
Qualche settimana fa era stata avanzata l’ipotesi che Ubuntu potesse diventare una rolling release. Un’ipotesi smentita categoricamente da Canonical e che, tutto sommato, non aveva grandi possibilità di realizzazione. Un conto è l’utilizzo individuale del desktop di Ubuntu: i server aggiornati via Landscape e i clienti di Canonical, però, hanno esigenze molto diverse. Ciò non toglie che gli utenti abbiano necessità differenti rispetto al ciclo di rilascio attuale. Alcuni componenti di Ubuntu restano fermi (Firefox, ad esempio) fino al rilascio successivo.
La soluzione della comunità è evidente: il successo dei Personal Package Archives (PPA) ospitati da Launchpad dovrebbe portare Canonical a una seria riflessione. È questa l’opinione di Michael Reed — un giornalista freelance di Linux Journal che abbiamo già citato in passato. L’analisi di Reed prende come esempio il ciclo di sviluppo di KDE e la scelta operata dal team di Kubuntu, che propone gli ultimi aggiornamenti proprio attraverso dei PPA. Sarebbe quindi opportuno un cambio di policy che preveda la loro inclusione negli update ufficiali.
La riflessione di Reed tocca un aspetto con cui tutti gli utenti di Ubuntu si sono scontrati. Prendendo per buono il sistema d’installazione a pacchetti (alternativo alla compilazione dei sorgenti) è frustrante recarsi su un sito e non avere un accesso immediato all’ultima versione di un programma. Firefox torna a essere d’esempio: gli utenti di Windows e OS X possono provare le release sperimentali con un semplice clic del mouse. Ubuntu, per quanto sia user-friendly, richiede tuttora metodi poco accessibili alle masse. La soluzione sarebbero i PPA.
Via | Linux Journal
Un’ottima notizia per chi abbia bisogno di creare un repository che ospiti i propri pacchetti Ubuntu. Con l’aggiornamento di Launchpad alla versione 1.1.11 è uscito finalmente dal beta test il servizio Personal Package Archives (PPA).
Grazie a questo tool, accessibile a tutti gli iscritti al servizio di hosting/sviluppo/bug tracking di Canonical, sarà possibile creare automaticamente pacchetti binari per Ubuntu caricando i propri source package.
I repository APT creati con PPA potranno facilmente essere utilizzati da chiunque modificando il file /etc/apt/sources.list per consentire l’installazione dei pacchetti creati con il classico “apt-get install”.
Inoltre PPA potrà essere utilizzato anche per compilare i sorgenti di altre distribuzioni che usino pacchetti .deb.
Tutti i repository creati sono (e saranno) disponibili per la consultazione via web da qui.
Per prendere dimestichezza con Personal Package Archives consiglio la lettura della guida PPAQuickStart oltre alla The Ubuntu Packaging Guide, vera e propria bibbia per chi si avvicina alla pacchettizzazione su Ubuntu.