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Tutti gli articoli con tag amazon

Amazon potrebbe acquisire webOS per ampliare la gamma di Kindle Fire

pubblicato da Federico Moretti

Kindle Fire - Amazon
Amazon è l’ultima multinazionale sulla quale girano indiscrezioni circa l’acquisto di webOS, il sistema operativo Linux-based di Palm passato a Hewlett-Packard. Saltati i piani di HP, webOS è stato associato a terzi: Amazon ha già scelto di realizzare un fork di Android sul Kindle Fire, il tablet presentato a New York da Jeff Besoz.

L’ultimo aggiornamento su webOS dava per scontato l’acquisto da parte di Facebook, smentito quando si è tenuto l’evento di f8: altri sostengono che il sistema operativo passerà a Oracle, interessata ad assorbire HP, e l’annuncio sarebbe atteso per l’Open World 2011 apertosi oggi a San Francisco. Perché tante indiscrezioni su webOS?

Android è l’unico sistema operativo open source per il settore mobile attualmente sul mercato e le critiche all’“apertura” di Google sono legittime: webOS non è free software, al contrario di Tizen (ex-MeeGo) che è previsto nel 2012. Samsung e Nokia gareggiano sui dispositivi di fascia bassa su Bada e Meltemi. C’è molta confusione.

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Amazon dovrebbe contribuire di più al FLOSS

pubblicato da Lpt on fire!


Google è una grande multinazionale che oltre a rilasciare una gran quantità di codice come open source ogni anno decide di finanziare il lavoro di alcuni studenti affinché provino a migliorare alcune funzionalità di prestigiosi progetti FLOSS. Inoltre rilascia, quasi sempre, anche il codice che sta dietro ad Android.

Big G si può considerare un esempio da questo punto di vista per le altre aziende, ma ci sono anche altri nomi che sfruttano GNU/Linux e tutto l’ecosistema software che vi gira intorno per le proprie attività e chi più e chi meno in qualche modo contribuisce qualcosa alla comunità. Se però proviamo a pensare ad altre grandissime aziende che sfruttano il FLOSS ci sono esempi come quello di Amazon che non condivide moltissimo con la comunità.

Negli ultimi anni il suo lettore di ebook Kindle ha riscosso un grandissimo successo a tal punto da vendere più libri in versione elettronica di quella cartacea e non si può neanche dimenticare la sua architettura Cloud i cui servizi come S3 ed EC2 sono tra i più utilizzati in rete. I software FLOSS utilizzati sono tanti a partire dal kernel Linux, busybox, GStreamer, Perl, MySQL, Mason ed altri ancora.

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Amazon potrebbe offrire un fork di Gingerbread per il proprio tablet

pubblicato da Federico Moretti

Amazon KindlebreadAmazon avrebbe ordinato la realizzazione del Kindle Tablet a Quanta, una società thailandese, e dovrebbe mettere il dispositivo sul mercato entro il prossimo Natale. Con quale sistema operativo sarà proposto? Le indiscrezioni parlano di un fork di Android/Gingerbread che Jason Perlow di ZDNet ha definito indicativamente Kindlebread.

Anziché realizzare un sistema operativo ex novo oppure sfruttare la versione standard di Android, Amazon dovrebbe adattare Gingerbread (l’ultima versione di cui sono disponibili i sorgenti) al proprio device. La scelta di una soluzione Android-based è scontata: Amazon ha già sviluppato diverse applicazioni per il sistema di Google.

Kindle for Android, Amazon MP3, Amazon Video e adesso anche Amazon Appstore for Android e Amazon Cloud Player sono indicazioni piuttosto esplicite sull’indirizzo del futuro tablet. È improbabile che il fork possa chiamarsi Kindlebread. Tuttavia, Honeycomb è disponibile soltanto ai partner di Google ed è affetto da diversi problemi.

Via | ZDNet

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Il caso di Butterfly Media

pubblicato da Lpt on fire!


Il software libero viene normalmente distribuito gratuitamente, ma è possibile anche venderlo e ricavare compensi.

Tutto normale e contemplato dalla licenza, anche se c’è sempre qualcuno che non sapeva di questa possibilità. Una possibilità che Butterfly Media ha capito benissimo. Vende, infatti, sull’Amazon britannico alcuni software come se fossero propri. Ecco quindi apparire titoli come U-Boat Simulator (Dangers of the Deep), Advanced Flight Simulator 2010 (Flightgear), Desktop Publishing Studio (Scribus) e Photo Studio (InkScape).

