
VManager è un programma che si rivela molto utile per chi si trova spesso a dover creare e modificare Virtual Machine Vmware. Grazie a questo tool si può tranquillamente fare a meno dell’acquisto di Vmware Workstation o dell’utilizzo di Vmware Server usando semplicemente Vmware Player.
Con una GUI molto intuitiva si può intervenire su tutti i parametri di una macchina virtuale: sistema operativo da virtualizzare, occupazione di RAM, grandezza del disco rigido, configurazione di rete.
Come detto oltre alla generazione VMmanager è molto utile anche per mettere mano a una virtual machine già creata.
Il tool, distribuito sotto licenza GPL, funziona su Windows e grazie a Wine anche su Gnu/Linux. Un filmato dimostrativo delle capacità di VManager è disponibile qui mentre l’ultima versione 1.02 è scaricabile da Sourceforge

Continua a migliorare di rilascio in rilascio VirtualBox, nuovo arrivato nella lista dei software opensource per la virtualizzazione.
Con la versione 1.4.0 gli sviluppatori hanno introdotto nuove feature che potranno impensierire anche soluzioni proprietarie come Vmware.
E’ stata introdotto infatti il supporto sperimentale ai file vmdk, le immagini disco utilizzate da Vmware. In questo modo potranno essere avviate anche macchine virtuali create con il programma proprietario.
Inoltre è stato implementato il raw disk support consentendo a Virtualbox di avere accesso a partizioni fisiche su disco.
Per quanto riguarda i sistemi supportati come host sono stati aggiunti Red Hat Enterprise
Linux 5 (RHEL5) e Xandros Desktop 4.1 e MacOSX mentre è migliorato il supporto come guest di FreeBSD e OpenBSD
Ultima chicca: con la versione 1.4.0 è stata aggiunta la localizzazione italiana nell’interfaccia grafica.
Maggiori informazioni sono disponibili nell’annuncio di rilascio e nel changelog mentre pacchetti binari per le maggiori distribuzioni (Ubuntu Feisty compresa ovviamente) sono scaricabili dalla pagina di download.
[Via | Linux.com]
Siete curiosi di provare la nuova release di Mandriva ma non vorreste toccare tabella delle partizioni e dati sul vostro disco?
La soluzione giusta per le vostre esigenze è Mandriva One Spring 2007 virtual appliance, una macchina virtuale confezionata con la versione Live/Installabile di Mandriva, pronta per essere avviata con Vmware Player o Vmware Server.
La VM è stata configurata con 3.4GB di spazio su disco e 512MB di memoria, utilizzando il NAT come configurazione di rete. L’immagine, del peso di 947MB, è scaricabile dal Virtual Appliance Marketplace.
Buon test!
Le soluzioni opensource per virtualizzare sono molte ma poche raggiungono la semplicità dei prodotti Vmware. Ecco perchè Canonical ha deciso di includere nei propri repository commerciali Vmware Server. Per chi non lo conoscesse si tratta di un software gratuito che tuttavia include le principali caratteristiche di Vmware Workstation e consente a chiunque di eseguire più sistemi operativi virtuali su un’unica macchina. Grazie a un wizard grafico è possibile creare virtual machine in tutta semplicità.
Per installare Vmware Server su Ubuntu è necessario includere con un editor testuale il repository commerciale in sources.list o attraverso Synaptic.
Per Feisty basta aggiungere:
“deb http://archive.canonical.com/ubuntu feisty-commercial main”
[Via | Ubuntu Weekly News]
A distanza di poco più di due mesi e mezzo dall’ultimo rilascio siamo lieti di dare il benvenuto al nuovo Linux-2.6.21, ennesima fatica targata Linus & co; la modifica più significativa ( e sicuramente più pubblicizzata ) è l’introduzione di un meccanismo chiamato Dynticks, che consente l’utilizzo di un ciclo idle senza tick: in parole povere ciò consentirà di avere maggiore precisione nelle misurazioni temporali del kernel e, in misura minore, di risparmiare un pò di corrente ( migliore autonomia per i portatili quindi ).
Altre novità consistenti sono l’introduzione di un’interfaccia ( VMI ) che agevola l’interazione dei sistemi di virtualizzazione con il kernel, un’implementazione iniziale alla paravirtualizzazione ed alle live migration in KVM, miglioramenti nel supporto ai processori Cell, randomizzazione delle porte per il NAT e supporto alle chiavi pubbliche per il filesystem ecryptfs.
L’annuncio di Linus è disponibile a questo indirizzo mentre qui potete trovare l’elenco “in lingua umana” di tutte le modifiche apportate.
[ via OSNews ]

