scelta commerciale, tenendo conto che il Nexus One è ancora in pre-ordine (e arriverà in Europa solo a primavera).
Contestualmente è stato rilasciato il driver per Windows che consentirà di connettere il nuovo device: non c’è da meravigliarsi se non è stato fatto altrettanto con Linux, semplicemente perché Android non ne ha bisogno — tutt’al più avremo qualche nuovo ingresso nel kernel, che comunque non è ancora apparso. Personalmente non vedo l’ora di provare l’SDK anche per verificare se il cellulare bordeaux dell’emulatore sia stato sostituito dal Google Phone.
Sulla rete si sono viste molte immagini che, recentemente, mostravano in anteprima il tanto chiacchierato telefonino Nexus One di Google.
Oggi vogliamo mostrarvi il video per questo cellulare dotato di Android 2.1 con processore Snapdragon da 1Ghz, schermo da 3,7 pollici, 512mb di ram ed una scheda microSD da 4 gb.
Dispone anche di una fotocamera da 5 megapixel con flash a led, sensore di luce, prossimità ed accelerometro.
Via | Engadget