Il problema è principalmente di etica e secondariamente di licenza. È lecito che un’azienda provi a trarre profitto dal lavoro altrui senza apportare alcuna modifica al progetto? Addirittura gli screenshot del programma presenti su Amazon sono stati presi dai rispettivi siti avendo cura di oscurare il nome corretto sulla barra del titolo.

Se poi passiamo alla licenza viene da ridere per non piangere. A parte il non rispetto della licenza GPL (indicazione della licenza, offerta dei sorgenti a corredo del software), ma alcuni dei file di questi progetti sono rilasciati sotto licenza CC che vieta espressamente l’uso commerciale. Sarà interessante vedere che fine farà questa azienda che cerca un facile guadagno prendendo in giro i possibili clienti.

Via | Phoronix

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Linux ed il mercato del supporto

pubblicato da Lpt on fire!

Qualche settimana fa Amazon praticamente si è buttata nel mercato delle distro Linux specializzate con l’annuncio di Amazon Linux AMI per il suo servizio Elastic Computing Cloud (EC2).

Si tratta dell’ennesimo esempio di ritagliarsi una piccola fetta del mercato del sistema operativo. Fino a qualche anno fa i fornitori di servizi cloud o computer si limitavano a fornire il sistema operativo preso sul mercato. Ora sono in molti a scegliere Red Hat come base su cui costruire una propria offerta e sistemarsi alla tavola del supporto dove si può trovare facilmente un nuovo flusso di denaro.

Purtroppo non finisce qui. Le grandi aziende sognano da sempre di riuscire a rimettere in piedi il loro giardino privato dove spremere per bene il massimo dai propri clienti. Le più spregiudicate proveranno far tornare in auge il vendor lock-in facendo leva sull’accoppiata ottimizzata tra la loro piattaforma, hardware o cloud, ed il sistema operativo basato originariamente su Linux.

Via | ItWorld

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Amazon rilascerà un development kit per il Kindle

pubblicato da Federico Moretti

Kindle Development Kit Una notizia che trovo particolarmente interessante: dal mese prossimo infatti sarà distribuito a un numero limitato di sviluppatori (è possibile prenotarsi lasciando la propria e-mail nella pagina di presentazione del progetto) un Kindle Development Kit — contenente tutto il necessario per sviluppare active content dedicato all’e-book reader di Amazon.

Il kit è cross-platform e può quindi essere utilizzato su Linux, OS X e Windows: l’archivio scaricabile contiene – come sovente accade per queste SDK dedicate ai dispositivi mobili – un emulatore per testare le applicazioni sviluppate su Kindle e Kindle DX in un ambiente virtuale sul proprio desktop. Ovviamente sarà disponibile una documentazione a corredo.

Ciò che non è chiaro è la licenza che accompagnerà questo KDK: non se ne fa menzione tra i dettagli del pacchetto, che si limitano a dare indicazioni generali sul suo contenuto. È improbabile che si tratti di una licenza particolarmente “aperta” — soprattutto perché il kit è destinato a un programma di revenue sharing per i contenuti inviati dagli sviluppatori allo store di Amazon.

Via | eWeek

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Presentato il Kindle 2

pubblicato da Roberto G.

kindle 2
“Today I’m excited to introduce the Kindle 2.” Con queste parole Jeff Bezos ha presentato, pochi minuti fa a New York, il nuovo lettore digitale Amazon Kindle 2 basato su kernel Linux.

Questo nuovo lettore di e-book integra diverse migliorie: è stata aumentata l’efficienza energetica del 25% che porterà la durata della batteria a 4 giorni con wireless attivo, anche lo storage è stato aumentato fino alla capienza di 1500 e-book (circa 1.4GB).

Grazie ad un’ antenna wifi e 3G integrata, sarà automatico lo scaricamento di riviste e giornali. Saranno presenti delle feature sperimentali come: il Read-to-Me che trasformerà il documento in un audiolibro, inoltre presenterà un leggero Web Browser che permetterà di visitare siti testuali come Google e Wikipedia, infine potrete ascoltare Podcast o musica durante la vostra lettura preferita.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale Amazon.

Via | Engadget