Si avvicina il rilascio di una nuova versione stabile di FreeNAS, derivata di FreeBSD e mOnOwall dalle dimensioni ridotte (32MB), utile per la creazione di un Network Attached Storage server gestibile con una interfaccia web. In pochi clic è possibile allestire un server CIFS (samba), FTP, NFS, AFP, RSYNC.
La release 0.684b incorpora nuove feature degne di nota. Vediamone alcune segnalate nell’annuncio di rilascio:
La virtualizzazione di un sistema operativo è, solitamente, un’operazione lenta e difficile da utilizzare anche se i recenti sviluppi in questo campo ( si pensi a KQemu, VirtualBox, VMWare, Xen e KVM ) hanno migliorato in modo molto netto la situazione, soprattutto per ciò che riguarda l’ambito server.
Al giorno d’oggi, però, la virtualizzazione non è alla portata del semplice utente, anche perchè quasi tutte le soluzioni disponibili offrono un ambiente che potremmo definire “separato”, non integrato nel desktop; l’unica eccezione alla regola è Parallels Coherence che gli utenti Mac utilizzano ed apprezzano per l’elevata capacità di integrazione in OS X.
Nuova versione per VirtualBox concorrente di Xen, Vmware e Qemu nell’ormai affollato settore della virtualizzazione. Con la release 1.3.8 ci sono stati notevoli miglioramenti che riguardano in primis gli installer per Windows e Linux.
E’ stato corretto in particolare un bug che impediva l’installazione di VirtualBox su Windows Vista nel caso in cui fosse attivo UAC (User Access Control); anche per quanto riguarda Linux ci sono stati miglioramenti nei pacchetti .rpm e .deb oltre all’aggiunta di binari per RedHat Enterprise Linux 4 e Mandriva 2007.1. Sempre per quanto riguarda la versione di VirtualBox per il pinguino va segnalato il supporto a Xorg 7.2.x.
Per tutti i dettagli rimando al changelog completo per la versione 1.3.8.
Pacchetti precompilati sono disponibili per Ubuntu Dapper e Edgy, Debian Sarge e Etch, OpenSUSE 10.2 oltrechè le già ricordate Red Hat Enterprise Linux 4 e Mandriva 2007.1.
[Via | MSFN]
E’ stato rilasciato ReactOS 0.3.1 che, per chi si fosse sintonizzato da poco sulle nostre frequenze, ricordiamo essere un sistema operativo libero compatibile con applicazioni e driver scritti per i sistemi operativi Microsoft della famiglia NT ( NT4, 2000, XP e 2003).
Nelle release notes, oltre alle numerose novità introdotte, viene ricordato lo stato di alpha del progetto: ciò significa che non è adatto a sostituire il vostro sistema operativo principale; questo rilascio, inoltre, è stato pensato per essere utilizzato tramite soluzioni di virtualizzazione ( come QEmu, VMWare, Parallels, ecc ) a causa della grande quantità di cambiamenti che hanno impedito al team di sviluppo di testare e correggere tutti i problemi derivanti dall’utilizzo di ReactOS su hardware vero.
Il changelog completo è disponibile in questa pagina mentre qui potete accedere alla pagina di download.
Ecco arrivare un’ottima opportunità per provare Haiku. E’ stata rilasciata infatti Gnu/Haiku 0.1.0 un ibrido che unisce il sistema operativo opensource compatibile con BeOS insieme a molti pacchetti derivati dalla distro Pingwinek GNU/Linux.
E’ possibile provare il sistema scaricando le immagini per Qemu e Vmware oppure la versione LiveCD, che però a detta dello sviluppatore risulta essere la più lenta soprattutto in fase di boot. Per ora, complice il grande numero di utenti che stanno accedendo ai server FTP dopo l’annuncio su Osnews , il download della distro è molto complicato.
Intanto ci si può accontentare degli screenshot messi a disposizione:
Per chi è alla ricerca di una valida alternativa allo stack LAMP (Linux+Apache+MySQL+PHP) ecco arrivare una soluzione veloce e sicura: OAMP. Si tratta di una virtual appliance eseguibile sia con Vmware Player che con Vmware Server (entrambi freeware) che mette a disposizione un sistema OpenBSD 4.0, il web server Apache, PHP 5 e i database MySQL e PostgreSQL. Per la gestione di questi ultimi inoltre sono installate anche le web GUI phpMyAdmin e phpPgAdmin. Completano la dotazione fornita nella virtual appliance SQLite, Perl, Python, Ruby e molti software sempre utili come lsof, wget e l’editor nano.
Naturalmente è sempre possibile aggiungere altri programmi con “pkg_add PKG_NAME”.
Dettagli sulle configurazioni di rete e le password dell’appliance sono disponibili nella pagina informativa.

Qualche giorno fa Tollef Fog Heen aveva annunciato un freeze in preparazione del rilascio della quarta alpha per Ubuntu Feisty Fawn. E puntuale oggi lo stesso Heen ha svelato la nuova Herd 4. Come al solito bisogna distinguere le novità in base ai due flavour Ubuntu e Kubuntu. Vediamole: